Antonio Lo Monaco, segretario generale Federconfidi: “Il nuovo organismo garantirà una razionalizzazione del sistema dei confidi”

Lo Monaco FederconfidiTenuta dell’elenco dei confidi; determinazione e riscossione dei contributi a carico degli iscritti; vigilanza sul rispetto dei requisiti di ammissione. Sono queste le funzioni principali dell’Organismo incaricato della gestione dell’elenco dei consorzi di garanzia dei fidi. Previsto dal decreto legislativo 141 del 2010, l’Organismo vedrà la luce a sei anni di distanza dal provvedimento che ha ridisciplinato il settore dell’intermediazione del credito, in un momento non certo facile per il settore dei confidi. Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il regolamento che il ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato per regolamentarne la struttura, i poteri e le modalità di funzionamento. Abbiamo rivolto alcune domande ad Antonio Lo Monaco, segretario generale di Federconfidi, per capire quali conseguenze concrete avrà l’istituzione dell’Organismo.

I confidi “maggiori” hanno presentato domanda di iscrizione al nuovo albo unico degli intermediari tenuto dalla Banca d’Italia. Quelli “minori” dovranno ora iscriversi all’Organismo. Il sistema dei consorzi di garanzia sta finalmente conoscendo quella razionalizzazione che è stata a lungo auspicata?
Assolutamente sì, e questo è molto positivo. Come positiva è l’attenzione che il legislatore ha voluto riservare ai confidi di minori dimensioni, ritenendoli strumenti utili nel comparto del credito grazie alle loro peculiarità, quali la radicata presenza sul territorio e lo stretto rapporto con le imprese in esso operanti. Caratteristiche che, malgrado le loro dimensioni ridotte, li rendono ancora oggi dei soggetti importanti all’interno della filiera del credito.

Che struttura avrà l’Organismo?
Sarà formato da un organo di gestione e un organo di controllo. L’organo di gestione sarà composto da cinque membri, tra i quali è eletto il presidente. I primi componenti dell’Organo di gestione saranno nominati con un decreto del ministro dell’Economia su proposta della Banca d’Italia e resteranno in carica tre anni. In questo senso ci aspettiamo a breve un contatto con Palazzo Koch, che chiederà ad Asso Confidi una lista di nomi per l’individuazione dei cinque commissari. A quel punto Banca d’Italia farà tutte le verifiche che riterrà opportune e segnalerà i nomi al ministero dell’Economia affinché proceda appunto con le nomine.

Quanto tempo ci vorrà?
Impossibile dirlo con esattezza ma ci aspettiamo che tutto si svolga abbastanza celermente. Esiste già un precedente, l’Oam, quindi a mio avviso per la costituzione del nuovo Organismo dei confidi si dovrà semplicemente fare riferimento a quel modello, senza grandi esercizi di fantasia.

Quali compiti avranno in concreto i commissari?
Ognuno di essi dovrà funzionare come una sorta di ufficio operativo incaricato di specifiche funzioni, come la tenuta degli elenchi, i controlli a distanza e la gestione dei contatti con le istituzioni. Non si deve dunque pensare a commissari chiamati per sedersi su una poltrona; viceversa questi soggetti dovranno svolgere un’attività intesa per rendere la macchina completamente efficiente nel più breve tempo possibile. Sarà un lavoro difficile, che richiederà specifiche competenze. Chiaramente l’Organismo non sarà un’isola sperduta in mezzo all’oceano ma, per l’esercizio delle funzioni che gli sono state attribuite, avrà rapporti con diverse istituzioni e con l’autorità giudiziaria.

Quanto costerà mantenere l’Organismo?
Il regolamento prevede che siano i confidi stessi, entro il limite del cinque per mille dell’ammontare delle garanzie concesse da ciascuno di essi come risulta dall’ultimo bilancio approvato, a pagare per l’attività di controllo che l’Organismo andrà a esercitare.

L’Organismo potrà irrogare sanzioni?
Secondo il regolamento procederà d’ufficio alla cancellazione dall’elenco in caso di: perdita di uno dei requisiti per l’iscrizione; gravi violazioni di norme di legge e delle relative disposizioni di attuazione; mancato pagamento del contributo; inattività, non giustificata da comprovati motivi, protrattasi per un periodo di tempo non inferiore a un anno. Inoltre, in caso di violazioni di disposizioni normative che ne regolano l’attività, l’Organismo può imporre ai confidi iscritti il divieto di intraprendere nuove operazioni o disporre la riduzione delle loro attività.

Antonio Lo Monaco, segretario generale Federconfidi: “Il nuovo organismo garantirà una razionalizzazione del sistema dei confidi” ultima modifica: 2016-04-09T11:55:40+00:00 da Paolo Tosatti

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