Assofinmed, una riflessione sul futuro del sistema bancario

Assofinmed LogoGià negli scorsi mesi, l’Abi aveva provveduto a inviare ai sindacati una lettera di disdetta dei contratti nazionali in vigore, con 10 mesi di anticipo sulla scadenza naturale degli stessi. Nel mirino, fino a giugno del 2014, lo stato occupazionale di circa 310.000 italiani assunti in banca. La decisione trova fondamento, precisa l’Abi, nel calo di redditività che gli istituti bancari hanno registrato negli ultimi anni.

Effettivamente a ottobre la Fondazione Rosselli fotografava l’attuale sistema bancario: ci sono banche che avranno un futuro e altre banche che avranno un futuro difficile. […] Non è (e non sarà mai più) vero che banche grandi o piccole, efficienti oppure mal gestite, presentino tutte sostanzialmente una analoga e discreta redditività, come invece avveniva nel paradiso perduto dei decenni scorsi, in un contesto stabile e scarsamente competitivo e innovativo”.

Il calo strutturale, non certamente congiunturale, della loro redditività è emerso in tutta la sua problematicità proprio a causa della crisi e non per la crisi.

Nel 2012 l’utile consolidato dei gruppi bancari ha subito una riduzione di 5 miliardi di euro, a fronte nel 2011 di un solo miliardo: una perdita aggregata di 1,8 miliardi se si aggiungono le svalutazioni sugli avviamenti.

Una redditività sufficiente è dunque una condizione necessaria sia per la stabilità finanziaria sia per la ripresa del credito”, continua il rapporto della Fondazione Rosselli.

Nello specifico tre sono le cause che individua il rapporto per spiegare il calo della redditività che è destinato a continuare:

  1. la caduta strutturale, conseguenza della significativa riduzione di tutti gli strumenti di ricavo; 

  2. l’assenza di un recupero di produttività sensibile, nonostante la riduzione dei costi, frazionale alla forte caduta dei ricavi;

  3. la caduta congiunturale della qualità del credito.

È quindi chiaro che non essendo al momento prevedibile una inversione di tendenza né sui volumi, né sui margini di interesse, è possibile ipotizzare che ulteriori ricavi potrebbero derivare da attività quali la gestione del risparmio, i prodotti assicurativi e previdenziali, il private banking, non legati quindi al margine di interesse. Diverse banche in difficoltà, però, sono state recentemente costrette a cedere tali attività allo scopo di soddisfare i nuovi requisiti di capitale. Pertanto, conclude la Fondazione, si rende necessario un “recupero della produttività, realizzata tramite un incisivo taglio dei costi operativi”, dove si intravedono ampi margini di miglioramento: dalla riduzione del personale alla razionalizzazione dei fornitori, dalla riduzione dei consumi alla digitalizzazione dei processi.

Il Sole24Ore ha condotto un’inchiesta che ha portato alla luce una situazione in divenire: il calo di redditività e, quindi, la necessaria razionalizzazione dei costi fissi ha messo in atto una strategia bancaria, che da un lato conduce a una selezione naturale delle risorse, evidentemente in esubero, dall’altra a consolidare e potenziare la rete degli operatori a retribuzione variabile, ovvero promotori finanziari, agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi.

Se nel primo caso è la contrazione stessa del mercato che, fino al 2020, centrifugherà, secondo l’inchiesta, circa 68.000 operatori, nel secondo l’istituto bancario profonde le proprie energie nel procacciamento e arruolamento di professionisti del credito, i quali, soli, acquisiranno e fidelizzeranno un significativo numero di clienti, sia nel settore retail che in quello delle small business, attraverso la proposta di prodotti di finanziamento e accessori, oggi già in paniere. In tale ottica gli Istituti Bancari prevedono di avvalersi anche della certificata professionalità della rete di mediatori creditizi. Anzi, a conti fatti, una tale strategia risponde anche all’esigenza di significativa deresponsabilizzazione nei confronti dei necessari adempimenti, cui oggi il mercato creditizio soggiace e deve soggiacere, così come disciplinato dal D.Lgs. 141/10.

Quanto così delineato viene avvalorato dall’impennata che le domande di iscrizione alla prova valutativa ha registrato nel 2013, pari al 19% rispetto a quelle del 2012.

Ancora una volta assistiamo a una evoluzione naturale di un sistema bancario che appare sempre più diversificato e sempre più divergente.

                                                                                                                                                                                                     La redazione di Assofinmed

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Assofinmed, una riflessione sul futuro del sistema bancario ultima modifica: 2013-10-28T14:11:46+00:00 da Redazione

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