Assicurazioni, Ivass: nel 2016 raccolta premi in calo dell’8,1%

Ivass assicurazioni LogoTra il 2007 e il 2016 in Italia il numero di imprese di assicurazione si è gradualmente ridotto, passando da 163 a 108, con una contrazione del 34% nel decennio. Nel 2016 la raccolta premi lordi contabilizzati del portafoglio italiano ed estero è stata pari a 138,2 miliardi di euro con un decremento dell’8,1% rispetto al 2015 (150,4 miliardi di euro). I premi del portafoglio del lavoro italiano (diretto e indiretto) sono pari a 134,8 miliardi di euro, in calo dell’8,8% rispetto al 2015. Sono queste alcune delle principali evidenze che emergono dalla relazione annuale dell’Ivass.

La relazione annuale dell’Ivass indica che dal 2009 non sono più presenti imprese nazionali specializzate nell’offerta di riassicurazione per i rami sia vita che danni. Delle 108 imprese nazionali, 12 sono autorizzate e hanno contabilizzato premi contemporaneamente nei rami vita e danni, 55 sono autorizzate esclusivamente nei rami danni e 41 nei rami vita (delle quali 9 nelle coperture complementari dei rami infortuni e malattie). Le 3 rappresentanze estere esercitano tutte nei rami danni.

Nel 2016, sei imprese hanno cessato l’esercizio dell’attività assicurativa a seguito di fusione per incorporazione (tre imprese vita e tre imprese danni) e non sono state rilasciate autorizzazioni all’esercizio dell’attività assicurativa. Sono presenti sul territorio italiano imprese assicurative con sede legale in un altro stato dello See, sottoposte alla vigilanza prudenziale delle autorità di controllo dei rispettivi paesi di origine. Tra questa, hanno operato in regime di stabilimento 97 rappresentanze (20 nei rami vita, 62 nei rami danni e 15 multiramo) e risultano ammesse a operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi (l.p.s.) 1.008 imprese8, delle quali 184 imprese vita, 769 imprese danni, 55 multiramo.

Le imprese See operanti in Italia in regime di stabilimento e l.p.s. dal 2007 al 2016 sono aumentate, rispettivamente, del 36,6% (26 unità) e del 20,4% (171 unità). La tavola I.5 presenta la ripartizione, per tipologia di attività, delle imprese operanti in Italia.

Il 30% delle rappresentanze ammesse a operare sul territorio italiano ha sede nel Regno Unito e sono presenti in modo rilevante imprese francesi, irlandesi e tedesche.

Nel 2016 sono state ammesse ad operare in Italia in regime di stabilimento cinque imprese See: due dall’Irlanda, una ciascuna dal Belgio, Spagna e Liechtenstein. Il numero delle rappresentanze di imprese riassicuratrici specializzate con sede nello See è rimasto di 7 unità, immutato dal 2013 (una nei rami danni, una nei rami vita e cinque multiramo).

Nel 2016 sono state abilitate ad operare in l.p.s. 76 imprese o stabilimenti di imprese con sede legale in un altro Stato See (45 nel 2015), delle quali 21 nei Paesi Bassi, 7 nel Regno Unito, sei in Francia.

Nel periodo 2011-2015 le quote più consistenti di raccolta premi in Italia in regime di stabilimento sono relative ad imprese con sede legale in Irlanda, Regno Unito, Lussemburgo e Francia. Per la l.p.s. le quote più rilevanti sono riferite alle imprese con sede legale in Irlanda, in Regno Unito e Lussemburgo. Una parte significativa di tale raccolta è realizzata da imprese con capitale di controllo italiano.

Gli intermediari assicurativi e riassicurativi

Al 31 dicembre 2016 sono iscritti nel Rui 236.597 intermediari italiani, oltre a 8.053 intermediari esteri iscritti nell’Elenco Annesso (a fine 2015 rispettivamente 244.077 e 7.914).

Si registra un rilevante calo nel numero degli agenti e broker rispetto al 2015, da 40.162 a 35.554, in buona parte dovuto a cancellazione massiva per perdita dei requisiti di iscrizione (soggetti non operativi o in ritardo con i pagamenti).

La regione con maggiore presenza di intermediari (agenti e broker) si conferma la Lombardia; seguono Lazio, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia. Resta rilevante la presenza di broker in Campania. La dispersione territoriale degli intermediari, valutata rispetto al Pil, è inferiore rispetto a quella rapportata al numero di abitanti.

I premi dei rami vita

I prodotti di ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana) hanno registrato un calo del -5,4%, in continuità con l’anno precedente, mentre quelli di ramo III (unit o index linked), si sono ridotti del -24,5%, dopo l’andamento positivo dei quattro anni precedenti. In forte riduzione, per il secondo anno consecutivo, il ramo V (polizze a capitalizzazione), mentre sono cresciuti i rami con quote di mercato inferiori, ossia il ramo VI (fondi pensione) e il ramo IV (assicurazione malattia e contro il rischio di non autosufficienza).

I premi dei rami danni

La produzione del mercato danni (lavoro diretto italiano) si contrae del -0,2%14 e, pertanto, vede affievolirsi la tendenza al ribasso degli ultimi anni (-2,4% nel 2015, -2,6% nel 2014, -4,9% nel 2013 e -2,6% nel 2012). La riduzione della raccolta è ascrivibile esclusivamente al comparto auto (-3,1%) che rappresenta il 50,6% della produzione dei rami danni nel lavoro diretto italiano (52,1% nel 2015). Tutti gli altri comparti sono invece in crescita rispetto al 2015; significativo è l’incremento per il comparto salute (+4,9%), per la tutela legale e assistenza (+6%) e per il comparto credito e cauzione (+7,6%).

Consulta la relazione annuale dell’Ivass

Assicurazioni, Ivass: nel 2016 raccolta premi in calo dell’8,1% ultima modifica: 2017-06-26T13:07:34+00:00 da Redazione

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