Antonio Catricalà, presidente dell’Oam: “Dobbiamo avere il potere di infliggere sanzioni pecuniarie a chi viola le regole”

Antonio CatricalàIl suo arrivo è stato salutato da molti come l’inizio di una nuova fase a lungo attesa per il settore dell’intermediazione del credito, quella della lotta senza quartiere all’abusivismo. Le aspettative nei suoi confronti sono state sin dal primo momento molto alte, per la lunga carriera al servizio delle istituzioni che ha alle spalle: magistrato del Consiglio di Stato, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, viceministro al dicastero dello Sviluppo Economico. Incarichi ai quali, da poco meno di un anno, si è aggiunto quello di presidente dell’Organismo agenti e mediatori. Abbiamo incontrato Antonio Catricalà nel suo studio a Roma, a due passi da piazza Cavour, per parlare con lui degli ultimi sviluppi della normativa sul credito, delle ripercussioni che avranno sugli operatori del settore e della sua attività alla guida dell’Oam

 

Come sono andati i primi 12 mesi da presidente dell’Organismo?
Quello che mi sto per lasciare alle spalle è stato un anno di assestamento, in cui ho imparato a conoscere la struttura dell’Oam e le persone che ci lavorano dentro. Insieme a loro abbiamo innanzitutto intrapreso un’opera di razionalizzazione delle spese, non perché i conti non fossero in ordine ma perché l’Organismo veniva da un primo triennio di rodaggio, che ha ovviamente portato con sé costi elevati, ora non più giustificati. Parlo anche dei compensi percepiti da noi membri del board, visto che l’impegno richiesto per mettere in moto la macchina è stato chiaramente maggiore di quello necessario per continuare a far funzionare una struttura già avviata. Parallelamente a questo mi sono dedicato con particolare attenzione a sottolineare con forza, in tutte le sedi in cui si è presentata l’occasione, come conferenze, convegni, tavoli tecnici o incontri istituzionali, la ragione principale che ha portato alla creazione dell’Organismo, ossia la tutela del mercato e dunque degli intermediari da un lato e dei risparmiatori dall’altro. Uso il termine risparmiatore di proposito, perché vorrei che fosse chiaro che anche chi contrae un prestito ha l’interesse a tutelare il più possibile il proprio denaro. Chi fa una cessione del quinto, ad esempio, sta cercando in qualche modo di risparmiare gestendo la spesa che è chiamato ad affrontare in un certo modo, con determinati strumenti e seguendo regole precise. Per questo ho insistito e continuerò sempre a insistere sul fatto che il Taeg di un qualsiasi tipo di finanziamento deve contenere a proprio interno tutte le voci di costo. Ricordo che in caso contrario la pena prevista dalla legge è addirittura la nullità del contratto e quindi io e tutti i membri del board siamo concordi nel ritenere che su questo punto sia richiesta la massima attenzione e, quando necessaria, la massima severità.

 

Ha avuto difficoltà di qualche tipo?
Il problema principale che ho riscontrato è collegato al limitato numero di risorse a nostra disposizione. L’Organismo nasce con dimensioni ridotte e per forza di cose non può svilupparsi oltre una certa misura. L’apparato ispettivo è estremamente efficiente e compie un lavoro qualitativamente impeccabile. Lo dimostrano i numeri, che ci dicono che il numero di ispezioni, sia in loco che da remoto, è notevolmente aumentato nell’ultimo anno. Tuttavia, davanti all’elevato numero di irregolarità che ci vengono segnalate, le nostre forze sono talvolta inadeguate. Non è possibile compiere ispezioni approfondite se non in un limitato numero di casi. Per queste ragioni stiamo studiando un sistema per svolgere ispezioni semplificate. A questo proposito è importante lo sforzo intrapreso per rendere più efficiente il nostro sistema informatico, che aveva suscitato preoccupazione tra le nostre associate a causa dei costi elevati. Posso dire con tranquillità che in futuro le spese scenderanno nonostante la crescita del numero degli iscritti.

 

A proposito di iscritti, anche loro stanno “migliorando”?
La categoria nel complesso sta imparando a tributare il dovuto rispetto al cliente e alle sue esigenze. Irregolarità e violazioni non mancano ma riguardano principalmente aspetti amministrativi e “tecnici” che vanno perseguiti con strumenti diversi da quelli che oggi abbiamo a disposizione: lo schema sanzionatorio “richiamo, sospensione, cancellazione” è troppo rigido e non consente di ponderare gli interventi. Sospendere per sei mesi l’attività di una società causa nella maggior parte dei casi danni gravissimi e talvolta irreparabili. Servirebbe piuttosto che l’Oam si vedesse riconosciuto il potere di infliggere sanzioni pecuniarie di diversa intensità, in modo da colpire i comportamenti irregolari senza però determinare per forza un effetto dirompente.

 

La Mortgage credit directive ha introdotto importanti novità nel settore del credito, tra cui la “segnalazione” e la figura del consulente indipendente. Che impatto avranno per gli operatori?
Ci tengo a sottolinearlo: non si può parlare di una riforma delle regole se mancano i decreti attuativi, che al momento sono ancora in fase di studio. Rebus sic stantibus, per ora, e in modo assolutamente categorico, la segnalazione non è praticabile. Per quanto riguarda invece il consulente indipendente, si deve notare che in Italia non c’è la cultura del broker. Questa figura si è affermata nel settore delle assicurazioni ma tra mille difficoltà. Il consulente indipendente dovrebbe essere, per l’appunto, una specie di broker e quindi si dovrà vedere se i consumatori saranno disposti ad avvalersi di questo genere di professionista. Forse valorizzando ulteriormente la figura del mediatore e incrementando la sua professionalità, un giorno si potrebbe riuscire a “unificare” le due figure, perché un mediatore preparato e di cui un cliente ha completa fiducia potrebbe svolgere anche una funzione consulenziale.

 

Cosa pensa del patto marciano? Ha suscitato molte polemiche…
La sua introduzione non mi ha scandalizzato. Molte delle diatribe iniziali sono nate a mio avviso da un equivoco, perché alcuni lo avevano confuso con il patto commissorio, che resta invece vietato. Nel patto marciano non c’è un soggetto più forte che si approfitta della situazione sfavorevole di un altro in difficoltà. Ho solo una perplessità, non tanto da presidente dell’Oam quanto piuttosto da vecchio studioso di diritto civile, legata al fatto che nel nostro ordinamento esiste una par condicio creditorum che potrebbe ricevere uno scossone proprio dall’introduzione del patto marciano. Con questo accordo infatti uno dei creditori si vedrà riconosciuta la possibilità di vendere un bene del debitore, possibilità che prima era riservata al giudice. Comunque se questo è un prezzo da pagare per migliorare il sistema nel suo complesso e ridurre i crediti in sofferenza delle banche allora sono favorevole. Come sono favorevole al pegno non possessorio, anch’esso introdotto dal recente decreto legge, che consente all’imprenditore di impegnare dei beni senza perderne il possesso e dunque continuando a utilizzarli per portare avanti la propria attività.

 

Perché non è stato introdotto il passaporto europeo, di cui tanto si è parlato?
Probabilmente i tempi sono stati giudicati non maturi visto che la disciplina dell’intermediazione del credito non è ancora stata armonizzata in tutti i Paesi dell’Unione europea. Questo avrebbe determinato non poche difficoltà. Non si può pensare di consentire di operare a soggetti di cui non sono noti il percorso formativo, la preparazione e il livello di professionalità. Osservando la questione in prospettiva, comunque, vedo un’ottima opportunità per gli operatori del settore, che in un futuro non troppo lontano potrebbero cominciare a lavorare anche al di fuori dei confini nazionali.

 

La nuova prova valutativa gestita dall’Oam funziona ormai a pieno regime. Tanto che per tutte le sessioni bandite fino a oggi il numero di domande di partecipazione è stato superiore ai posti disponibili. Avete pensato a una soluzione?
Abbiamo messo a punto la possibilità di organizzare sessioni straordinarie per andare incontro alle richieste di aziende con un certo numero di candidati. Proprio in questi giorni stanno arrivando le prime richieste..

 

Ad oggi gli iscritti all’Oam, tra mediatori creditizi, agenti in attività finanziaria, agenti nei servizi di pagamento e collaboratori sono 19.453. La cifra è cresciuta ma non quanto ci si sarebbe attesi. Come mai?
Ci sono tante iscrizioni ma anche molte cancellazioni, dovute alla crisi e determinate dai numerosi adempimenti che la legge richiede per essere iscritti ai nostri albi. Comunque nel complesso stiamo crescendo e questo è senza dubbio un dato positivo.

 

Gli iscritti aumentano ma l’abusivismo continua a rappresentare un problema serio per la categoria…
Sì, però l’aria sta cambiando e certamente rispetto agli anni passati il fenomeno ha una dimensione ridotta. Le grandi banche, ad esempio, non vogliono più avere a che fare con soggetti che non sono iscritti all’Oam. Chiaramente in questo percorso aiuterebbe molto la depenalizzazione del reato di esercizio abusivo della professione, accompagnata dall’introduzione di sanzioni amministrative  pecuniarie efficaci. Un intervento necessario quanto la revisione del sistema sanzionatorio a carico degli iscritti al quale accennavo prima.

 

Su questi temi avete già avanzato una proposta ai ministeri competenti?
La richiesta formale non è ancora stata presentata ma ci stiamo lavorando e l’intero board è concorde su questa necessità.

 

Nei giorni scorsi il governatore della Banca d’Italia Visco ha detto che le banche devono tagliare i costi e ridurre il personale. È una notizia positiva per i vostri iscritti?
Direi di sì, perché una parte dell’attività che prima le banche gestivano internamente potrebbe essere dirottata sulle reti. Ovviamente non voglio minimizzare le preoccupazioni di chi rischia di perdere il posto di lavoro.

Antonio Catricalà, presidente dell’Oam: “Dobbiamo avere il potere di infliggere sanzioni pecuniarie a chi viola le regole” ultima modifica: 2016-06-04T09:57:51+00:00 da Paolo Tosatti

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