Assicurazioni, Ania: audizione alla Camera sulle polizze contro le avversità atmosferiche in agricoltura

Ania LogoSecondo l’Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, i dati assicurativi relativi al 2016 rivelano, per il secondo anno consecutivo, un decremento dei valori assicurati, che sono così scesi dai 7,9 miliardi di euro del 2014 ai 7,1 miliardi del 2016 (dato provvisorio), e del numero delle aziende assicurate, che per le sole colture sono scese dalle oltre 73.000 del 2015 alle circa 65.000 del 2016. È quanto rilevato dall’Ania nel corso di un’audizione davanti alla Camera dei Deputati nell’ambito di un’indagine sulle assicurazioni contro le avversità atmosferiche in agricoltura.

La minore penetrazione assicurativa, ha sottolineato l’Ania, può essere spiegata da ragioni note, come la dinamica negativa dei prezzi agricoli, specialmente nelle coltivazioni, e da risvolti persino positivi, come il calo delle tariffe applicate dalle imprese di assicurazione sulle polizze agevolate, nonostante l’ampliamento dei rischi coperti, resta fermo che rispetto alla copertura assicurativa del 50% degli agricoltori, indicato dall’Ue come obiettivo da perseguire, oggi in Italia va considerato che il gap di protezione è pari a più della metà dell’obiettivo indicato, essendo gli agricoltori assicurati il 20‐25% del bacino potenziale.

La scarsa propensione ad assicurarsi appare ancora più sorprendente se si tiene conto che la tipologia di danno che più caratterizza il comparto è quella cosiddetta di “frequenza”, ossia danni frequenti nel breve periodo e ampiamente distribuiti tra la massa degli assicurati, per cui in presenza di un contributo pubblico superiore al 50% del premio versato viene a determinarsi per buona parte degli assicurati un vantaggio economico.

La situazione vede, invece, assicurate soprattutto le aziende agricole più strutturate dal punto di vista organizzativo e le produzioni agricole più esposte alle avversità atmosferiche e più redditizie per gli agricoltori, con una forte differenziazione della propensione assicurativa tra nord, centro e sud del Paese, tanto che ormai il ricorso agli strumenti assicurativi agevolati da parte delle aziende settentrionali ha raggiunto l’86% dei valori assicurati complessivi, mentre nel meridione si assiste a una pericolosa tendenza per la quale i valori assicurati sono ormai pari a pochi punti percentuali del totale, a fronte del 14% raggiunto nel 2010.

La riduzione nella propensione all’assicurazione da parte degli agricoltori sembra potersi ricondurre all’introduzione, da parte dell’Ue, del complesso sistema di gestione dei rischi previsto dalla nuova Politica Agricola Comune 2014–2020 (Pac) che, seppur condivisibile per principi, obiettivi ed esigenze di controllo, nella pratica ha risentito della eccessiva complessità burocratica di alcune procedure introdotte, in primo luogo quella prevista per il Piano assicurativo individuale (Pai), documento necessario per ottenere il contributo statale, che unita alle difficoltà di coordinamento tra gli enti coinvolti nei flussi informativi (oltre al Mipaaf, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, Agea e i Centri di Assistenza Agricola ‐ Caa), si è tradotta in ritardi, carenze e inefficienze.

A ciò si aggiunga, sul piano del merito, la difficoltà operativa per gli agricoltori di trattare l’articolata questione delle “rese” nelle modalità richieste dal sistema di gestione del rischio, nonché una griglia nelle combinazioni delle garanzie assicurative prevista dal Paan eccessivamente rigida e non sempre corrispondente alle preferenze degli agricoltori. Occorre, tuttavia, precisare che a determinare la suddetta situazione hanno influito anche ulteriori fattori,  quali il passaggio delle regole sugli strumenti assicurativi agevolati dal primo pilastro della Pac a quelle del secondo pilastro, che prevede procedure più complesse e controlli più stringenti, così come il calo dei prezzi agricoli, già menzionato, che per le coltivazioni nell’ultimo anno è stato superiore alla media del comparto, nonché, infine, anche a seguito della riduzione del contributo statale sul premio assicurativo, ridotto dall’80% al 65%. Pertanto, nell’ottica costruttiva dell’indagine di individuare affinamenti dell’assetto attuale che possano favorire un maggior ricorso allo strumento assicurativo e a determinare così un quadro di maggiori tutele per il comparto agricolo italiano, si segnalano di seguito alcune possibili linee di riforma e di modifica del sistema attuale che secondo il settore assicurativo possono migliorare l’efficienza del sistema.

Semplificazione del processo assuntivo connesso al Pai
La prevista acquisizione del Pai prima della decorrenza della copertura assicurativa, ogni anno inevitabilmente derogata con l’ottenimento della sola manifestazione d’interesse, e l’obbligo di allegare lo stesso Piano al certificato di assicurazione rende per gli agricoltori il processo complicato e farraginoso, con conseguente riduzione alla propensione verso l’assicurazione agevolata. Anche il tardivo rilascio da parte del Mipaaf del decreto ministeriale sui prezzi, peraltro nel corso dell’ultima campagna più volte corretto e integrato, non facilita la fluidità gestionale del sistema, creando nell’assicurato confusione, incomprensioni, false aspettative e, quindi, motivi di insoddisfazione. Alla luce di quanto detto, si propone, di svincolare il Pai dal processo di assunzione del rischio assicurativo, fatto salvo che esso resta un documento necessario ai fini dell’erogazione del contributo. Sempre in un’ottica di semplificazione, ci rendiamo sin d’ora disponibili a fornire il nostro contributo, qualora si intenda rivedere il flusso di informazioni tra il Sian  ‐  Sistema Informativo Agricolo Nazionale e le imprese di assicurazione, per individuare congiuntamente soluzioni operative condivise.

Maggiore flessibilità degli strumenti assicurativi proposti e dei contributi
Si ritiene opportuno, inoltre, assecondare la domanda degli agricoltori di maggiore flessibilità dell’offerta assicurativa, purché siano limitati eccessivi fenomeni di antiselezione. Un maggior grado di liberalizzazione dei pacchetti assicurativi proposti, nei limiti e a condizioni sostenibili, potrebbe peraltro meglio incontrare le esigenze degli assicurati,tenuto conto dell’articolazione e diversificazione delle produzioni esistenti sul nostro territorio. Sempre nell’ottica di una maggiore flessibilità, si ritiene opportuno rivedere l’attuale meccanismo di riconoscimento dei contributi, allo stato eccessivamente uniforme, prevedendo che l’erogazione di incentivi possa essere maggiormente modulata, per esempio prevedendo misure di contribuzione selettive, oppure diversificate nella misura in presenza di determinate condizioni, o ancora che possano avere carattere temporaneo, in modo da soddisfare esigenze contingenti.

Campagna informativa
Si ritiene che il perseguimento dell’obiettivo di una maggiore diffusione assicurativa non possa, infine, prescindere da una sistematica azione informativa, effettuata dal Mipaaf e supportata dalle organizzazioni agricole, diretta in modo particolare ai giovani e alle aziende agricole medio‐piccole, nonché alle aree geografiche e alle produzioni agricole che denotano una propensione assicurativa particolarmente contenuta. Da questo punto di vista, com’è ovvio, il settore assicurativo mette sin d’ora a disposizione le proprie competenze per collaborare alla finalità condivisa di convogliare ai potenziali assicurati informazioni corrette e in grado di renderli consapevoli degli strumenti di protezione esistenti e delle agevolazioni previste.

Assicurazioni, Ania: audizione alla Camera sulle polizze contro le avversità atmosferiche in agricoltura ultima modifica: 2017-09-14T13:33:44+00:00 da Redazione

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: