Antonio Giordano, amministratore delegato Cofimar: “I piccoli agenti saranno i nostri principali partner”

Giordano CofimarRilanciare una società attiva da quasi venticinque anni nel settore dell’intermediazione del credito e trasformarla in un punto di riferimento nel nuovo panorama che sta uscendo dalla riforma del D. Lgs. 141 del 2010 e dalla crisi economica e finanziaria. È con questo obiettivo che Antonio Giordano è stato recentemente nominato amministratore delegato della Cofimar, nata nel 1991 e specializzata nella cessione del quinto e nella delega di pagamento. “Ho accettato questo incarico perché consapevole di avere a che fare con una società sana, con bilanci e patrimonio perfettamente in ordine e dotata di un’eccellente reputazione”, spiega Giordano. “Partendo da queste premesse è facile capire che sono entusiasta di poter fornire il mio contributo a una realtà dinamica e in crescita, che ha alle spalle un’esperienza considerevole nella gestione di plafond importanti e professionisti preparati”.

Come siete strutturati attualmente?

La nostra è una società con una forte presenza in Campania e consolidati legami con alcune regioni, quali la Puglia e la Lombardia. Siamo quindi presenti sull’intero territorio nazionale, sebbene attualmente a macchia di leopardo. Accanto alla filiale principale di Napoli, in cui lavorano sei persone, ne abbiamo appena aperta una a Roma, che impiega altre cinque unità. Consideriamo questi i nostri punti di riferimento per la vendita diretta, che è quella che ci consente di realizzare i volumi necessari a garantire un’interlocuzione qualificata con i nostri fornitori di prodotti. La nostra vocazione principale però è quella dell’assistenza ai piccoli agenti, per i quali vogliamo essere amici e consiglieri sul piano commerciale, e attenti supervisori dal punto di vista della compliance, fornendo loro un supporto valido e qualificato in qualsiasi situazione di bisogno.

La vostra rete quanti agenti conta?

Al momento ci sono una ventina di agenti in Campania, a cui se ne aggiungono alcuni altri sparsi nel resto della Penisola. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a 60 entro sei mesi.

Quindi avvierete un attività di reclutamento…

Sì, stiamo lavorando in questo senso. L’impostazione sarà vecchio stile: fissare appuntamento, incontrare faccia a faccia le persone interessate, parlarci, spiegare i nostri obiettivi e il nostro modus operandi e scegliere i partner più adatti.

E per la formazione come intendete provvedere?

La formazione è sempre stato un nostro pallino. Per quanto riguarda la parte commerciale provvederemo come abbiamo sempre fatto internamente. A questo proposito vorrei sottolineare che la nostra società ha sistema informatico proprietario molto evoluto che aiuta enormemente nel controllo della rete e dell’operato degli agenti, fornendo loro, al tempo stesso, un supporto costante nella gestione del rapporto con il cliente. Relativamente alla compliance, alla trasparenza e agli altri obblighi previsti dalla disciplina, invece, stiamo ancora valutando se affidarci a una piattaforma di e-learning o ad accordi con formatori professionisti per lezioni in aula.

Quali considerate i vostri principali punti di forza?

Una grande solidità aziendale, dimostrata anche dal fatto che nel 2013, anno estremamente difficile per tutto il settore della mediazione, abbiamo comunque avuto un bilancio in attivo; l’abitudine a sviluppare e portare avanti un rapporto stretto di collaborazione e scambio con i piccoli agenti; una credibilità nei confronti dei fornitori di prodotto che si è andata consolidando in oltre venti anni di attività. La nostra società, inoltre, deve molto al presidente Giovanni Russo, che ha saputo prima sviluppare un’azienda familiare durante il periodo di crescita del settore, arrivando ad avere fino a trenta dipendenti, poi scegliere il momento giusto per ridimensionare la struttura nel momento della crisi, con tagli che sono stati certamente dolorosi e difficili ma che hanno consentito alla nostra realtà di rimanere in piedi su solide basi. Infine oggi intuire le grandi opportunità di una ristrutturazione profonda del nostro settore operando una trasformazione da impresa familiare ad azienda manageriale. Grazie a queste scelte possiamo credere con convinzione nel rilancio della nostra attività.

Che anno sarà per voi il 2014?

Dopo un 2013 “in difesa”, passato a limare i costi e ottimizzare la struttura, questo 2014 abbiamo intenzione di passare “all’attacco”, aumentando i volumi e preparando la strada per il 2015, che secondo noi sarà l’anno della vera ripresa.

 

 

 

Antonio Giordano, amministratore delegato Cofimar: “I piccoli agenti saranno i nostri principali partner” ultima modifica: 2014-03-29T11:45:25+00:00 da Paolo Tosatti

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: