Assicurare punta al 30% dei clienti Gabetti in 3 anni

Assicurare, logo 2022Garantire ai clienti del gruppo Gabetti una consulenza assicurativa per proporre polizze per l’immobile, il mutuo, la locazione, la famiglia, ma anche aprirsi al resto del mercato dell’intero gruppo. Con questo obiettivo è stata presentata ieri nel corso di una convention a Milano presso Prospettiva X Assicurare, la linea di brokeraggio dedicata alle reti Gabetti Franchising, Grimaldi e Professionecasa, oltre alle altre società del Gruppo come Gabetti Home Value, Santandrea, Gabetti Lab e Monety.

A guidare la nuova società è Antonio Esposito, già formatore e consulente allo sviluppo del business con delega ai servizi assicurativi nella società di mediazione creditizia del gruppo, Monety, e con un’esperienza ventennale nell’ambito finanziario-assicurativo.

Assicurare punta posizionarsi nel mercato Italiano come broker di riferimento specializzato nel real estate, raggiungendo il 30% di penetrazione rispetto al mercato captive con almeno 25.000 coperture assicurative annesse a intermediazioni immobiliari/creditizie nei prossimi 3 anni. Sono programmati investimenti in tecnologia, un supporto qualificato alle reti immobiliari per aiutare a divulgare la cultura assicurativa e la selezione di partner qualificati iscritti al RUI per la gestione e il coordinamento delle esigenze assicurative legate al Property.

Sappiamo che il patrimonio immobiliare è vecchio. Dei 12,2 milioni di edifici residenziali censiti dall’Istat, 7,2 milioni (il 60%) sono stati costruiti prima del 1980 e ben 5,2 milioni (42,5%) hanno più di 50 anni, e siamo anche a conoscenza del fatto che gli italiani non si sentono al sicuro nelle proprie abitazioni – ha dichiarato l’amministratore delegato Antonio Esposito -. Per citare un esempio: solo negli ultimi dieci anni, tra il 2012 e il 2022, si sono verificati ben 10 terremoti di magnitudo superiore a 5, eppure le coperture assicurative contro le calamità naturali interessano solo il 13% dei proprietari di abitazioni. Vi è quindi una forte discordanza tra i timori degli italiani e il loro comportamento effettivo in materia di prevenzione. Ciò dipende dalla mancanza di quella che chiamiamo cultura assicurativa e che, come operatori del mercato, vorremmo aiutare a diffondere nel nostro Paese”.