Arbitro bancario finanziario: nel 2018 ricorsi in calo del 12%. Il 64% ha riguardato cessioni del quinto dello stipendio

63

Arbitro bancario finanziario Abf LogoNel corso del 2018 sono stati presentati all’Abf, Arbitro bancario finanziario, 27.041 ricorsi, un numero che per la prima volta nella storia dell’istituzione risulta in calo rispetto all’anno precedente (-12%). Di questi ricorsi il 64% ha riguardato cessioni del quinto dello stipendio. Il 19% dei ricorsi è stato presentato nel collegio di Milano, il 7% in quello di Torino, il 10% Bologna, il 21% Roma, il 13% Bari, il 13% Napoli e il 17% Palermo. Le riunione dei collegi dell’Abf sono state in tutte 509, con 32.905 decisioni adottate, il 64% delle quali favorevoli ai ricorrenti. Sono questi i principali dati che emergono dalla relazione annuale dell’Arbitro bancario finanziario.

Secondo la relazione al calo dei ricorsi ha contribuito l’allineamento in fase di reclamo agli orientamenti consolidati dei collegi da parte degli intermediari. La riduzione dei ricorsi ha riguardato in particolare quelli in tema di estinzione anticipata dei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione (-22 per cento). Sulla dinamica ha inciso inoltre l’adozione da parte della Banca d’Italia, nella sua attività di supervisione, degli orientamenti di vigilanza sui prestiti contro cessione del quinto. Sono in tal modo state fornite agli intermediari precisazioni sull’applicazione dei principi contenuti nella normativa, al fine di contrastare condotte improprie e promuovere l’adozione di comportamenti corretti nei confronti della clientela, anche attraverso il riconoscimento delle pretese della clientela nella fase di gestione dei reclami. Agli orientamenti hanno fatto seguito specifiche azioni di intervento nei confronti degli intermediari. I risultati sono stati conseguiti grazie all’impegno di tutti gli attori coinvolti: presidenti e membri dei collegi, componenti delle segreterie tecniche istituite presso le sedi della Banca d’Italia e le diverse strutture della banca che collaborano per il buon funzionamento del sistema.

Nel 2018 le pronunce dell’Arbitro sono aumentate (37 per cento in più rispetto all’anno precedente): sono stati decisi oltre 32.000 ricorsi, riducendo così il numero delle controversie pendenti. Nel 69 per cento dei casi l’esito è stato sostanzialmente favorevole ai clienti, con l’accoglimento totale o parziale delle richieste formulate (47 per cento), oppure con la dichiarazione della cessazione della materia del contendere per l’accordo intervenuto tra le parti (22 per cento).

La durata media della procedura è stata di 266 giorni, inferiore a quella massima prevista dalla normativa (270, incluso il periodo di proroga per la complessità del contenzioso). Nel primo trimestre del 2019 la durata è scesa a 237 giorni. Per agevolare l’accesso al sistema, da febbraio del 2018 è operativo il portale mediante il quale il cliente può trasmettere e gestire il ricorso online senza bisogno dell’assistenza di professionisti. In caso di necessità l’utente può inviare una richiesta di supporto online alla quale riceve riscontro in breve tempo. La Banca d’Italia sta lavorando a una nuova procedura informatica di supporto che consentirà di migliorare ancora l’efficienza del sistema. Alla fine dello scorso anno la Banca ha sottoposto a consultazione pubblica una proposta di revisione della disciplina dell’ABF: le modifiche hanno lo scopo di garantire il pieno allineamento della normativa alla direttiva UE/2013/11 sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori (alternative dispute resolution, adr) e di introdurre strumenti per realizzare una più efficiente gestione del contenzioso innanzi all’Arbitro bancario finanziario.

Leggi il precedente articolo sull’Arbitro bancario finanziario