Appalti, Abi e associazioni imprese a ministro Gualtieri: stop nuove norme

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GruAbi, Ance, Assonime, Confindustria e Rete imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) hanno scritto al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, per chiedere la soppressione delle nuove regole in materia di ritenute negli appalti o, almeno, di procrastinarne l’entrata in vigore al 1° luglio 2020, applicandole ai contratti stipulati dal 1° gennaio 2020 e rivedendone i meccanismi di applicazione.

La norma a cui le associazioni di categoria fanno riferimento è il d.l. n.124/2019, che modifica quanto precedentemente regolamentato dall’art.17-bis del D.Lgs. n. 241/1997. In particolare, l’articolo 4 del decreto legge introduce per i committenti che affidano la realizzazione di opere di importo annuo superiore a 200.000 euro l’obbligo di chiedere alle imprese appaltatrici, subappaltatrici o affidatarie una copia delle deleghe di pagamento del versamento delle ritenute fiscali dei dipendenti coinvolti nei lavori.

Ci sono ancora molti profili che richiedono ulteriori approfondimenti per consentire l’adeguamento dei processi gestionali e amministrativi, sia delle imprese committenti sia di quelle esecutrici – scrivono le associazioni di categoria al ministro -. Infatti poter confidare su un quadro regolatorio chiaro in tutti gli aspetti è un presupposto imprescindibile per consentire alle imprese di riorganizzare, una volta per tutte, i processi amministrativi e gestionali e di eseguire correttamente i nuovi adempimenti che, altrimenti, si pretenderebbe di ottenere al buio dal prossimo 17 febbraio”. Molte imprese segnalano il concreto pericolo che la nuova disciplina possa bloccare l’attività di interi settori. “Il mondo imprenditoriale rinnova, ancora una volta, la disponibilità ad individuare soluzioni alternative che, a parità di efficacia, evitino oneri spropositati a carico delle imprese derivanti da nuovi e insostenibili compiti di controllo”, aggiungono.

È necessario inoltre un sistema automatizzato e digitalizzato di rilascio dei certificati per evitare il rischio ingolfamento degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate. Il rinvio della disciplina in materia di ritenute negli appalti permetterebbe all’Agenzia delle Entrate di approntare un sistema automatizzato di rilascio del certificato di sussistenza dei requisiti per l’esonero dall’applicazione della nuova disciplina, evitando l’ingolfamento degli uffici territoriali e i possibili ritardi o disservizi che la procedura adottata nei giorni scorsi, nel poco tempo a disposizione, è probabile generi. “Non possiamo sottacere la circostanza che nell’epoca della digitalizzazione dei rapporti tra Fisco e contribuenti, considerati gli enormi investimenti richiesti alle imprese per garantire un numero sempre più cospicuo di flussi informatici all’Amministrazione finanziaria, sgomenta il ritorno agli sportelli per ottenere un certificato di attestazione di requisiti di affidabilità fiscale”, precisa la lettera.

Da ultimo, il differimento delle nuove regole sulle ritenute negli appalti consentirebbe secondo le associazioni di categoria di ottenere un parere dal Garante della privacy sui previsti obblighi di trasmissione al committente di taluni dati personali dei lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio e sull’eventuale contrasto con quanto previsto dal Regolamento (Ue) 2016/679 sulla protezione dei dati personali. “È necessario, infatti, verificare se la nuova disciplina non sia contraria al principio generale di minimizzazione nel trattamento dei dati personali, previsto all’art. 5 del citato Regolamento europeo, a mente del quale i dati personali, oggetto di trattamento, devono essere limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati”, concludono.