Angeletti, Fimaa: “Bene finanziamento da 1,7 miliardi per il Piano casa. Ma per dare una svolta all’immobiliare servono misure più forti”

Valerio Angeletti

Valerio Angeletti, presidente nazionale della Fimaa

“Siamo soddisfatti del Piano casa da 1,7 miliardi approvato dal Consiglio dei ministri di ieri e presentato subito dopo in conferenza stampa dal premier Matteo Renzi. Il passaggio sulla cedolare secca, social housing, mutui agevolati per le giovani coppie, bonus ristrutturazioni e Irpef rappresenta un buon punto di inizio per affrontare il problema della fiscalità sulla casa e il rilancio del comparto immobiliare. Il decreto Lupi non sarà di certo la soluzione ai problemi della tensione abitativa e del rilancio dell’immobiliare in Italia, ma rappresenta un passo importante che, dopo anni di totale disinteresse, prova almeno a ricreare le basi di una nuova politica della casa. Politica che per la #svoltabuona necessita però di segnali più forti e di interventi ampliativi e migliorativi come la riduzione del peso fiscale per gli immobili commerciali non a reddito”. Queste le parole usate da Valerio Angeletti presidente nazionale della Fimaa, Federazione italiana mediatori agenti d’affari, per commentare l’approvazione da parte dell’esecutivo di misure di risposta ai bisogni abitativi delle fasce più deboli della popolazione.

“Per quanto riguarda le politiche a favore del social housing, l’agevolazione dei mutui per le giovani coppie (plafond casa) e i fondi di sostegno all’affitto e a quanti non riescono a pagare il canone di locazione perché hanno perso il lavoro, i cosiddetti morosi incolpevoli – ha aggiunto il numero uno della Fimaa – il governo ha recepito le proposte che abbiamo avanzato lo scorso mese incontrando i rappresentati del settore economico del partito di maggioranza.

L’emergenza abitativa rappresenta per la nostra Associazione un vulnus da sanare. Il nostro è un Paese che conta decine di migliaia di alloggi popolari vuoti o che non producono alcun reddito per gli enti proprietari in città dalla alta densità abitativa come Roma, Napoli, Milano e Torino. Dove si viene sfrattati perché non si riesce a pagare la rata del mutuo o l’affitto.

Dove l’edilizia popolare è a rischio dissoluzione tra scandali, cattiva gestione e mancanza di fondi. Un Paese dove, a causa di una crisi economica senza precedenti, si perde il lavoro, non si pagano le rate dei mutui, gli affitti o i debiti e, alla fine, si perde anche la casa.

Ecco perché ci auguriamo che il piano di riqualificazione degli alloggi popolari e tutti gli strumenti indicati nel Piano casa vengano portati a regime al più presto e senza ritardi inopportuni. Il Paese ha fretta di crescere. Il comparto dell’immobiliare pure”.

Angeletti, Fimaa: “Bene finanziamento da 1,7 miliardi per il Piano casa. Ma per dare una svolta all’immobiliare servono misure più forti” ultima modifica: 2014-03-13T18:52:20+00:00 da Redazione

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