Arbitro bancario e finanziario, sono oltre 5.000 i ricorsi

L’analisi presentata dall’istituto centrale sottolinea che i ricorsi finora presentati hanno riguardato nell’80,2% dei casi le banche e nell’11,6% le Poste. La maggior parte delle istanze è stata presentata da consumatori-persone fisiche (75,8%), mentre dalle imprese è arrivato il 24,2% delle domande. L’oggetto della controversia tra cliente e intermediario è stato nel 21,6% dei casi il conto corrente; seguono i mutui (16%), le carte di credito e il bancomat e le carte di debito (8,1% dei casi). “Credo che l’Abf abbia dato prova di buon funzionamento”, ha dichiarato il vice direttore generale della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola, evidenziando come nel 61% dei casi i collegi hanno dato ragione al cliente. “Ora ci aspettiamo che gli uffici reclami delle banche utilizzino le raccomandazioni dell’Arbitro e diano seguito alle sue decisioni”.

La mappa dei ricorsi
I ricorsi sono arrivati in buona parte dal Nord, con 1.496 casi, a fronte dei 1.182 ricorsi provenienti dal Centro e dei 731 dal Meridione. Il minor numero di domande provenienti dal Sud si riflette anche nella distribuzione geografica dei ricorsi presentati dai soli consumatori. Dal Meridione ne sono arrivati solo 502, rispetto ai 910 delle regioni e ai 1.142 del Settentrione. Una dato che secondo i tecnici di Bankitalia potrebbe essere imputabile alla minore conoscenza dello strumento nel Mezzogiorno.

L’oggetto delle liti
Le questioni affrontate dai tre collegi che compongono il collegio arbitrale hanno riguardato soprattutto il rispetto degli obblighi di trasparenza e correttezza nel rapporto banca-cliente (è stato ad esempio ritenuto illegittimo l’addebito al cliente di spese non previste nell’ultimo documento di sintesi trasmesso alla data cui si riferisce l’operazione su un conto corrente). In relazione ai mutui l’Arbitro è tornato a ribadire alcuni aspetti qualificanti della normativa sull’estinzione anticipata e sulla portabilità dei mutui. Decisioni rilevanti sono state assunte anche nel settore dei servizi e degli strumenti di pagamento. In questo caso l’Arbitro ha stabilito che, in caso di utilizzi non autorizzati di strumenti di pagamento avvenuti dopo la comunicazione di furto o smarrimento della carta, la perdita massima possibile per il cliente sia di 150 euro, salvo i casi di dolo, colpa grave o mancata adozione di idonee misure di sicurezza. Dall’Abf infine sono arrivate raccomandazioni agli intermediari in materia di carte revolving, al fine di garantire la piena consapevolezza nel cliente delle condizioni contrattuali e in particolare dei tassi applicati e dei meccanismi di ammortamento degli importi finanziati.

Arbitro bancario e finanziario, sono oltre 5.000 i ricorsi ultima modifica: 2011-06-23T07:16:00+00:00 da Flavio Meloni

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