Angelo Grampa, ad PayTipper: “Vogliamo portare innovazione nel mondo dei pagamenti e dei mercati verticali”

Grampa, PayTipperPayTipper è un istituto di pagamento nato nel 2010 che crea soluzioni e servizi su misura capaci di fare incontrare le esigenze di aziende e reti commerciali con quelle dei loro clienti. La società è in una fase di forte espansione sia della sua struttura commerciale sia della logistica aziendale. Risale a qualche giorno fa l’inaugurazione della nuova sede operativa e commerciale di Cascina, in provincia di Pisa, mentre Milano continuerà a essere la sede strategica e organizzativa. Parliamo dei prossimi progetti di sviluppo con l’amministratore delegato, Angelo Grampa.

Come si colloca Pay Tipper nel mercato?
Gli istituti di pagamento sono una realtà relativamente nuova nel panorama italiano: si tratta di un soggetto recepito nel nostro ordinamento nel 2010 a seguito della direttiva europea Psd (Payment service directive). Nella mente del legislatore, l’istituto di pagamento è un soggetto che funge da cerniera fra il mondo industriale-commerciale e quello finanziario. Questi mondi spesso viaggiano a velocità differenti: da un lato, il mondo industriale-commerciale ha dinamiche più veloci, maggiormente al passo con le innovazioni tecnologhe che cambiano il modo di lavorare e impongono processi sempre nuovi; dall’altro lato, il mondo finanziario agisce, anche per ragioni di stabilità e sicurezza del sistema, con regole più ingessate e tempi di reazione tradizionalmente più lunghi. Gli istituti di pagamento servono a colmare questo gap perché dispongono del rigore gestionale, patrimoniale e contabile tipico delle istituzioni finanziarie ma, dall’altro lato, hanno una capacità e velocità operativa adeguata alle nuove sfide del mercato. PayTipper è stato il secondo istituto di pagamento autorizzato e, ancora oggi, è quello che possiede il più ampio spettro di autorizzazioni da parte di Banca d’Italia. La nostra ratio industriale è quella di costruire delle soluzioni di pagamento integrate nei processi industriali e commerciali di determinate linee verticali di business.

Quali sono le vostre principali linee di business?
PayTipper ha identificato degli ambiti specifici che presentano maggiori possibilità di business e permettono di apportare innovazione nel settore dei pagamenti: il primo riguarda il bill payment, ossia il pagamento delle bollette, ambito nel quale abbiamo sviluppato una rete che sta crescendo con ritmi molto interessanti. PayTipper è stato il primo istituto a introdurre il pagamento tramite pos, con le carte di credito, allo stesso prezzo del pagamento in contanti, cosa che fino a qualche tempo fa non era affatto scontata. Abbiamo creato un portale web che si chiama PagaComodo attraverso il quale è possibile pagare quasi tutte le bollette, mav e rav ed effettuare i pagamenti della pubblica amministrazione a un prezzo più basso rispetto a quello praticato dai nostri concorrenti.

Avete in mente nuovi ambiti operativi?
Stiamo concentrando la nostra attenzione sul mondo delle farmacie. Stiamo preparando un’offerta specifica che si concretizzerà attraverso un nuovo marchio, PagoFarma. Prevediamo che entro la fine dell’anno si concretizzerà la possibilità di pagare i ticket sanitari attraverso il nodo del PagoPa, ossia il pagamento alla pubblica amministrazione. In futuro le Regioni consentiranno il pagamento dei ticket sanitari in modo più diffuso e noi ci candidiamo ad essere dei co-protagonisti di questo mercato. Ovviamente la farmacia è il luogo privilegiato in cui il consumatore può pagare una prestazione sanitaria.

Come è composta la vostra rete distributiva?
In questo momento abbiamo 3mila punti vendita convenzionati. La struttura distributiva è organizzata attraverso una rete di agenti che si occupa di reclutare e gestire gli esercenti che decidono poi di convenzionarsi con i nostri servizi. Dal punto di vista geografico siamo presenti su tutto il territorio nazionale con una concentrazione maggiore al Sud, tradizionalmente più propenso a utilizzare questi strumenti, mentre al Nord  gli utenti sono più abituati all’addebito automatico sul conto corrente. La tipologia degli esercizi commerciali è abbastanza variegata: tabaccherie, edicole, bar, cartolerie e poi le cosiddette poste private, quegli uffici postali che appartengono a network alternativi a Poste Italiane e che vogliono offrire al consumatore anche i servizi di pagamento, attività che possono svolgere solo grazie all’appoggio di un istituto di pagamento come il nostro. In genere privilegiamo gli esercizi situati in zone a elevata pedonalità.

Come reclutate i vostri agenti?
È un’attività abbastanza delicata e complicata: i nostri agenti propongono un servizio di natura finanziaria molto qualificato. Per questo motivo devono essere  iscritti nella sezione speciale dell’elenco dell’Oam, e possedere requisiti di professionalità e onorabilità ben precisi. Questo restringe molto il campo. Per sostenere l’attività di selezione abbiamo diviso l’Italia in distretti in base alla popolazione. Inoltre, promuoviamo online la nostra attività di recruiting.

Come avete chiuso il 2016? Cosa vi aspettate per il 2017?
Quello passato è stato un anno di buona crescita, con una produzione superiore al 25% rispetto all’anno precedente. Siamo una realtà ancora giovane, considerato che abbiamo iniziato a svolgere l’attività in termini operativi nel 2013, quindi abbiamo dei tassi di crescita quasi da start up. Il nostro è un settore dove i cambiamenti non avvengono dall’oggi al domani e questo ci offre motivo di credere che stiamo procedendo nella giusta direzione. Nel 2017 prevediamo un ulteriore sviluppo.

Angelo Grampa, ad PayTipper: “Vogliamo portare innovazione nel mondo dei pagamenti e dei mercati verticali” ultima modifica: 2017-03-28T12:09:10+00:00 da Valentina Petracca

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