Antiriciclaggio: la IV direttiva Ue riconosce l’accesso al Registro pubblico centrale anche a mediatori creditizi e agenti

Credito 2Anche i mediatori creditizi, gli agenti in attività finanziaria, gli intermediari finanziari, come tutti i soggetti destinatari della legge 231 del 2007, potrebbero avere accesso al Registro centralizzato di informazioni riguardo alla proprietà effettiva delle società. L’istituzione di tale Registro Pubblico Centrale per ogni Stato membro è una delle più importanti novità rilevanti dall’accordo che l’Ue ha raggiunto con il Parlamento europeo in merito alla IV direttiva antiriciclaggio.

Nel registro, obbligatorio, dovranno essere riportati i dati relativi alla proprietà effettiva delle società e ogni operazione finanziaria che coinvolga le aziende. Queste informazioni dovranno risultare immediatamente accessibili dalle forze dell’ordine e dalle competenti autorità governative. Anche ad altri soggetti sarà consentito un parziale accesso al registro a condizione che dimostrino la titolarità di un interesse legittimo. Inoltre, tale accesso dovrebbe essere consentito anche a mediatori e agenti, i quali nell’ambito delle proprie attività di adeguata verifica, sono tenuti all’individuazione del titolare effettivo. Non pare dubbio, infatti, che anche a questi soggetti possa essere riconosciuto un interesse legittimo per accedere ai dati propedeutici all’assolvimento di un obbligo legislativo, l’individuazione del titolare effettivo, la cui mancata identificazione potrebbe presto essere assoggettata a specifica sanzione del legislatore.

“Il testo approvato rappresenta un importante risultato nel quadro europeo antiriciclaggio – si legge in una nota apparsa sul sito del Mef – non solo applica le Raccomandazioni Fatf, allineando i Paesi Ue ai più avanzati standard internazionali, ma va anche ben oltre tali standard, introducendo una serie di disposizioni ambiziose che si prevede permetteranno all’Europa di compiere considerevoli passi avanti nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. In particolar modo, al fine di accrescere la trasparenza in merito alla proprietà delle società e dei trust e di fornire alle autorità strumenti efficaci per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo”.

La direttiva riconosce l’importanza dell’adozione di un approccio sovranazionale per quanto concerne i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo nell’Unione, affidando alla Commissione europea il compito di condurre una valutazione sovranazionale di tali rischi e formulando raccomandazioni agli stati membri affinché questi possano farvi fronte in modo efficace.

La direttiva contempla, inoltre, specifiche disposizioni finalizzate a supervisionare in maniera più efficace gli istituti di pagamento che operano a livello transnazionale mediante agenti e nuove norme rivolte a un miglioramento della cooperazione e dello scambio di informazioni tra le unità di informazione dei vari Paesi e all’identificazione dei riciclatori a livello transnazionale. In linea con le raccomandazioni Gafi, viene confermata l’inclusione dei reati fiscali connessi a imposte dirette e indirette fra quelli presupposto del reato di riciclaggio (tesi ormai pacifica nell’ordinamento italiano). A livello sanzionatorio viene confermata l’indicazione di una gamma di sanzioni, sia di livello amministrativo che penale, che gli stati membri dovranno prevedere in materia di adeguata verifica della clientela, conservazione dei documenti e segnalazione di operazione sospette, allo scopo di garantire una certa omogeneità all’interno dei diversi stati, garantendo tuttavia una differenziazione in relazione ai diversi soggetti tenuti al rispetto della normativa (per esempio, intermediari finanziari e professionisti). Le sanzioni penali previste in conformità con il diritto nazionale non dovranno violare il principio del ne bis in idem. Attraverso dette norme, sempre più stringenti, anche a livello di cooperazione internazionale, si vorrebbe evidentemente limitare il fenomeno del riciclaggio che, secondo i dati del Global financial integrity, coinvolgerebbe ogni anno una percentuale fra il 2 e il 5% del Pil mondiale.

Antiriciclaggio: la IV direttiva Ue riconosce l’accesso al Registro pubblico centrale anche a mediatori creditizi e agenti ultima modifica: 2015-01-15T19:43:34+00:00 da Valentina Petracca

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