Antiriciclaggio, il ministero dell’Economia prepara la prima mappa

Ministero dell'Economia e delle FinanzeIl ministero dell’Economia sta redigendo la prima mappa del rischio riciclaggio in Italia, che dovrebbe essere pronta entro l’estate. Negli intenti del dicastero, il 2014 dovrebbe essere utilizzato per anticipare l’entrata in vigore delle disposizioni della quarta direttiva Ue in materia di antiriciclaggio, in fase di approvazione definitiva da parte dell’Unione.

Stando a quanto si legge in un articolo di Italia Oggi, “nei corridoi di via XX Settembre li chiamano studi di settore antiriciclaggio per la forte componente territoriale che assumeranno le profilizzazioni del rischio riciclaggio” con “un nuovo antiriciclaggio personalizzato sul professionista, intermediario finanziario o banca tenuto all’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela” e “obblighi che diventano diversificati secondo il territorio e il tipo di attività effettuata dagli intermediari”.

Secondo il giornale lo scopo finale è quello di far sì che tutti i soggetti tenuti agli obblighi antiriciclaggio si dotino, come accade per la responsabilità amministrativa degli enti e la 231/2001, di modelli organizzativi di controllo “che formino una sorta di scudo contro gli eventi accidentali che potrebbero far maturare in capo al soggetto che attua la adeguata verifica una qualche forma di responsabilità”.

Per arrivare a questo non si attenderà la tradizionale legge comunitaria, visto che la direttiva sarà anticipata da dei decreti di recepimento.

“Il motivo – continua l’articolo – è da ricercare nel fatto che, da gennaio 2015, l’Italia sarà sorvegliata dal fondo monetario internazionale Gafi (gruppo di azione finanziaria internazionale) e questo imporrebbe di arrivare all’appuntamento con una normativa antiriciclaggio fresca e rinnovata. Il cambio di rotta della quarta direttiva, rispetto alle regole in vigore dal 2007, si chiama ‘approccio basato sul rischio’”.

La quarta direttiva prevede che la valutazione del rischio riciclaggio sia fatta prendendo in considerazione molteplici indici, fattori quali clienti, paesi o aree geografiche, prodotti, servizi, operazioni o canali di distribuzione. Le misure saranno proporzionate alla natura e alle dimensioni dell’ente o del professionista obbligato.

“La mappa del rischio – si legge ancora – avrà una prima cornice, quella nazionale e poi diventerà sempre più particolareggiata. Per questo saranno coinvolte le categorie: professionisti, intermediari finanziari e banche, tutti quelli insomma interessati agli obblighi antiriciclaggio. Si predisporrà, dunque, una diversificazione per area geografica e per tipologia di funzioni. Dopodiché nelle aree a maggior rischio e per le operazioni con il più alto indice di pericolosità sarà compito degli operatori predisporre un vero e proprio piano guida di prevenzione in chiave antiriciclaggio. Il professionista, o chi è tenuto agli obblighi antiriciclaggio, dovrà indicare tutte le procedure eseguite e gli accorgimenti messi a punto per risultare rispondente alla normativa. Se si dovesse verificare un caso di operazione sospetta che si trasformi in fattispecie incriminata il soggetto obbligato, forte del piano guida, potrà invocarlo a titolo di esimente di responsabilità, dimostrando che ciò che è avvenuto esula dalla sua attività ai fini antiriciclaggio sulla stessa scia di quello che avviene per i modelli organizzativi di controllo della 231, quella sulla responsabilità di impresa”.

Antiriciclaggio, il ministero dell’Economia prepara la prima mappa ultima modifica: 2014-02-07T11:16:19+00:00 da Redazione

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