Antico scrive al governo per chiedere la riapertura dell’attività dei compro oro

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Compro OroA seguito dell’emanazione del Dpcm del 22 marzo 2020 che ha sancito la sospensione, fino al 3 aprile prossimo, di tutte le attività ritenute non essenziali, l’Associazione nazionale tutela il comparto oro (Antico) nella persona del suo presidente Nunzio Ragno, si è rivolta al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri dell’Economia e delle Finanze e dello Sviluppo Economico al fine di valutare la ripresa dello svolgimento delle attività all’ingrosso di compro oro e di commercio di oro da investimento, con l’intento di scongiurare, anche nello specifico comparto economico e aziendale, contrazioni operative che impattano sull’economia in generale e sulle aziende coinvolte nel settore aurifero.

Nella nota trasmessa ai predetti rappresentanti istituzionali l’Antico evidenzia le osservazioni e motivazioni cardine che giustificano e avvalorano la richiesta di ripresa delle attività sopracitate; osservazioni, naturalmente, che non contrastano le disposizioni rilasciate ai fini del contenimento del contagio virale denominato Covid-19.

“La prima motivazione – si legge nella nota dell’Antico – è riconducibile alla natura dell’attività di compro oro che, oltre a rappresentare un’attività economica a tutti gli effetti svolta all’ingrosso, rivendica un ruolo di tutela di una funzione sociale, mettendo in condizione il privato cittadino di monetizzare, nell’immediatezza, l’equivalente valore monetario posseduto in oggetti preziosi usati.

Aspetto che assume, più che mai, preminente importanza in questo particolare frangente di arresto dell’economia e che si contempera con l’esigenza di “bisogno” delle persone.

Un’ulteriore e fondamentale osservazione riguarda l’equiparazione delle attività all’ingrosso di compro oro e di commercio di oro da investimento ai servizi finanziari che, ai sensi dell’allegato 1 del Dpcm 22 marzo 2020, sono considerati essenziali e quindi non soggetti ad alcuna sospensione operativa.

Difatti, le attività aventi ad oggetto beni usati e soprattutto oro da investimento, sono per alcuni versi assimilate a quelle rappresentate da transazione di beni e servizi finanziari, in quanto riferite allo scambio di beni fungibili con valori fluttuanti di mercato, il cui corrispondente controvalore in denaro è sottostante ai beni medesimi”.

L’Antico mette infine in evidenza “l’aspetto legato alla sicurezza e alla bassa rischiosità di contagio del Coronavirus, tipico dell’attività di compro oro. Tale attività, consistente anche nell’acquisto di oggetti preziosi usati con successiva cessione a fusione degli stessi oggetti, rappresenta a tutti gli effetti un attività esercitata all’ingrosso e non al dettaglio. Per tali ragioni si tratta di un’attività svolta al netto di assembramenti, contatti diretti e alta affluenza di persone, in quanto le operazioni di ritiro del metallo prezioso vengono svolte in modo separato da cliente a cliente (con paratia fatta di vetro, o altro) rispettando così un congruo lasso di tempo distanziato tra una operazione e un’altra”.