Arbitro bancario finanziario, le novità in vigore dal 1° ottobre 2020

Arbitro bancario finanziario Abf LogoDal 1° ottobre entreranno in vigore alcune modifiche alle competenze e alle procedure di risoluzione delle controversie seguite dall’Arbitro bancario finanziario (Abf), il sistema di risoluzione alternativa delle controversie (Adr) che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari. Obiettivi della riforma: rendere il sistema più efficiente, ridurre i tempi di risposta alla clientela e migliorare l’organizzazione del lavoro dei collegi, nonché allineare la normativa alla direttiva europea Adr (2013/11/Ue) e al d.lgs. n. 130/2015 di recepimento.

Le novità sono state introdotte con un provvedimento della Banca d’Italia dello scorso 12 agosto, alla fine di un iter di consultazioni iniziato a dicembre 2018, e sono state pubblicate sulla Gazzetta ufficiale del 29 agosto 2020

Limite controversie da 100.000 a 200.000 euro

Dal 1° ottobre 2020 si potranno sottoporre all’Abf le controversie che riguardano la corresponsione di una somma di denaro fino a 200.000 euro. Fino al 1° ottobre il tetto resterà pari a 100.000 euro, che si tratti di conti correnti, mutui o prestiti personali. 

Come prima, non ci sono limiti di importo per le controversie aventi ad oggetto l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà (ad esempio, per la mancata consegna della documentazione di trasparenza o la mancata cancellazione di un’ipoteca dopo l’estinzione di un mutuo). Sono escluse le controversie attinenti ai servizi e alle attività di investimento e alle altre fattispecie non assoggettate al titolo VI del T.U. ai sensi dell’articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nonché le richieste di risarcimento dei danni che non siano conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento o della violazione dell’intermediario, le questioni relative a beni materiali o a servizi diversi da quelli bancari e finanziari oggetto del contratto tra il cliente e l’intermediario ovvero di contratti ad esso collegati.

Nuovi collegi territoriali

Per snellire e velocizzare il lavoro dei 7 collegi attualmente esistenti, la Banca d’Italia potrà istituire con proprio provvedimento collegi aggiuntivi, fino a un massimo complessivo di 10, individuandone la relativa area di competenza territoriale. Attualmente sono attivi i collegi di Milano (Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto), Torino (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta), Bologna (Emilia Romagna e Toscana), Roma (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria e clienti con domicilio in uno stato estero), Napoli (Campania e Molise), Bari (Puglia, Calabria e Basilicata) e Palermo (Sicilia e Sardegna).

Per esigenze temporanee legate al flusso dei ricorsi e alla funzionalità del sistema, la Banca d’Italia potrà disporre presso uno o più collegi l’accentramento della trattazione dei ricorsi aventi ad oggetto materie omogenee sulle quali insistono orientamenti consolidati. Questo dovrà avvenire previo accordo con i presidenti dei collegi e per periodi non superiori a 18 mesi.

Aumentano i tempi di attesa prima di rivolgersi all’Abf

Prima di presentare ricorso all’Arbitro bancario finanziario il cliente è tenuto a presentare un reclamo scritto all’intermediario. Dal 1° ottobre per ricorrere all’Abf dovrà aspettare che siano trascorso 60 giorni senza aver ricevuto risposta o 60 giorni dalla ricezione di una risposta giudicata insoddisfacente. Fino al 31 settembre sarà possibile farlo dopo 30 giorni. Resta valido il termine massimo di 12 mesi dalla data di presentazione del reclamo.

Il ricorso viene poi trasmesso all’intermediario, che ha 30 giorni per presentare le proprie controdeduzioni. Il cliente, ricevute le controdeduzioni, potrà trasmettere una memoria di replica entro 25 giorni (senza ampliare la domanda iniziale) e ricevere a sua volta entro 15 giorni una controreplica dell’intermediario. A seguito della ricezione delle controdeduzioni, repliche e controrepliche, ovvero una volta che siano scaduti i termini per la relativa presentazione, la segreteria tecnica comunica alle parti la data in cui il fascicolo del ricorso si considera completo. Da tale data decorre il termine di 90 giorni per la comunicazione dell’esito della controversia.

Nuovi tempi di conclusione dei procedimenti

Per adeguare i tempi di conclusione dei procedimenti a quelli esistenti (2019 si sono attestati a 209 giorni, in diminuzione dai 261 giorni del 2017, secondo i dati della relazione annuale dell’Abf) e cercare di ridurli, il tempo massimo è stato fissato in un massimo di 180 giorni.

In particolare, l’esito della controversia dovrà essere comunicato alle parti entro 90 giorni dalla data di completamento del fascicolo. Il termine di 90 giorni potrà essere prorogato di 90 giorni se la controversia riveste carattere di particolare complessità per “la specificità della materia trattata, la rimessione del ricorso, o di altro ricorso pendente sulla stessa questione, al collegio di coordinamento o la richiesta da parte del collegio (incluso il collegio di coordinamento) di ulteriori elementi istruttori alle parti”. Finora i tempi erano fissati in 60 giorni, più altri 60 di possibile sospensione).

Entro i 30 giorni successivi alla decisione la segreteria tecnica trasmette alle parti l’esito corredato dalla relativa motivazione. Resta ferma la facoltà per entrambe le parti di ricorrere all’autorità giudiziaria ovvero ad ogni altro mezzo previsto dall’ordinamento per la tutela dei propri diritti e interessi.

Pubblicità in caso di inadempienza

In caso di accoglimento totale o parziale della controversia, l’intermediario ha 30 giorni di tempo per adeguarsi. In caso contrario, la notizia dell’inadempimento o della sua mancata cooperazione è pubblicata sul sito internet dell’Arbitro bancario finanziario per un periodo di 5 anni e, in evidenza, sulla pagina iniziale del sito internet dell’intermediario, anche se lo stesso faccia parte di un gruppo, per la durata di 6 mesi. La cancellazione dal sito internet dell’Abf è disposta automaticamente decorsi cinque anni. La notizia potrà essere cancellata prima del decorso dei termini ordinari in caso di adempimento tardivo dell’intermediario o di sentenza favorevole all’intermediario da parte dell’Autorità giudiziaria.

Nuove spese per gli intermediari

Sono stati modificati anche i costi di procedura a carico degli intermediari. L’obiettivo è quello di introdurre un meccanismo premiante che incentivi l’adesione alla conciliazione. In caso di soccombenza l’intermediario è tenuto a pagare

  • 200 euro, se il collegio accoglie il ricorso;
  • 100 euro, se l’intermediario aderisce alla proposta conciliativa del presidente;
  • 400 euro, se l’intermediario si appella al collegio contro la decisione del presidente;
  • 400 euro, se il ricorrente aderisce alla proposta del presidente e l’intermediario no.

Resta invariato e pari a 20 euro il contributo a carico del ricorrente.

Dal 2022 limite per il ricorso fissato al massimo ai sei anni precedenti

Rinviata al 2022 l’applicazione di un nuovo limite di competenza temporale. Dal 1° ottobre del 2022 si potranno infatti sottoporre all’Abf solo le controversie relative a operazioni o comportamenti che non superano il sesto anno precedente alla data di proposizione del ricorso. Fino a quella data ci si potrà rivolgere all’Arbitro bancario finanziario per le controversie relative a operazioni o comportamenti non anteriori al 1° gennaio 2009.