
Il 2025 è stato un anno positivo per il factoring. Il turnover cumulativo è cresciuto del 3,83% rispetto e secondo le prime stime si è attestato a 289,1 miliardi di euro. A renderlo noto è Assifact, l’Associazione italiana per il factoring che riunisce gli operatori del settore, che ha diffuso oggi i dati preliminari di chiusura dell’anno. Segno positivo a fine 2025 anche per outstanding e anticipi, con una variazione per entrambi di circa l’1%.
Nonostante un volume d’affari arrivato a valere il 13% del Pil, con 32.000 imprese che già lo utilizzano, il factoring secondo Assifact ha ancora ampi margini di crescita. L’industria del factoring ha proposto 5 misure a costo zero (non richiedono risorse pubbliche) che possono liberare ulteriori finanziamenti al sistema delle imprese, soprattutto medie e piccole, con effetti concreti su investimenti e occupazione.
Le proposte di Assifact sono:
- regole di vigilanza più aderenti alla realtà del credito commerciale: una definizione di default che tenga conto delle specificità delle relazioni di fornitura fra imprese, evitando classificazioni anomale sui ritardi amministrativi. L’allungamento da 30 a 90 giorni del termine dopo il quale un credito si considera deteriorato, previsto dalle nuove norme europee in consultazione, sarebbe già un primo passo; un credito commerciale non è un prestito bancario, i ritardi nei pagamenti non rappresentano di per sé un rischio.
- Proporzionalità prudenziale: requisiti patrimoniali calibrati sul rischio effettivo con un trattamento prudenziale specifico.
- Certezza giuridica in caso di crisi d’impresa: coordinamento tra la legge sulla cessione dei crediti d’impresa e il Codice della Crisi per ridurre l’incertezza sulla revocatoria in caso di liquidazione giudiziale del cedente e sui termini dei periodi “sospetti”.
- Libera circolazione dei crediti: superamento delle clausole contrattuali che vietano la cessione, in linea con il più recente orientamento europeo.
- Semplificazione e digitalizzazione delle operazioni con la Pubblica Amministrazione: meno formalismi e procedure più snelle per la cessione dei crediti vantati verso la PA, anche tramite strumenti digitali, ed eliminazione della facoltà di diniego indiscriminato, per ridurre incertezze, tempi e costi dell’operazione.




















