
Il mercato delle aste immobiliari è stato interessato nel I semestre dell’anno da una contrazione significativa ma selettiva del mercato delle vendite giudiziarie, con un’evoluzione strutturale nei modelli di liquidazione. Il calo del progressivo del numero di aste, iniziato a rilevarsi dal secondo semestre del 2024 comunque inizia a decelerare.
È quanto emerge dall’osservatorio Cherry Brick di Berry, advisor specializzato nella valorizzazione degli asset immobiliari e crediti garantiti.
Questi dati, secondo l’osservatorio, possono essere interpretati come indicatori di un riequilibrio in corso:
- riduzione dei default gravi,
- maggiore efficacia delle soluzioni stragiudiziali,
- digitalizzazione delle vendite,
- ottimizzazione dei portafogli da parte di banche e servicer.
“Il dato più rilevante non è la diminuzione dei volumi, ma l’aumento della qualità media degli asset giudiziari. Significa che sempre più spesso arrivano in asta immobili più strutturati, con documentazione regolare e appeal commerciale. L’investitore oggi non è più alla ricerca di quantità, ma di operazioni selezionate e ad alto valore recuperabile”, dichiara Chai Botta, infrastructure lead di Berry.
Aste in calo del 16%. Valore medio +1%
Nel dettaglio, nel primo semestre 2025 sono state rilevate 58.223 aste giudiziarie, rispetto alle 69.237 del medesimo periodo del 2024 (-15,9%). Parallelamente, la somma totale delle basi d’asta è scesa da 11,73 miliardi (dato riferito a semestre 2024) a 9,94 miliardi di euro nel primo semestre 2025, pari a un decremento del -15,2%. Tuttavia, il valore medio per immobile posto in vendita è cresciuto dello 0,8%, da 169.463 a 170.795 euro.
In particolare, il comparto residenziale, che rappresenta circa il 50% del totale, registra un calo del 16,8% nei volumi e del 17,9% nei valori aggregati, mentre gli immobili commerciali, pur pesando meno, mostrano un’importante riduzione nel valore base totale: -21,7% a fronte di un calo del -15,2% nelle procedure.
I canali delle aste giudiziarie. Vendita asincrona telematica la più utilizzata
Per quanto riguarda i canali, la vendita asincrona telematica è la più utilizzata e ha avuto una contrazione limitata del -7,1% nei volumi, con una riduzione del -10,4% nei valori.
Le modalità più tradizionali (es. sincrona mista e presso il venditore) hanno segnato cali più consistenti:
- sincrona mista: -20,1% nel numero di aste,
- presso il venditore: -31,8%, con crolli anche nei valori di base (-19,3%).
Nel Lazio il maggior numero di aste
Per quanto riguarda le regioni, quelle più attive registrano riduzioni significative:
- Lazio: -33,8% nelle aste e -27,5% nei valori; la media per immobile cresce del +9,6%.
- Sicilia: -18,5% aste, -18% valori, ma lieve incremento del prezzo medio base d’asta (+0,5%).
- Lombardia: -14,1% aste e -22,3% valori, con media in discesa del -9,4%.
- Marche: il numero di aste cala solo del -4%, ma il valore medio crolla del -28,5%, segnalando un’offerta a minor valore.




















