Assicurazioni, Ania: nel 2017 raccolta premi in crescita del 3,2%

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Ania LogoNel corso del 2018 la raccolta premi complessiva delle imprese italiane è stata di 135 miliardi di euro, con un incremento del 3,2% rispetto al 2017. Al risultato positivo hanno contribuito sia il settore vita (102 miliardi, +3,5%) sia i rami danni (33 miliardi, +2,3%). A questi premi si devono aggiungere quelli raccolti dalle imprese europee che operano in Italia, pari a 13 miliardi nel vita e a 5 miliardi nel danni. È quanto emerso dalla relazione annuale dell’Associazione nazionale imprese di assicurazioni (Ania).

“Gli oneri relativi agli oltre 6 milioni di incidenti risarciti nei rami danni hanno sfiorato i 22,5 miliardi di euro, di cui metà nell’auto – ha sottolineato la presidente dell’Ania, Bianca Maria Farina, nel corso del suo intervento -. Gli investimenti degli assicuratori italiani hanno superato gli 840 miliardi di euro, pari a quasi il 50% del Pil. Il settore ha conseguito utili netti per 4 miliardi di euro, in riduzione del 30% rispetto ai quasi 6 miliardi del 2017; il calo ha essenzialmente riguardato il settore vita, in seguito alle rettifiche di valore contabilizzate sui titoli.

La solidità dell’assicurazione italiana è attestata da indici di solvibilità di assoluta sicurezza, anche nel confronto internazionale: a fine 2018, infatti, il capitale disponibile era oltre due volte quello richiesto. Lo Stress Test svolto a livello europeo lo scorso anno ha confermato la capacità delle nostre iprese di far fronte a scenari avversi anche molto severi.

L’industria assicurativa dà occupazione, in via diretta e indiretta, a circa 300.000 persone, un dato rimasto in questi ultimi anni sostanzialmente stabile, nonostante una congiuntura economica e finanziaria non facile e un contesto competitivo molto acceso.

I risultati del 2018 confermano ancora una volta la fiducia degli italiani verso il risparmio assicurativo, che è arrivato a rappresentare il 17% della ricchezza finanziaria totale delle famiglie italiane.

Il prolungato scenario di bassi tassi di interesse e il nuovo quadro di vigilanza prudenziale pongono, peraltro, sfide vitali per l’industria. La salvaguardia delle peculiarità del risparmio assicurativo richiede una revisione incisiva delle regole applicabili ai prodotti vita.

Alle risposte che le imprese stanno dando innovando la loro offerta, dovranno necessariamente accompagnarsi misure europee che introducano adeguate flessibilità per contratti di lunga durata in caso di profondi e persistenti mutamenti degli scenari di mercato.

Gli assicuratori continuano peraltro a gestire questo risparmio di medio lungo termine con prudenza e lungimiranza, garantendo da una parte una buona remunerazione ai propri clienti e, dall’altra, continuando a sostenere con i conseguenti investimenti l’economia del Paese. Un sostegno ancora oggi significativo al nostro debito pubblico: i titoli di Stato italiani sfiorano il 40% circa del totale degli investimenti assicurativi e rappresentano il 15% dell’intero stock in circolazione.

Cresce inoltre il nostro contributo all’economia reale. Mi riferisco ad esempio ad investimenti nelle nostre imprese, anche medio piccole, al venture capital e alle infrastrutture cui è inoltre dedicato il fondo Ania, ormai in fase di avvio”.

Sul fronte della r.c. auto, ha aggiunto Farina “il premio medio per le autovetture nel 2018 è stato pari a 414 euro. Dal 2012, è sceso del 25%, mentre le distanze territoriali si sono ridotte di circa il 40%. Nello stesso periodo, è fortemente diminuita anche la differenza rispetto al premio medio dei principali Paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), passata da 213 a 72 euro. Si tratta di andamenti molto positivi dovuti alla forte concorrenza fra le imprese, alla presenza crescente della telematica, dove l’Italia è al primo posto nel mondo, e al calo delle frodi, peraltro ancora troppo diffuse.

Su quest’ultimo tema Ania ha promosso un Osservatorio che, con il sostegno dei suoi associati e grazie anche al contributo di tutte le Istituzioni preposte alla prevenzione e repressione del fenomeno, dovrebbe garantire risultati tali da tradursi in benefici sensibili sui prezzi dell’intera utenza.

Questo nostro impegno dovrà necessariamente accompagnarsi a una revisione organica della normativa r.c. auto, oggetto fin qui di troppe e non sempre coordinate modifiche. Una revisione che, da un lato, torni a valorizzare i principi fondanti della funzione svolta dalla r.c. auto (mutualità, compartecipazione al rischio, sostenibilità tecnica ed educazione ai comportamenti virtuosi) e, dall’altro, tenga conto dei cambiamenti avvenuti e delle prospettive del sistema di mobilità. Penso, ad esempio, alle auto con guida assistita fino a quelle con guida autonoma, alle nuove forme di utilizzo del leasing, del noleggio a lungo termine e al crescente fenomeno dello sharing.

Per evitare poi che ogni sforzo di riforma possa essere seriamente depotenziato negli impatti, non potrà non tenersi conto della necessità di dare assetto definitivo e stabile alla materia del risarcimento del danno alla persona.

Recenti sentenze della Corte di Cassazione e le diverse impostazioni di alcuni tribunali rendono oggi più che mai necessaria la tempestiva emanazione della tabella di legge sulle macrolesioni, che garantirebbe vantaggi in termini di parità di trattamento e di riduzione del contenzioso, con conseguente positivo impatto sui costi complessivi dei risarcimenti e, quindi, sui premi”.