Assicurazioni, Ania: nel 2016 raccolta premi complessiva in calo dell’8,2%

Ania LogoNel corso del 2016 i premi diretti raccolti dall’industria assicurativa sono stati pari a 134 miliardi di euro (l’8% del Pil). Gli investimenti sono ammontati a 741 miliardi (il 44% del Pil). Le riserve tecniche, che rappresentano gli impegni assunti nei confronti degli assicurati, hanno raggiunto i 694 miliardi. La raccolta premi nei rami vita è stata di 102 miliardi, in diminuzione dell’11% dopo il massimo storico raggiunto nel 2015. Il flusso netto di raccolta è stato pari a 39 miliardi, lievemente inferiore a quello del 2015. La raccolta del portafoglio italiano ed estero, diretto e indiretto, ha registrato rispetto al 2015 un calo dell’8,2%, prima diminuzione dopo tre anni di crescita progressiva. Questi i principali dati emersi dalla relazione letta da Bianca Maria Farina, presidentessa dell’Ania, durante l’assemblea annuale dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.

Secondo l’Ania l’assicurazione vita continua a rappresentare una delle forme più importanti di impiego del risparmio: nel 2016, le riserve tecniche sono state pari al 14,9% dello stock di attività finanziarie delle famiglie italiane, in aumento dal 13,8% dell’anno precedente. Il rendimento medio lordo riconosciuto agli assicurati dalle polizze tradizionali nel 2016 è stato pari al 3,24%.

La raccolta premi nei rami danni è stata di circa 32 miliardi, in calo dell’1% rispetto al 2015. Tale dinamica è il risultato di una diminuzione significativa dei premi nel ramo r.c. auto (-5,6%) e di un aumento negli altri rami danni (+2,6%). Si tratta, per la r.c. auto, della quinta variazione negativa consecutiva: tra il 2012 e il 2016 la raccolta premi è diminuita di circa il 25%, tornando ai livelli della fine degli anni novanta.

In valore assoluto, il premio medio delle autovetture è diminuito in cinque anni di oltre 155 euro, scendendo da 567 euro nel marzo 2012 a 412 euro nel marzo 2017, incluse le tasse. Su un parco di quasi 31 milioni di veicoli, la riduzione di quanto pagato dagli italiani è arrivata a quasi 5 miliardi nell’ultimo anno.

Il calo dei premi ha comportato una sensibile riduzione del gap tariffario, ormai pari a 100 euro, rispetto alla media di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Anche se persistono differenze di prezzo nelle varie aree del Paese, riconducibili alla diversa rischiosità, i divari sul territorio italiano si sono ridotti di un terzo negli ultimi tre anni: ad esempio, tra la fine del 2013 e quella del 2016, il prezzo è diminuito del 25% a Napoli e dell’11% ad Aosta.

Per quanto riguarda gli altri rami danni, si evidenzia la crescita significativa del ramo salute (+10%), che ha raccolto oltre 2,3 miliardi di euro. Sul fronte reddituale, il risultato del conto tecnico è aumentato nel vita, a seguito dei maggiori volumi di risparmio affidati alle compagnie; è diminuito, invece, nei rami danni. Nel ramo r.c. auto, in particolare, il risultato tecnico complessivo si è pressoché dimezzato, passando da 1,5 a 0,7 miliardi di euro, frutto di un combined ratio in aumento di 4 punti percentuali (dal 93,6% del 2015 al 97,6%) per effetto di premi in forte calo e risarcimenti nel complesso invariati in valore assoluto.

Per quanto riguarda le modalità di vendita dei prodotti assicurativi, negli ultimi anni, come avvenuto in tutti gli altri Paesi europei, si è assistito alla diffusione di un modello distributivo multicanale.

I dati del 2016 evidenziano che, nei rami danni, gli agenti continuano a svolgere un ruolo cruciale (il 77,1% del mercato), seguiti dai broker, la cui quota (pari al 9,2%), tuttavia, risulta sottostimata in quanto non tiene conto degli affari che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese (quasi il 26% dei premi). Gli sportelli bancari e postali hanno un’incidenza del 5,5%; la vendita diretta dell’8%, di cui il 4,4% via internet e telefono. Nell’assicurazione vita il canale distributivo principale è rappresentato dagli sportelli bancari e postali (62,9%), seguiti dagli agenti (14,3%), dai consulenti finanziari abilitati (14,0%), dalla vendita diretta (8,2%) e dai broker (0,6%).

Leggi la versione integrale della relazione della presidentessa dell’Ania

Assicurazioni, Ania: nel 2016 raccolta premi complessiva in calo dell’8,2% ultima modifica: 2017-07-05T13:34:12+00:00 da Redazione

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