Antiriciclaggio, Focus: il direttore dell’Oam spiega gli adempimenti previsti per i soggetti vigilati

Riciclaggio AntiriciclaggioLa riforma del decreto legislativo 231/2007 avvenuta con il recepimento della IV direttiva antiriciclaggio della Ue fissa gli obblighi per agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi, cambiavalute e per i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale. In aggiunta a questo il provvedimento ha specificato nel dettaglio il sistema dei controlli e delle sanzioni, introdotto obblighi specifici per i soggetti convenzionati e agenti di prestatori di servizi di pagamento e Imel al fine di censire e aggiornare l’elenco di soggetti attraverso l’istituzione di un nuovo registro Oam e stabilito l’obbligo di istituzione dei punti di contatto centrali che saranno registrati in un’apposita sottosezione del nuovo registro. Con l’aiuto di Federico Luchetti, direttore generale dell’Organismo agenti e mediatori, sintetizziamo le principali novità con le quali devono confrontarsi i soggetti vigilati Oam in base al decreto legislativo 90/2017.

Agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi, cambiavalute

Gli obblighi per questi soggetti sono contenuti essenzialmente negli articoli 17 e seguenti del decreto legislativo 231/2007. Come sappiamo, il mediatore creditizio è un soggetto terzo completamente autonomo ed equidistante sia dal cliente che dal soggetto finanziatore. L’agente in attività finanziaria, in quanto titolare di un mandato, è in un certo senso equiparato al dipendente e perciò sottoposto a controllo e verifica da parte della mandante. Agenti,  mediatori e cambia valute procedono all’adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo in occasione dell’instaurazione di un rapporto continuativo o del conferimento dell’incarico per l’esecuzione di una prestazione professionale, al momento dell’esecuzione di un’operazione occasionale che comporti la movimentazione di mezzi di pagamento pari o superiori ai 15mila euro o il trasferimento di fondi superiore ai mille euro. L’adeguata verifica va in ogni caso effettuata (a prescindere dall’importo movimentato), quando ci sia il semplice sospetto di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo, oppure quando sorgano dubbi sui dati rinvenienti dall’adeguata verifica. Le misure di adeguata verifica da adottare sono proporzionali all’entità dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e adeguate  al rischio rilevato.

L’art. 18, oltre ad enunciare come deve essere effettuata l’adeguata verifica, ribadisce che questa deve essere compiuta prima dell’instaurazione del rapporto continuativo o del conferimento dell’incarico ed evidentemente prima dell’esecuzione di un’operazione occasionale.

L’art. 19 entra nello specifico stabilendo che l’identificazione deve avvenire in presenza del cliente o dell’esecutore e consiste nell’acquisizione di dati e documenti identificatici ed in corso di validità. Una novità introdotta dal decreto legislativo 90/17, prevede che il riscontro della validità dei documenti possa essere effettuato mediante la consultazione del sistema pubblico per la prevenzione del furto di identità. Un obbligo preciso per agenti mediatori e cambiavalute è anche quello di valutare scopo e natura del rapporto ed il controllo costante del rapporto mediante l’analisi delle operazioni e delle attività svolte durante tutta la durata del rapporto. Questi soggetti sono, inoltre, tenuti a conservare documenti, dati e informazioni utili a prevenire, individuare o accertare eventuali attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, conservare copia dei documenti acquisiti in fase di adeguata verifica e a conservare tale documentazione per i 10 anni successici alla cessazione del rapporto. Per ciò che riguarda la segnalazione di operazioni sospette occorre fare una distinzione tra agenti e mediatori. Gli agenti sono tenuti a trasmettere la segnalazione al titolare incaricato dalla mandante. Ciò significa che se per ragioni organizzative la mandante non dovesse inoltrare la segnalazione, l’agente non ne ha alcuna responsabilità. Il mediatore creditizio, invece, invia la segnalazione direttamente alla Uif: in questo caso, si vengono a configurare due obblighi distinti e separati che vedono responsabilità autonome tra mediatore e soggetto finanziatore.

Soggetti convenzionati e agenti prestatori servizi di pagamento e Imel

Il decreto legislativo 90/17 ha previsto l’istituzione del Registro dei soggetti convenzionati e gli agenti che operano per i Prestatori di servizi di pagamento (Psp) e gli istituti di moneta elettronica (Imel). Ogni sei mesi i prestatori di servizi di pagamento e gli Imel dovranno comunicare all’Organismo i dati relativi ai soggetti convenzionati e agenti di cui si avvalgono per l’annotazione nell’apposito registro, indicando il nome del rappresentante legale e del preposto, del soggetto convenzionato o dell’agente, la sede legale e operativa e l’espressa indicazione della prestazione di servizi di rimessa denaro se erogata dal soggetto convenzionato o dall’agente. Verrà, inoltre, creata un’apposita sottosezione contenente, tra l’altro, l’avvenuta cessazione del rapporto di convenzionamento o del mandato per motivi non commerciali, comunicata da Psp, Imel o loro succursali, o per il tramite del punto di contatto centrale entro 30 giorni dall’estinzione del rapporto. L’accesso a tale sottosezione sarà consentito non solo a Guardia di Finanza, Banca d’Italia e Uif per l’esercizio delle rispettive competenze, ma anche ai prestatori dei servizi di pagamento e agli istituti di moneta elettronica, alle succursali e ai punti di contatto centrale.

L’obiettivo perseguito è la creazione di un patrimonio informativo a disposizione delle autorità e degli stessi prestatori di servizi di pagamento e di moneta elettronica, in ordine alla reputazione e legalità dei soggetti operanti in questo specifico settore di mercato. Restano ferme le responsabilità di questi soggetti in tema di adeguata verifica, conservazione dei dati per un periodo di 12 mesi e l’obbligo di comunicazione all’intermediario, o nel caso di soggetti convenzionati e agenti operanti nel sul territorio nazionale per conto di istituti comunitari, al punto di contatto centrale di ogni informazione utile ai fini dell’inoltro della Segnalazione di operazioni sospette (Sos). Altra novità che riguarda la categoria è l’obbligo di designare il punto di contatto centrale e di comunicarlo all’Organismo. Il punto di contatto centrale dovrà a sua volta comunicare all’Oam l’inizio dell’operatività e ogni variazione intervenuta, a pena di  sanzioni pecuniarie da parte dell’Organismo.

Prestatori di servizi di gioco

La nuova normativa antiriciclaggio vede tra i soggetti obbligati anche i prestatori di servizi di gioco, ossia gli operatori di gioco on line, gli operatori di gioco su rete fisica ed i soggetti che gestiscono case da gioco. Saranno quindi soggetti a precisi obblighi antiriciclaggio i giochi online, quelli che vengono effettuati attraverso apparecchi di intrattenimento come le videolottery, il Bingo e tutte le tipologie di scommesse. Restano invece fuori le lotterie nazionali, i giochi numerici quali  Superenalotto e WinForLife, i giochi numerici a quota fissa come il Lotto, i concorsi pronostici su base sportiva come il Totocalcio.ell’ambito del gioco online, caratterizzato dallo strumento del conto gioco nominativo (paragonabile ad un conto corrente e quindi assimilabile ad un rapporto continuativo), è necessario identificare e verificare l’identità di ogni cliente all’atto dell’apertura e modifica del conto di gioco. Gli operatori di gioco consentono operazioni di ricarica dei conti di gioco ai soggetti titolari esclusivamente mediante mezzi di pagamento idonei a garantire la piena tracciabilità dei flussi finanziari connesse all’attività di gioco e conservano per 10 anni le informazioni relative ai dati identificativi del cliente, data di ogni operazioni, apertura conto e ricarica, mezzi di pagamento usati, nonché data, ora e durata delle connessioni telematiche.

Nel gioco pubblico su rete fisica la norma individua direttamente in capo ai distributori ed esercenti gli obblighi di adeguata verifica e di conservazione dei dati, acquisiscono e conservano le informazioni relative ai dati identificativi del cliente, alla data e al valore delle operazioni di gioco, e ai mezzi di pagamento utilizzati.L’identificazione deve essere effettuata qualora il cliente movimenti importi di gioco pari o superiori ai 2mila euro, mentre nel caso di giochi tramite videolottery, l’adeguata verifica e gli obblighi di conservazione scattano qualora il valore nominale del ticket sia pari o superiore ai 500 euro. I distributori e gli esercenti inviano i dati acquisiti su cliente e operazione entro 10 giorni dalla data dell’operazione e assicurano la conservazione dei dati per almeno 2 anni (il concessionario 10 anni).

I gestori della case da gioco, infine, identificano e verificano l’identità del cliente qualora il valore delle transazioni effettuate per l’acquisto o il cambio di gettoni o per l’incasso di vincite di importo pari o  superiore ai 2mila euro e conservano i dati per un periodo di 10 anni.

Antiriciclaggio, Focus: il direttore dell’Oam spiega gli adempimenti previsti per i soggetti vigilati ultima modifica: 2017-11-16T16:50:36+00:00 da Valentina Petracca

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