Anra: condizioni mercato assicurativo peggiorate, soprattutto nel d&o

Si è conclusa l’indagine di Anra (Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali) sull’esito dei programmi assicurativi al 31 dicembre 2020: i risultati sono in grado di fornire un quadro dell’andamento del mercato per il 2021.

“Emerge un preoccupante inasprimento: oltre l’80% dei risk manager coinvolti nella survey, infatti, afferma che le condizioni del mercato assicurativo sono peggiorate, in particolare sulle linee danni ai beni, responsabilità amministratori e rischio credito. Un dato che vede concordi anche gli intermediari, ma risulta meno percepito dagli assicuratori, che sembrano essere più ottimisti.”, commenta Alessandro De Felice, presidente onorario Anra.

Le condizioni più critiche si riscontrano sulle coperture d&o, settore dominato dalle grandi compagnie assicurative internazionali. Il 90% dei risk manager segnala una netta riduzione della capacità di sottoscrizione disponibile, rigidità delle condizioni offerte e costi di assicurazione decisamente in rialzo che in molti casi superano il raddoppio.

Circa il 30% si è trovato a dover accettare condizioni di assicurazione meno ampie, con limiti di polizza inferiori e aumento del livello di ritenzione con franchigie e scoperti. Per quanto riguarda, invece, la linea property damage & business interruption, gli effetti del mercato sono prevalentemente nell’aumento dei premi, mentre rimangono sostanzialmente stabili le condizioni di assicurazione e la capacità di sottoscrizione offerta salvo per i limiti da catastrofi naturali. Su questi rischi, le aziende più virtuose in termini di loss prevention e risk management hanno potuto però compensare l’aumento dei costi assicurativi attraverso un aumento della ritenzione.

Si conferma inoltre bassa la percentuale di polizze nei rami property, liability, d&o e trasporti, che prevedono una specifica estensione al rischio cyber.

In conseguenza alla polarizzazione del mercato sulla linea crediti fra i tre grandi assicuratori internazionali, i risk manager lamentano un aumento generalizzato dei costi di trasferimento del rischio e una diffusa diminuzione dei fidi assicurati. In misura minore, ma pur sempre rilevante, il 35% dei rispondenti ha segnalato, inoltre, aumenti di costo nelle linee responsabilità civile e trasporti, mentre appaiono stabili le linee malattia ed infortuni.

“Come presumibile, l’emergenza sanitaria ha fatto sentire il suo impatto: alla luce delle complicanze riscontrate dalle aziende nell’ultimo anno, le quali hanno visto salire i costi delle polizze per i rischi legati alla propria attività, circa la metà dei risk manager si è vista richiedere – talvolta in maniera inspiegabile – l’inserimento di una clausola di esclusione rischio pandemia nelle polizze property, rc, trasporti e d&o, e circa la metà di essi ha dovuto accettarla in fase di rinnovo – aggiunge Alessandro De Felice -. È auspicabile che il mercato assicurativo tenga maggior conto, nelle proprie quotazioni, degli elementi qualitativi e quantitativi del rischio sottoscritto che il Risk Manager può fornire in maniera circostanziata, anziché operare in una logica di portafoglio. Ci attendiamo che in un futuro non lontano le performance di sostenibilità delle aziende possano avere ricadute positive nel costo della capacità di sottoscrizione richiesta”.

L’Anra sottolinea infine l’importante contributo costituito dal settore assicurativo per la crescita e lo sviluppo economico dell’Europa: secondo il report annuale di Insurance Europe, tra il 2019 e il 2020 gli assicuratori europei hanno generato una raccolta premi superiore a 1.100 miliardi di euro, dato lavoro a oltre 900.000 persone e investito oltre 10.200 miliardi nell’economia reale.