Antonio Giordano, amministratore delegato Cofimar: “Nel 2014 ci siamo concentrati sul passaggio al nuovo albo. L’obiettivo del 2015 sarà crescere”

Giordano Cofimar“All’inizio di quest’anno pensavamo di concentrarci soprattutto sui volumi. Successivamente, essendo arrivata la bozza di regolamentazione normativa che attendevamo da anni, abbiamo ripreso  a lavorare intensamente sulla messa a regime per il passaggio al nuovo albo unico degli intermediari finanziari. Ci siamo dati da fare su diversi fronti: abbiamo aumentato il capitale sociale a 3 milioni; abbiamo provveduto a una riorganizzazione informatica e procedurale; abbiamo  investito sulla apertura di una filiale a Roma; infine abbiamo siglato due accordi di plafonatura, di cui uno in fase di perfezionamento, e altrettanti riteniamo di firmarne entro gennaio, proporzionati alle nostre proiezioni per il 2015”. Secondo l’amministratore delegato Antonio Giordano, per Cofimar quello che sta per concludersi è stato un anno da “safety car”, in attesa che il mercato finisca di assestarsi e che le nuove regole entrino finalmente in vigore.

Volendo tracciare un bilancio sintetico, che anno è stato il 2014 per la cessione del quinto?

 A mio avviso la contrazione registrata dalla cessione del quinto negli anni passati non è ascrivibile unicamente alla crisi, quanto soprattutto alla riduzione degli operatori e delle reti, ed alla conseguente scarsa capacità di penetrazione capillare nel mercato. Quest’anno però è stato finalmente sciolto il nodo del funding: in questo momento l’offerta di funding è probabilmente superiore alla richiesta da parte delle 106 e ciò ci fa ben sperare.

La filiale di Roma sta portando i risultati sperati?

L’apertura ha portato certamente a un buon incremento dei volumi. Anche in questo caso, però, la priorità è stata data alla riorganizzazione per il passaggio al nuovo albo.

Come procede l’attività di reclutamento agenti?

Fino a questo momento abbiamo avuto incrementi contenuti, nell’ordine della decina di unità; la maggior parte di coloro che abbiamo contattato è in attesa di capire come evolverà il mercato alla promulgazione delle normative.

Che aspettative avete per l’anno prossimo?

Nei prossimi mesi si riuscirà a capire quali sono le 106 che passeranno al nuovo albo e quali scelte faranno gli agenti in un mercato che, in questo periodo di incertezza normativa, è stato gestito quasi completamente dalle banche. Se l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle ci ha visto concentrati sulle nuove norme e sui plafond, nell’anno venturo l’obiettivo sarà crescere. Il mercato ormai è molto concentrato e il numero di operatori è fortemente ridotto. In questo scenario punteremo soprattutto sulla qualità del nostro lavoro. A tal proposito credo sia opportuno sottolineare il contributo crescente che le attività poste in essere dall’Oam stanno fornendo alla regolamentazione del settore dell’intermediazione del credito.

Dunque non condivide le critiche di quanti ritengono che nella lotta contro l’abusivismo L’Organismo non stia facendo abbastanza?

Credo che l’Organismo possa essere paragonato a un arbitro, che durante un match non può fischiare ogni singolo piccolo fallo. Quello che il direttore di gioco deve fare è assicurarsi che la partita vada avanti nel rispetto sostanziale  delle regole e della disciplina generale. Con il passare del tempo, quando la “qualità” e “l’esperienza” dei giocatori aumenteranno, allora si potrà concentrare anche su questioni di maggior dettaglio. Certo, ad oggi esistono anche una serie di problemi che devono essere risolti, ma sono sicuro che l’Oam, che ha avuto sempre un atteggiamento corretto e bilanciato, darà le risposte giuste.

Antonio Giordano, amministratore delegato Cofimar: “Nel 2014 ci siamo concentrati sul passaggio al nuovo albo. L’obiettivo del 2015 sarà crescere” ultima modifica: 2014-11-28T18:15:52+00:00 da Paolo Tosatti

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