Assicurazioni, Ania: “Serve più tempo sull’antiriciclaggio”

Ania LogoIl decreto legislativo di recepimento della quarta direttiva europea in materia di prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo stabilisce nuove regole che impatteranno “notevolmente sull’organizzazione e sulle procedure” delle compagnie che vendono assicurazioni sulla vita. Lo ha sottolineato l’Ania nel corso di un’audizione davanti alle commissioni Giustizia e Finanze della Camera dei Deputati.

La normativa regolamenta i titolari effettivi dei contratti, la verifica semplificata della clientela in possesso di polizze collettive e di puro rischio e l’apparato sanzionatorio, con particolare riguardo alla segnalazione delle operazione sospette.

Per quanto riguarda il primo punto, l’Ania ritiene che la definizione di “titolare effettivo” attualmente contenuta nel testo “ponga rilevanti questioni interpretative, almeno con riferimento alla materia assicurativa”, perché nel contratto vita, quello che viene identificato nella norma come titolare effettivo è l’assicurato che però è diverso dal contraente-cliente, nell’interesse del quale il rapporto continuativo è instaurato.

“La posizione formale dell’assicurato nel contratto di assicurazione sulla vita – sottolinea l’associazione – non conferisce di per sé un ruolo di rilievo sostanziale”. In base a questo meccanismo è inutile identificare il titolare effettivo nell’assicurato ai fini di antiriciclaggio, soprattutto nelle forme collettive.

Per tali ragioni l’Ania suggerisce di precisare che “i titolari effettivi debbano beneficiare di un interesse economico diretto al rapporto oppure avere il diritto di attribuire tale interesse economico a soggetti terzi (e ciò a maggior ragione per le polizze collettive)”.

In relazione alle verifiche semplificate in presenza di un basso rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, le assicurazioni ritengono che “gli indici di basso rischio dovrebbero essere opportunamente integrati inserendo nell’art. 23 due altre fattispecie: le assicurazioni sulla vita in forma collettiva e le assicurazioni di puro rischio”.

Quanto alle sanzioni, l’Ania contesta soprattutto la nuova punizione introdotta per la segnalazione tardiva: “La scelta di non sanzionare le segnalazioni tardive, a nostro avviso, era e sarebbe tuttora opportuna poiché risulta estremamente difficoltoso e potenzialmente arbitrario stabilire con la necessaria certezza a quale momento di partenza si debba ancorare il presunto ritardo”.

L’associazione suggerisce pertanto di mantenere la sanzione per l’omessa segnalazione di un’operazione sospetta, eliminando però contestualmente la nuova e “incongrua” previsione di una sanzione per la segnalazione tardiva.

Consulta il testo completo dell’audizione dell’Ania

Assicurazioni, Ania: “Serve più tempo sull’antiriciclaggio” ultima modifica: 2017-04-03T12:36:47+00:00 da Redazione

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