Assofin, CRIF e Prometeia: il credito alle famiglie torna a indebolirsi nella seconda parte del 2011. Rallentano anche i mutui

Credito al consumo

Nello specifico, nel corso dei primi nove mesi del 2011 le erogazioni di credito al consumo continuano a mostrare un trend negativo (-1,4%), ma in miglioramento rispetto ai due anni precedenti (-5,2% nel 2010 e -11,2% nel 2009).

Il calo delle erogazioni accomuna la maggioranza dei prodotti di credito al consumo, con l’eccezione dei prestiti personali che si confermano il prodotto con l’evoluzione più brillante (+5,8% nei primi nove mesi del 2011), sebbene in progressiva decelerazione nel corso dell’anno.

Risultano ancora in contrazione i finanziamenti contro Cessione del V dello stipendio/pensione (-4,7%), riflettendo ancora le cautele nelle modalità di erogazione indotte dalle indicazioni di indirizzo emanate dall’organo di vigilanza a novembre 2009.

In calo, anche tutte le altre tipologie di finanziamento: quelli finalizzati ad acquisti di autoveicoli e motocicli erogati a privati presso i concessionari prosegue nel trend di contrazione e cala del -10,6% nel corso dei primi nove mesi del 2011, scontando l’andamento negativo delle immatricolazioni di auto e moto; torna ad essere negativo (-3,9% nei primi nove mesi dell’anno) l’andamento delle erogazioni di finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni/servizi, dopo il risultato positivo del 2010 (+4,7%), penalizzati dall’entrata in vigore della nuova direttiva sul credito ai consumatori;

Mutui

Nel corso del 2011, dopo la relativa tenuta registrata nel primo trimestre, il comparto dei mutui alle famiglie ha evidenziato un deciso rallentamento. Nei primi nove mesi del 2011 si registra una decisa riduzione delle erogazioni sia dei mutui per acquisto di immobili (-5,7%), sia degli “altri mutui” (-11,7%), a causa principalmente del crollo delle surroghe e delle sostituzioni, penalizzate dal crescente aumento degli spread applicati che le ha rese in molti casi non più vantaggiose per le famiglie.

Proprio a seguito del crollo dei mutui di surroga e sostituzione, caratterizzati da importi e durate più contenuti, nei primi nove mesi del 2011 si è osservato un ritorno delle erogazioni verso importi e durate contrattuali leggermente maggiori, a testimonianza dell’atteggiamento cauto delle famiglie, orientate a scelte che rendano maggiormente sostenibili i rimborsi. La frequenza più alta è per i mutui compresi tra 101 e 200 mila euro (52% del totale flussi erogati, stabile rispetto al 2010) ma si registra un lieve aumento della quota relativa ai mutui di valore complessivo superiore a 500 mila euro (4%, un punto percentuale in più). Coerentemente alla dinamica della ripartizione del valore finanziato, si assiste a un ritorno verso durate contrattuali più lunghe, soprattutto quelle superiori a 26 anni.

Il permanere di un atteggiamento di massima cautela nelle politiche di offerta e nei comportamenti delle famiglie è testimoniato dalla quota di mutui con Loan to Value ratio oltre l’80% dell’immobile finanziato, che riguarda appena il 6% dei flussi totali, a fronte dell’11% raggiunto prima della crisi.

La domanda delle famiglie si sta caratterizzando, inoltre, per una maggiore diversificazione: se la maggioranza continua a preferire il tasso variabile, stanno, però, aumentando anche le quote dei mutui a tasso misto e a tasso fisso. Gli operatori del settore hanno infatti ampliato la gamma di prodotti, al fine di offrire alle famiglie soluzioni e formule che possano proteggerle da eventuali futuri forti innalzamenti dei tassi.

Si conferma il ritorno al canale bancario tradizionale nel collocamento dei mutui, privilegiato per la rischiosità più contenuta della clientela che riesce ad intercettare.

Le prospettive

Il difficile contesto macroeconomico e le accresciute incertezze sui tempi di ripresa determineranno il proseguire dei segnali di rallentamento nel mercato del credito alle famiglie anche per i mesi finali del 2011.

Le attese per il 2012 sono di un’ulteriore contrazione dei consumi, e solo nel 2013 l’andamento potrebbe migliorare, ma in modo molto contenuto. La domanda di credito è, quindi, attesa in ulteriore riduzione, penalizzata dall’evoluzione del reddito disponibile in un contesto di debolezza del mercato del lavoro; inoltre le tensioni sui mercati finanziari, dovute a una maggiore attenzione al rischio, all’aumento del costo del funding e alle richieste sulla patrimonializzazione delle banche proposte dalle autorità internazionali determineranno un orientamento ancora restrittivo delle condizioni di offerta.

Il tema del funding risulterà cruciale nella determinazione dei volumi e del costo dei finanziamenti in una fase in cui gli effetti della manovra di correzione dei conti pubblici limiteranno ulteriormente le risorse finanziarie delle famiglie.

 

 

Assofin, CRIF e Prometeia: il credito alle famiglie torna a indebolirsi nella seconda parte del 2011. Rallentano anche i mutui ultima modifica: 2011-12-13T17:46:42+00:00 da Flavio Meloni

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