Assicurazioni, Aiba: “Cambiamenti climatici, digitalizzazione e progresso scientifico determinano aumento dei rischi da tenere sotto controllo”

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Aiba Logo“Rivoluzione? Evoluzione!” è il titolo del convegno annuale organizzato a Roma dall’Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni (Aiba), che quest’anno festeggia i primi 50 anni di attività.

Nel corso del suo intervento il presidente dell’Aiba, Luca Franzi de Luca, ha descritto a grandi linee l’evoluzione di un mercato assicurativo sempre più complesso: “Da un lato la crescente incidenza dei cambiamenti climatici, la digitalizzazione dei processi e dei servizi, nonché il progresso scientifico in termini generali, determinano il deciso aumento dei rischi da tenere sotto controllo. Dall’altro lato, il mercato si muove verso una graduale disintermediazione e un ampliamento dei canali di distribuzione. A questo si aggiungono le normative italiane ed europee che non semplificano la vita degli intermediari professionali, vista la mole di obblighi di compliance e incombenze burocratiche cui devono sottostare, senza peraltro che i consumatori ne abbiano diretti e immediati benefici.La Idd ha ampliato il perimetro dei soggetti normati con l’intento di comprendere tutti coloro che distribuiscono prodotti assicurativi, spostando i termini della competizione non più tra differenti operatori, ma sulle capacità professionali degli intermediari nel fornire consulenza personalizzata ai clienti. Oggi i broker devono adattarsi ai continui cambiamenti normativi e conoscere rischi fino a poco tempo fa sconosciuti. Automazione, processi organizzativi efficienti, piattaforme di supporto nell’analisi dei rischi, sono strumenti che possono sostenere la sfida competitiva delle organizzazioni di tutte le dimensioni. In termini generali, l’eccesso di offerta determinerà confusione tra i consumatori e in questo scenario il broker potrà far leva su quella consulenza strategica che lo differenzia rispetto alla platea di nuovi operatori, virtuali e non, che cresce a dismisura”.

RISCHI CLIMATICI: 148 EVENTI METEOROLOGICI ESTREMI NEL 2018 IN ITALIA La Coldiretti ha stimato in 14 miliardi di euro i danni causati al settore agricolo dal clima negli ultimi 10 anni, mentre nel solo 2018 Legambiente ha contato 32 vittime dovute a 148 eventi meteorologici estremi (437 dal 2010 a oggi), tra allagamenti, trombe d’aria, frane ed esondazioni. Fino al 2009 il costo medio annuo delle catastrofi naturali era di circa 3,5 miliardi di euro, ma dal 2010 la spesa è decisamente aumentata, fino a toccare il record dei 7 miliardi in un anno, attestando il nostro Paese al settimo posto della classifica mondiale delle Nazioni Unite sui danni economici causati dalle catastrofi naturali. “La crescente frequenza e intensità degli eventi naturali provocati dal cambiamento climatico richiede al mercato assicurativo un adeguamento dei contratti alla situazione in evoluzione – ha precisato il presidente dell’Aiba –. Ma è altresì urgente un intervento delle Istituzioni per adottare misure di prevenzione che tengano conto del nuovo scenario. Aiba è disponibile a fornire il proprio contributo tecnico al fine di individuare soluzioni operative che possano favorire l’adozione di forme di protezione e prevenzione finalizzate alla mitigazione dei rischi”.

CYBER RISK: +38% L’INCREMENTO ANNUO DEGLI ATTACCHI IN ITALIA
Gli attacchi cyber di grave entità registrati in Italia nel 2018 sono stati 1.152 (+38% rispetto al 2017), secondo l’ultimo Rapporto Clusit sulla sicurezza Ict. Il 62% degli attacchi ha provocato danni superiori a 80.000 euro, un valore sufficiente a mettere in ginocchio una qualunque Pmi. Si stima in 33% la percentuale di aziende italiane che hanno sottoscritto una polizza, completa o parziale, che copre i rischi cyber. “Nell’epoca dell’Industry 4.0, non sempre le imprese prestano la dovuta attenzione ai benefici prospettici derivanti da una puntuale strategia di mitigazione dei rischi cyber – ha spiegato Franzi -. Inoltre, l’offerta tradizionale reperibile sul mercato rischia di non essere sempre adeguata, per via della previsione di esclusione dei cyber risk dalle coperture property & casualty. Di contro, le coperture specifiche sui cyber risk, tendono a escludere le lesioni e i danni materiali. Quindi, servono nuove soluzioni ‘stand alone’ per garantire la longevità delle aziende, ma è altrettanto fondamentale mantenere un attentissimo presidio su quelli che possono risultare essere i rischi non trasferiti al mercato assicurativo”.

SANITÀ NEL MIRINO DEGLI HACKER: RADDOPPIATI IN UN ANNO GLI ATTACCHI IN ITALIA Negli ultimi mesi sono aumentati gli attacchi alle Istituzioni del nostro Paese. Raddoppiate nel 2018 le incursioni nelle strutture sanitarie. I furti di dati personali dei pazienti, cartelle cliniche comprese, sono considerati molto preziosi e facilmente monetizzabili. Secondo il Data Breach Investigation Report di Verizon, il 15% delle violazioni di dati a livello globale riguarda le organizzazioni sanitarie. La digitalizzazione ha aumentato in maniera esponenziale il volume e la velocità di generazione dei dati sanitari, facendo incrementare l’esposizione al rischio. Entro il 2020 si stima che circa l’80% dei dati generati dal settore sanitario saranno in cloud, alimentando ulteriore preoccupazione. “Il rischio cyber non risiede solo nel data breach. L’inarrestabile digitalizzazione del processo diagnostico e terapeutico pone in rilievo il grande problema della sicurezza dei pazienti – ha aggiunto Franzi -. In ultimo, non sono da trascurare quelli che sono gli effetti del progresso sulla qualità della vita: l’Istat stima per il 2065 una vita media di 86,1 anni per gli uomini (80,6 anni, oggi) e 90,2 anni per le donne (85 anni oggi). L’invecchiamento della popolazione è una conquista importante, ma l’allungamento della vita media aumenta il rischio non autosufficienza. Su questo argomento e sulla vertiginosa crescita dei disturbi mentali che secondo l’Oms saranno la patologia più diffusa al mondo nel 2030, il mercato assicurativo deve fare profonde riflessioni”.