Ania: raccolta ramo vita giù del 35% durante il lockdown. Farina: rafforzare architettura del welfare

Ania LogoIl settore assicurativo non è rimasto immune dallo shock della pandemia da coronavirus. La raccolta premi del 2019 aveva superato i 140 miliardi di euro, con una crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente: +3,9% nel comparto vita e +3,2% nel comparto danni. Il trend di crescita, confermato nei primi due mesi di quest’anno, ha bruscamente virato in negativo all’esplodere della pandemia. Nel trimestre del lockdown (da marzo a maggio), il decremento dei premi vita è stato del 35% rispetto al 2019. A giugno, con la fine delle misure eccezionali, si è registrata una prima inversione di tendenza, cui ha fatto seguito l’ulteriore consolidamento nei mesi di luglio e agosto, quando la raccolta è tornata sui livelli degli stessi mesi del 2019”. Con questi dati la presidentessa dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania), Maria Bianca Farina, ha illustrato la situazione del settore delle assicurazioni nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione, tenutasi questa mattina.

In questo contesto, è da segnalare il fatto che la raccolta netta sia rimasta in territorio positivo anche nella prima metà dell’anno, sia pure su valori ampiamente inferiori a quelli dello stesso periodo del 2019 (-15%). Anche nei rami danni, la contrazione della raccolta è stata molto significativa nei mesi del lockdown (-9% rispetto al corrispondente periodo del 2019). La riduzione è stata più marcata nell’r.c. auto (-11,5%). Con la riapertura, la raccolta danni non auto si è riavvicinata ai livelli del 2019: nei primi otto mesi dell’anno, la contrazione è stata dell’1,7%. Nello stesso periodo, i premi r.c. auto sono diminuiti di oltre il 5% e, nella stessa misura, è sceso il premio medio per veicolo. “Questo andamento ha riflesso la decisione, annunciata dalle compagnie, di agevolare gli assicurati che non avevano utilizzato il veicolo durante il lockdown. Infatti, la frequenza sinistri era sensibilmente scesa nei mesi di chiusura, per poi risalire progressivamente nei mesi estivi verso i valori del 2019”, ha aggiunto Farina.

In tema di impieghi, le imprese assicuratrici italiane, alla fine del 2019, detenevano investimenti per circa 950 miliardi di euro, corrispondenti al 53% del Pil. Di questi, 335 miliardi di euro erano rappresentati da titoli di Stato (il 15% del totale dei titoli governativi italiani in circolazione). La volatilità sui mercati finanziari connessa con la diffusione della pandemia ha avuto effetti rilevanti sulla gestione finanziaria e patrimoniale delle imprese. La flessione delle quotazioni azionarie e l’ampliamento degli spread sui titoli obbligazionari hanno comportato in marzo un calo delle plusvalenze nette di quasi il 40% rispetto alla fine del 2019. Con il generalizzato recupero dei mercati finanziari, il saldo è tornato a migliorare, portandosi a fine giugno su valori vicini a quelli dello scorso anno. Anche per effetto dell’andamento dei mercati finanziari, l’utile del 1° semestre del 2020 si è quasi dimezzato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice di solvibilità medio delle imprese è sceso di ben 20 basis point nel primo trimestre dell’anno in corso ed è, poi, rimasto stabile in giugno sui livelli di marzo; le imprese vita sono quelle che hanno registrato la riduzione più significativa. Nonostante tali andamenti, gli indici sono rimasti però ben al di sopra del minimo di legge, a testimonianza della resilienza del settore anche in situazioni così difficili e complesse.

Se il tema della crescita si pone come cruciale nella prospettiva di una politica economica di rilancio, non meno importante è rafforzare l’intera architettura del welfare, che già oggi evidenzia debolezze e criticità. Squilibri destinati, senza adeguate correzioni, ad amplificarsi nei prossimi anni con ricadute negative sotto l’aspetto economico e sociale. Paure e sfiducia di larghi strati della popolazione avrebbero evidenti ripercussioni sul quotidiano dell’intero Paese”, ha dichiarato.

 

La presidentessa dell’Ania ha infine concluso, ribadendo che “le compagnie di assicurazione, proprio facendo leva sui fondamentali della loro mission, possono giocare un ruolo a fianco del Governo, delle istituzioni e delle altre forze produttive e sociali per dare una vera svolta al nostro Paese, riaccendendo le speranze di ognuno di noi e soprattutto dei nostri figli e nipoti per un futuro sostenibile, sereno e costruttivo”.