Assicurazioni, Corte d’appello di Bologna: nullo il contratto se si abusa della fiducia del cliente

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konsumer, logoLe banche, le finanziarie e le compagnie assicuratrici che abusano della fiducia del cliente per un proprio guadagno, commettono un illecito. Sono sempre di più le sentenze, a vari livelli di giudizio, che confermano questo assunto. Tra le ultime quella segnalata oggi da Konsumer, pronunciata lo scorso 11 febbraio dalla Corte d’appello di Bologna, che si è espressa in favore di un uomo, assistito dall’avvocato Giovanni Franchi, residente della sezione Emilia-Romagna dell’associazione.

Nel dicembre 2001 l’uomo fu convinto dai funzionari dalla sua banca a sottoscrivere una polizza unit linked, ovvero ad alto contenuto finanziario, emessa da Quadrifoglio Vita, per un importo di lire 56.000.000, pari a 28.921,59 euro – spiega un comuncato di Konsumer -. Successivamente, nel maggio 2003, sempre su proposta e con l’intermediazione della Banca Agricola Mantovana (ora Banca Monte dei Paschi), il consumatore aveva chiesto di sottoscrivere un’altra polizza vita index linked, denominata Doppia Chance. A tal fine, aveva provveduto a corrispondere l’importo di 150.000 euro”.

L’operazione era garantita da Lehman Brothers, considerata un’azienda solida che godeva di un’ottima reputazione, per cui cliente aveva acconsentito “senza ipotizzare che le polizze assicurative proposte con tanto entusiasmo dall’istituto potessero essere in realtà un investimento in titoli (azionari/obbligazionari) con tutte le conseguenze che ne derivano”.

L’uomo finì con il perdere completamente il capitale investito, per questo decise di rivolgersi alla sede locale dell’associazione per la tutela dei consumatori Konsumer. “La Corte d’appello di Bologna, con sentenza n. 625, ora ha confermato quanto già stabilito dal Tribunale di Parma con la sentenza n. 87 del 2016, con la quale si dichiarava il contratto nullo per difetto di forma, condannando l’impresa assicuratrice Quadrifoglio Vita, oggi AXA MPS Ass.ni Vita S.p.A., alla restituzione della somma versata di 208.921,58 euro, oltre interessi e detratte le cedole riscosse e dichiarando anche la banca che aveva proceduto alla vendita del prodotto, ossia la Banca Monte dei Paschi di Siena, a tenere indenne il primo degli importi che avrebbe dovuto corrispondere”, conclude la nota.