Arbitro bancario finanziario: nel 2017 ricorsi in crescita del 42%

Abf, Arbitro Bancario Finanziario LogoNel corso del 2017 i ricorsi ricevuti dall’Arbitro bancario finanziario (Abf) sono aumentati del 42%; la media mensile è salita da 1.804 a 2.554. Su tale andamento ha inciso il forte incremento dei ricorsi relativi ai finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione, e più in generale quello dei ricorsi relativi al credito ai consumatori (complessivamente pari al 52%); escludendo entrambe le fattispecie l’aumento è stato pari al 15 per cento. È quanto si legge nella relazione annuale sull’attività dell’Abf, Arbitro bancario finanziario.

I ricorsi continuano a essere presentati prevalentemente da consumatori (97 per cento).

Nel 2017 si sono tenute 390 riunioni dei collegi (220 nel 2016); quelli di Milano, Roma e Napoli hanno deciso in media 75 ricorsi a riunione, i collegi di più recente costituzione in media 43.

Rispetto al 2016 il numero delle decisioni è quasi raddoppiato (passando da 13.770 a 23.968). Nel 77 per cento dei casi l’esito è stato sostanzialmente favorevole al ricorrente. Le decisioni dell’Abf vengono per la quasi totalità (oltre il 99 per cento) rispettate dagli intermediari.

Si riportano di seguito i dati sulla domanda di giustizia diretta all’Abf (numero e caratteristiche dei ricorsi) e sull’offerta (esiti e attività dei collegi).

Gli andamenti aggregati dei ricorsi 

Nel 2017 sono pervenuti all’Abf (Arbitro bancario finanziario) 30.644 ricorsi. L’avvio dell’operatività dei collegi di Torino, Bologna, Bari e Palermo ha determinato una redistribuzione delle regioni di competenza sulla base del domicilio del ricorrente. Il numero di ricorsi ricevuti dal collegio di Roma è rimasto pressoché stabile; sono invece diminuiti quelli pervenuti ai collegi di Milano e di Napoli (-20 e -49 per cento, rispettivamente).

Verso i collegi di Roma, Milano e Palermo è affluito il maggior numero di istanze Calabria, Campania e Sicilia sono le regioni nelle quali è stato presentato il maggior numero di ricorsi in rapporto alla popolazione residente; Sicilia, Campania, Lazio e Lombardia sono quelle dalle quali giunge il numero più significativo di istanze in valore assoluto. L’aumento ha interessato principalmente i ricorsi presentati dai consumatori (saliti del 43 per cento), mentre quelli dei non consumatori, poco più di 1.000 nel 2017, sono cresciuti dell’8 per cento. La quota dei ricorsi dei consumatori è quindi salita al 97 per cento del totale.

Tra i consumatori sono aumentati i ricorsi presentati sia dagli uomini sia dalle donne (41 e 46 per cento, rispettivamente). Nell’ultimo biennio i primi hanno rappresentato il 67 per cento del totale. Tra le regioni la distribuzione per genere rimane varia (meno del 60 per cento dei ricorrenti sono uomini in Toscana e in Emilia-Romagna; oltre il 75 per cento in Puglia, Sicilia, Campania e Basilicata).

I ricorsi riguardanti la cessione del quinto sono stati presentati per circa i due terzi da uomini; così come quelli relativi al mutuo. Il bancomat e le carte di debito sono l’unica materia per la quale la metà delle istanze è stata presentata da donne. Le controversie inerenti alla cessione del quinto hanno costituito il 71 per cento di quelle presentate da donne e il 77 di quelle presentate da uomini; i ricorsi relativi al credito ai consumatori il 5 e il 4 per cento, rispettivamente; quelli aventi come oggetto bancomat e carte di debito il 7 e il 3 per cento, rispettivamente.

I ricorrenti consumatori hanno un’età media di 55 anni (54 nel 2016), più elevata per i depositi a risparmio (61 anni) e minore per il mutuo e le carte di credito (48 anni). Nel 2017 per la presentazione dei ricorsi i clienti hanno utilizzato la posta elettronica certificata (pec) in misura ancora maggiore (89 per cento) rispetto al 2016 (82 per cento).

Per le istanze avanzate mediante un rappresentante la percentuale raggiunge il 95 per cento, mentre scende al 31 per quelle inoltrate direttamente dal ricorrente. Tra le regioni italiane vi sono notevoli differenze nell’utilizzo della pec, in particolare per i ricorsi presentati direttamente dal ricorrente.

L’oggetto della controversia

Anche nel 2017 i ricorsi all’Abf (Arbitro bancario finanziario) hanno interessato fattispecie varie e articolate, con variazioni sia dei volumi sia delle materie. Il fenomeno di maggiore rilievo rimane quello delle controversie relative alla cessione del quinto, che lo scorso anno costituivano il 73 per cento del totale.

I ricorsi sulla cessione del quinto hanno continuato a riguardare prevalentemente contratti stipulati prima delle comunicazioni che nel 2009 e nel 2011 la Banca d’Italia ha indirizzato al sistema; la quota di quelli relativi a contratti stipulati dopo il 2011 è tuttavia cresciuta di otto punti percentuali, attestandosi al 10 per cento del totale.

È inoltre cresciuto in misura significativa il peso dei ricorsi attinenti al credito al consumo e si è ridotto quello in materia di bancomat e mutuo.

La composizione per materia varia a seconda della qualifica del ricorrente (consumatore o non consumatore). Considerando esclusivamente le istanze presentate dai consumatori, si registra un aumento di quelle concernenti la cessione del quinto dello stipendio e il credito al consumo, mentre diminuisce il peso delle altre.

In base ai risultati emersi dall’indagine I reclami, i ricorsi Abf, la mediazione e la giustizia ordinaria ogni 1.000 contratti di credito al consumo sono stati ricevuti dall’Arbitro 2 ricorsi (1,2 nel 2016). Con riferimento ai non consumatori una quota cospicua, seppure in calo, delle controversie riguarda il conto corrente (25 per cento delle istanze).

I ricorsi relativi alla cessione del quinto dello stipendio in Calabria, Campania, Molise e Sicilia incidono per oltre l’80 per cento del totale; in Trentino-Alto Adige costituiscono la metà delle istanze.

L’incidenza dei ricorsi relativi agli strumenti di pagamento elettronici nel 2017 è stata maggiore per le regioni del Nord Italia, rappresentando oltre il 10 per cento in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige e meno del 5 per cento in Calabria, Molise, Sardegna e Sicilia.

Nel 2017 i ricorsi presentati attraverso un avvocato sono stati il 54 per cento del totale (erano il 61 nel 2016). Per quelli relativi alla cessione del quinto, per i quali l’assistenza di un professionista è più frequente, la quota è scesa di dieci punti percentuali, portandosi al 59 per cento. Le istanze presentate mediante associazioni di consumatori sono cresciute, passando dal 10 al 14 per cento del totale.

Le tipologie di intermediari

Nel 2017 sono cresciuti principalmente i ricorsi all’Abf (Arbitro bancario finanziario) nei confronti di banche in forma di società per azioni (73 per cento). Una forte flessione ha invece interessato quelli verso le banche popolari (in parte dovuta alla trasformazione di alcune in società per azioni), passati dai 570 del 2016 ai 253 del 2017 (-52 per cento).

I ricorsi nei confronti delle banche aventi forma di società per azioni continuano a costituire la quota prevalente di quelli presentati all’Abf (52 per cento; 43 nel 2016); il peso delle istanze contro banche estere e società finanziarie è diminuito (anche per effetto della conclusione del periodo transitorio degli elenchi, generale e speciale, degli intermediari finanziari). La quota di ricorsi contro Poste Italiane spa è rimasta invariata al 5 per cento.

L’esito dei ricorsi

Nel 2017 i collegi dell’Abf (Arbitro bancario finanziario) hanno deciso 23.968 ricorsi (13.770 nel 2016). Il 77 per cento delle controversie giunte a conclusione ha avuto un esito sostanzialmente favorevole al cliente (75 per cento nel 2016); nel 47 per cento dei casi le procedure si sono concluse con l’accoglimento parziale o totale delle richieste, nel restante 30 è stata dichiarata la cessazione della materia del contendere per intervenuto accordo tra le parti. Il 23 per cento delle istanze è stato invece respinto dai collegi, che hanno ritenuto infondate o non adeguatamente provate le ragioni del cliente, oppure non rispettate le regole procedurali. Sulla percentuale di ricorsi conclusi con un esito sostanzialmente favorevole al ricorrente incide in grande misura la quota elevata di quelli (accolti o cessati) in materia di cessione del quinto (84 per cento), sui quali i collegi hanno ormai assunto un orientamento consolidato.

Arbitro bancario finanziario: nel 2017 ricorsi in crescita del 42% ultima modifica: 2018-06-26T13:14:46+00:00 da Redazione

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