
Il rischio di riciclaggio nel nostro Paese è molto significativo, mentre quello di finanziamento del terrorismo risulta abbastanza significativo. Corruzione, estorsione, evasione e reati tributari, narcotraffico, reati fallimentari e societari rappresentano minacce molto significative. Gioco d’azzardo, contrabbando e contraffazione, sfruttamento sessuale, traffico illecito di rifiuti, truffa e usura sono stati valutati di rilevanza abbastanza significativa.
A segnalarlo è l’Uif (Unità di informazione finanziaria per l’Italia), che ha presentato ieri il proprio Piano strategico e il Piano di prevenzione della corruzione relativi al triennio 2026–2028.
Le categorie che presentano vulnerabilità relative molto significative
Fra i destinatari della normativa antiriciclaggio, l’Analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (Nra), aggiornata dal Comitato di sicurezza finanziaria a fine 2024, ha rilevato vulnerabilità relative molto significative per gli agenti immobiliari, gli avvocati, i compro oro, i dottori commercialisti, le fiduciarie non vigilate dalla Banca d’Italia, gli operatori di gioco, gli Imel e gli Ip esteri, i prestatori di servizi in criptoattività.
La limitata trasparenza della proprietà determina un rischio specifico molto significativo per i trust esteri.
L’analisi delle sos evidenzia alcune casistiche connotate da una particolare rischiosità: il crescente ricorso alle criptoattività, l’utilizzo di Iban virtuali e di conti di corrispondenza, l’indebita percezione di risorse pubbliche derivanti dal Pnrr o di finanziamenti assistiti da garanzia pubblica.
I rischi principali
In un orizzonte di medio periodo (2026-2028) tra gli aspetti di contesto che assumono particolare rilievo per la Uif figurano:
- l’innovazione finanziaria e tecnologica (mediante l’aumento delle transazioni online, dei servizi digitali, dell’uso di dispositivi connessi a internet), la crescita dei mercati delle criptoattività e l’affermarsi dell’intelligenza artificiale, che ampliano le modalità di realizzazione dei reati finanziari e pongono nuove sfide all’azione di prevenzione e contrasto dei fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
- vulnerabilità di molti operatori non finanziari, meno esperti nella collaborazione attiva e passiva, che rende necessario un adeguato supporto per una efficace attività di compliance;
- strumenti che opacizzano la riconducibilità delle operazioni agli effettivi esecutori e beneficiari: criptoattività e in particolare stablecoin, Iban virtuali, carte virtuali, atm non bancari e voucher sono alcune delle possibilità offerte dai processi di innovazione in corso. Rischi acuiti dall’utilizzo distorto delle possibilità offerte dalla velocizzazione delle transazioni e dalla libera prestazione dei servizi;
- strumenti più tradizionali, come l’utilizzo del contante, molto radicato nella cultura nazionale. Potrebbe inoltre intensificarsi l’utilizzo di beni reali alternativi al contante (oro, beni di lusso) per occultare i proventi di reati.
L’Uif sottolinea come lo sviluppo delle tecnologie, dell’intelligenza artificiale, dell’utilizzo dei big data e della cybersecurity rappresenti anche un’importante opportunità di potenziamento del sistema di prevenzione del riciclaggio nel processo di adeguata verifica e nella capacità di individuare e valutare i rischi da parte dei segnalanti. Per le Fiu tali strumenti offrono la possibilità di accrescere l’efficienza dei processi di lavoro e la qualità dell’analisi, di garantire la sicurezza e la riservatezza delle informazioni e di utilizzare nuove tipologie di informazioni. Saranno necessarie perciò maggiori competenze digitali, di analisi dei dati e di comprensione dei modelli di intelligenza artificiale al fine di assicurarne il migliore utilizzo.
I 5 obiettivi per il prossimo triennio
Nel quadro delle attività di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, l’Uif si pone 5 obiettivi strategici:
- aumentare l’efficienza dei processi di lavoro e la capacità selettiva delle metodologie di classificazione delle sos attraverso l’innovazione tecnologica. Adeguare i presidi di riservatezza delle informazioni all’evoluzione del contesto esterno;
- migliorare la qualità delle proprie analisi finanziarie monitorando la collaborazione attiva, arricchendo le fonti informative e le metodologie e rafforzando le competenze;
- contribuire a consolidare il ruolo dell’Amla nel supporto e coordinamento delle Fiu;
- rafforzare la collaborazione nazionale e la partecipazione attiva alle policy internazionali;
- sviluppare iniziative di sensibilizzazione e formazione sull’aml/cft e sull’attività della Uif, anche attraverso il coinvolgimento delle strutture territoriali della Banca d’Italia.




















