Apsp, Pimpinella: “La trasformazione digitale è l’innovazione di cui l’Italia ha bisogno”

Apsp Logo“Il nostro è un Paese ricco di eccellenze e possiede una straordinaria capacità di affrontare e vincere le sfide, anche le più complesse. La trasformazione digitale è la principale sfida del nostro tempo e dobbiamo affrontarla con l’entusiasmo e la creatività che da sempre ci caratterizza. La trasformazione digitale è l’innovazione di cui l’Italia ha bisogno”. È quanto dichiarato da Maurizio Pimpinella, presidente dell’Associazione prestatori servizi di pagamento (Apsp), nel corso dell’incontro “La trasformazione digitale per lo sviluppo del sistema Paese”, promosso congiuntamente dall’Apsp, Federmanager e Abie.

“La trasformazione digitale è un fenomeno complesso che coinvolge ogni settore e tutte le anime civili e produttive del nostro paese, come un treno in corsa che non è possibile arrestare – ha aggiunto Pimpinella -. Secondo la società di consulenza Gartner, infatti, nel 2021 la spesa in innovazione supererà i 4 mila miliardi di dollari in tutto il mondo, migliorando i 3,9 miliardi già previsti per quest’anno. Nonostante il ritardo di partenza, l’Italia è il Paese che sta crescendo più velocemente rispetto al resto d’Europa: il nostro punteggio complessivo sul Desi è migliorato di 5 punti (da 38,9 nel 2018 a 43,9 nel 2019), contro i 2,7 punti della media europea. Nessun altro paese ha registrato una crescita più elevata di quella Italiana”.

All’incontro hanno partecipato autorevoli esponenti del mondo imprenditoriale, istituzionale,
accademico e associativo tra cui: Avv. Marco Bellezza, Consigliere giuridico per l’innovazione del Ministero dello Sviluppo Economico; Dott. Giorgio Averni, Presidente Circolo Antico Tiro a Volo; Dott. Sergio Santoro, Presidente aggiunto del Consiglio di Stato; Dott. Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager; Avv. Antonino Galletti, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma; Avv. Massimo Giuliano, Membro del Gruppo di esperti MiSE Blockchain; Ing. Cesare Avenia, Presidente Confindustria Digitale; Ing. Giuliano Pierucci, Presidente Abie; Dott M. Carozzi, Consigliere Abie; Prof. Avv. Luca Di Donna, Prof. Ordinario di diritto privato europeo.

Il dibattito è stato l’occasione per promuovere un confronto e creare sinergie con imprese, accademici e associazioni sui temi dell’innovazione e le prospettive che la trasformazione digitale può avere in Italia a partire dai prossimi mesi.

“Siamo nel pieno della IV rivoluzione industriale caratterizzata dall’avvento di nuove tecnologie, come la blockchain, in grado di portare ad un cambio di paradigma nelle relazioni umane – ha dichiarato Massimo Giuliano, relatore e moderatore del convegno –. Le
blockchain creano un ambiente in cui i dati sono privati, immutabili, trasparenti, distribuiti e l’utente, il titolare dei dati, è libero di operare senza l’intermediazione di un’entità sovrana. Tutto ciò ha evidentemente degli enormi vantaggi sia in termini di tracciabilità delle informazioni registrate, sia in termini di riappropriazione della nostra identità digitale, secondo un modello non più centralizzato, gestito da altri, ma bensì governato dai singoli soggetti in modo autonomo, nel rispetto dei diritti del proprietario dei dati. Tuttavia, se algoritmi di intelligenza artificiale, machine learning, Internet of Things riescono a risolvere problemi differenti è pure vero che tali tecnologie sono accomunate da un utilizzo di enormi volumi di dati, i c.d. Big Data, che conducono una polarizzazione verso modelli di business che sfruttano i nostri dati per ricavarne profitto. Appare dunque imprescindibile una attenta riflessione sull’idoneità degli attuali strumenti giuridici a risolvere il conflitto tra gli interessi economici delle imprese e la tutela della dignità e della libertà della persona”.