Antiriciclaggio, record di segnalazioni nel 2025: la riscossa di banche e Poste nel nuovo scenario digitale

Uif: copertina "Quaderni dell'antiriciclaggio"

Il sistema di prevenzione del riciclaggio in Italia ha raggiunto una nuova vetta storica. Secondo l’ultimo numero dei Quaderni dell’antiriciclaggio pubblicato dalla UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia), nel secondo semestre del 2025 sono state ricevute ben 81.232 segnalazioni di operazioni sospette (SOS). Si tratta del volume più elevato mai registrato in un singolo semestre, che porta il totale complessivo dell’anno a quota 162.058 unità, segnando un incremento dell’11,5% rispetto al 2024.

Questa crescita non è però uniforme tra tutti i soggetti obbligati: assistiamo a una sorta di “passaggio di testimone” tra i canali digitali e il comparto bancario tradizionale, che torna a essere il pilastro della sorveglianza finanziaria nazionale. Mentre banche e Poste segnano un deciso +33,6% nel contributo semestrale, molti operatori dei pagamenti elettronici registrano invece una brusca frenata.

La dinamica dei segnalanti: il ritorno dei campioni nazionali
Dopo anni in cui il baricentro delle segnalazioni sembrava spostarsi verso i nuovi operatori del fintech, il settore bancario tradizionale e Poste Italiane hanno impresso un’accelerazione vigorosa, inviando 12.323 SOS in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel solo secondo semestre, il comparto è arrivato a coprire il 60,4% del flusso segnaletico totale.
Al contrario, si osserva una contrazione molto marcata negli istituti di moneta elettronica (IMEL), il cui flusso è crollato del 54,9% rispetto al secondo semestre del 2024. Analogo calo, seppur meno drastico, ha interessato gli istituti di pagamento (-23,6%) e le imprese di assicurazione (-19,0%).
In questo contesto di flessione del comparto pagamenti, i servizi di money transfer rappresentano l’unica eccezione rilevante, con un balzo in avanti del 52,5%. I flussi sospetti veicolati da questi operatori hanno come destinazioni principali il Pakistan (9,2% degli importi), il Marocco (9,1%) e il Bangladesh (8,9%).

Cripto-attività e oro: i nuovi fronti del rischio
Se il comparto bancario domina per volumi assoluti, i segmenti più dinamici e in crescita esponenziale sono quelli legati alle cripto-attività e ai metalli preziosi. I prestatori di servizi per le cripto-attività (ancora classificati come operatori in valuta virtuale in attesa della piena attuazione del regolamento MiCA) hanno inviato 3.220 segnalazioni nel semestre, contro le sole 514 di due anni fa.
Un trend analogo interessa chi opera nel commercio e nella fabbricazione di oro e preziosi, con un incremento di 1.820 SOS rispetto al periodo omologo. È un dato che riflette probabilmente l’attrattività dei beni rifugio e degli asset digitali come canali per il transito di capitali sospetti in fasi di incertezza economica.

Sul fronte della Pubblica amministrazione, invece, il flusso segnaletico sembra essersi quasi esaurito: dalle 752 segnalazioni del primo semestre 2024 si è passati alle 218 dell’ultima rilevazione, con un calo del 57,4%.

Geografia del sospetto e logiche di rilevazione
A livello territoriale, la Lombardia si conferma la regione con la più alta concentrazione di operatività sospetta (20,6% del totale), seguita da Campania (12,9%) e Lazio (9,9%). Se però analizziamo il numero di SOS in rapporto alla popolazione, le province che svettano per intensità segnaletica sono Milano, Prato, Napoli, Reggio Emilia e Trieste.
Un aspetto interessante emerge dalla modalità con cui nasce il sospetto:
– Sistemi automatici: sono la fonte principale per gli intermediari finanziari (67,3%).
– Rilevazione a sportello: rimane fondamentale per banche e Poste (25,9%), evidenziando il valore del contatto umano nella prevenzione.
– Professionisti: per i professionisti, l’85,3% delle SOS deriva dall’osservazione diretta di comportamenti sospetti durante lo svolgimento dell’incarico.

Gli importi complessivamente segnalati superano i 48,4 miliardi di euro, ma si nota una riduzione del valore medio: ormai la metà delle segnalazioni riguarda operazioni inferiori ai 50.000 euro.

L’efficienza della UIF: analisi veloce e classificazione automatica
Nonostante l’ondata di nuove SOS, la UIF ha aumentato la propria capacità di analisi esaminando e trasmettendo agli organi investigativi 82.576 segnalazioni (+11,6% su base semestrale). Questo risultato è stato reso possibile dall’introduzione di metodi di classificazione automatica delle SOS implementati nel corso del 2025.
Il rating attribuito dalla UIF mostra una buona tenuta qualitativa: circa il 40,1% delle segnalazioni è classificato come a rischio “alto o medio-alto”. È interessante notare come nel 13,2% dei casi l’Unità confermi pienamente la valutazione di rischio elevato fatta dal segnalante, mentre in altri casi l’analisi finanziaria approfondita permette di alzare il livello di allerta grazie al confronto con i dati provenienti da altri istituti.

Leggi Statistiche – Segnalazioni di operazioni sospette 2° semestre 2025