Assemblea annuale Abi, Visco: migliora la dinamica dei prestiti

Ignazio Visco, Banca d'Italia“L’espansione monetaria si sta gradualmente trasmettendo alle condizioni del credito. In Italia il tasso di interesse sui nuovi prestiti alle imprese e quello sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni erano pari in maggio rispettivamente al 2,2 e al 2,7 per cento, da 3,1 e 3,3 a metà 2014. Per le imprese i differenziali nei confronti dei corrispondenti tassi tedeschi e francesi si sono ridotti di circa mezzo punto percentuale. Dalla metà dello scorso anno il miglioramento delle condizioni di costo non è confinato alle aziende più grandi e a quelle con una struttura finanziaria più solida. La contrazione dei prestiti alle società non finanziarie si sta arrestando: nei tre mesi terminanti in maggio il calo era di mezzo punto percentuale su base annua, a fronte di una riduzione ben più elevata, intorno al 3 per cento, alla metà dello scorso anno. I prestiti alle famiglie sono tornati a crescere, pur se in misura lieve. Il recupero sta avvenendo con intensità e tempi diversi tra settori e imprese: all’espansione dei prestiti alle aziende manifatturiere e dei servizi non immobiliari prive di debiti deteriorati fa riscontro il calo tuttora in atto nei comparti delle costruzioni e dei servizi immobiliari, caratterizzati da una rischiosità complessiva ancora elevata”. Così il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco all’assemblea annuale dell’Abi.

“Nel primo trimestre di quest’anno – ha aggiunto il numero uno di Palazzo Koch – il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti è sceso al 2,4 per cento; era del 2,6 nella media del 2014 e del 2,9 nel 2013. Il miglioramento è attribuibile ai finanziamenti alle imprese, il cui tasso di ingresso in sofferenza è calato di sei decimi, al 3,9 per cento. La flessione ha riguardato tutti i comparti di attività economica. La qualità del credito resta peggiore per le imprese delle costruzioni e per le aziende del Mezzogiorno. 

La riduzione dei tempi delle procedure avrà effetti positivi sui bilanci bancari. Dovrebbe in primo luogo aumentare il prezzo di mercato degli attivi 4 deteriorati. Alcune simulazioni mostrano che una riduzione di due anni dei tempi di recupero potrebbe incrementare il valore dei crediti deteriorati assistiti da garanzie immobiliari fino al 10 per cento. Stime di mercato appaiono complessivamente in linea con questa valutazione. Inoltre, dovrebbe ridursi, fino a dimezzarsi nel più lungo periodo, lo stock dei crediti deteriorati.

Tra le misure varate dal Governo è anche prevista la deducibilità immediata, anziché differita, di svalutazioni e perdite su crediti; viene bloccata la creazione di nuove attività per imposte anticipate connesse con le svalutazioni su crediti. Con il passaggio al regime di deducibilità immediata viene rimosso un forte svantaggio competitivo per gli intermediari italiani nell’Unione bancaria. Diviene meno oneroso svalutare, quando necessario, i prestiti e si riduce la prociclicità del trattamento fiscale. Le attività da svalutazioni su crediti già nei bilanci delle banche, pari a circa 25 miliardi, andranno gradualmente a ridursi, fino a scomparire nel corso dei prossimi anni. L’insieme degli interventi non comporta oneri per lo Stato.

Nel complesso, queste misure possono determinare nel tempo una importante riduzione degli attivi pesati per il rischio delle banche italiane e creare spazio per nuovi prestiti in grado di compensare buona parte della riduzione occorsa negli ultimi anni. Ma per alleggerire i bilanci bancari dall’elevata consistenza dei crediti deteriorati occorrono azioni su più fronti, essendo molteplici le cause del fenomeno. L’aumento del valore dei crediti deteriorati indotto dalle riforme darà un impulso alla creazione di un mercato secondario di questi attivi. Tuttavia esso potrebbe non essere sufficiente a conferire a tale mercato dimensioni adeguate.

È in questo contesto che va considerato il progetto per la creazione di una società specializzata per l’acquisto di crediti deteriorati. Su questo fronte il dialogo tra le autorità italiane e la Commissione europea sta dando luogo a opportuni, necessari approfondimenti. Come ho già chiarito in altre occasioni, 5 l’iniziativa mira a riattivare meccanismi di mercato, non a porre rimedio, a carico della collettività, alle difficoltà di singoli intermediari. Potrà anch’essa contribuire a ristabilire un adeguato flusso di credito e, per questa via, a sostenere la ripresa economica”.

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Assemblea annuale Abi, Visco: migliora la dinamica dei prestiti ultima modifica: 2015-07-08T12:09:42+00:00 da Redazione

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