Audizione Fiaip sulla riforma della professione del mediatore creditizio, Righi: “Troppi omissis nella riforma. Il decreto è incostituzionale e penalizza le agenzie immobiliari”

C’è una palese violazione degli articoli 76 e 77 della Costituzione. Questo decreto è in contrasto con la delega legislativa e costituzionalmente illegittimo, penalizza le agenzie immobiliari che non potranno più segnalare i mutui, e lede il principio di indipendenza delle società di mediazione dal mondo bancario previsto nella legge delega, e di terzietà dei mediatori”.

{jcomments on}Sono lapidarie le parole del presidente nazionale della Fiaip Paolo Righi, che ieri nel corso dell’audizione al Senato in Commissione Finanze ha sottolineato come emergono vari profili di criticità in relazione allo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva comunitaria 48/08 avente ad oggetto anche la modifica della disciplina legislativa in materia di mediazione creditizia.
Per Fiaip l’introduzione di un tetto minimo di capitale sociale è stato oggetto di ripetuta contestazione per l’ evidente contrasto con il principio di libero esercizio della concorrenza e della libertà d’impresa e, per la mancanza di un principio di delega nella Legge Comunitaria 2008 che introduce la forma societaria, ricomprendendo nell’attività della mediazione creditizia anche le società di persone e le società di capitali con capitale sociale inferiore a 120.000 euro.

“Sotto questo profilo pertanto – ribadisce Righi – lo schema di decreto appare chiaramente in contrasto rispetto alla delega legislativa. Fiaip ritiene che l’attività di mediatore creditizio possa essere esercitata anche mediante la costituzione di società o ditte di persone, come le ditte individuali e le Snc ”.

Il presidente della Fiaip puntualizza inoltre come “il capitale sociale minimo deve essere sostituito da un’assicurazione obbligatoria per tutti coloro che intendono esercitare l’attività”.

La stella polare dell’intera delega legislativa era costituita dall’innalzamento professionale per gli operatori del settore della mediazione creditizia, cosa che nelle prime bozze di decreto viene tralasciata. Molte le questione trattata da Fiaip in Commissione Finanze: dai requisiti di professionalità ed onorabilità dei mediatori, al regime delle incompatibilità, dall’indipendenza da banche, e intermediari finanziari all’obbligo di assicurazione e alla responsabilità oggettiva, oltre alle perplessità espresse sul regime transitorio.

Nel corso dell’audizione al Senato Fiaip ha ribadito infine come vi siano ancora molte criticità nel decreto: a oggi non si prevede per gli agenti immobiliari la possibilità di raccogliere le richieste di finanziamento in via accessoria e strumentale all’attività immobiliare. “Ciò sarà un boomerang per consumatori. Tutte le categorie e gli stessi istituti bancari – sottolinea Righi – hanno in più occasioni evidenziato la necessità di garantire la possibilità per gli agenti immobiliari di intermediare in via accessoria i prodotti di credito e i mutui immobiliari, al fine di mantenere la possibilità per gli agenti immobiliari di segnalare ai propri clienti il prodotto mutuo immobiliare, senza percepire nessuna provvigione. Eliminare questa possibilità produrrebbe un inutile e dannoso aggravio dei costi alla filiera immobiliare”.

Sottolineata inoltre la disponibilità da parte della Federazione alla partecipazione attiva all’Organismo preposto alla tenuta dell’elenco dei mediatori in cui saranno presenti i rappresentanti maggiormente rappresentativi delle categorie interessate, e i membri del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Senato: Audizione Fiaip sulla riforma della  professione del mediatore creditizio

Righi (Fiaip): “Troppi omissis nella riforma. Il decreto è  incostituzionale e penalizza le agenzie immobiliari e mediatori creditizi”

C’è una palese violazione  degli articoli 76 e 77 della Costituzione. Questo decreto  è in contrasto con la delega legislativa e costituzionalmente illegittimo, penalizza le agenzie immobiliari che non potranno più segnalare i mutui, e lede il principio di indipendenza delle società di mediazione dal mondo bancario previsto nella legge delega, e di terzietà dei mediatori”.

Sono lapidarie le parole del Presidente nazionale della Fiaip Paolo Righi, che ieri nel corso dell’audizione al Senato in Commissione Finanze  ha sottolineato come emergono vari  profili di criticità in relazione allo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva comunitaria 48/08 avente ad oggetto anche la modifica della disciplina legislativa in materia di mediazione creditizia.   Per Fiaip l’introduzione di un tetto minimo di capitale sociale è stato oggetto di ripetuta contestazione per l’ evidente contrasto con il principio di libero esercizio della concorrenza e della libertà d’impresa e, per la mancanza di un principio di delega nella Legge Comunitaria 2008 che introduce la forma societaria, ricomprendendo nell’attività della mediazione creditizia anche le società di persone e le società di capitali con capitale sociale inferiore a 120.000 euro. “ Sotto questo  profilo pertanto – ribadisce Righi – lo schema di decreto appare chiaramente in contrasto rispetto alla delega legislativa. Fiaip ritiene che l’attività di mediatore creditizio possa essere esercitata anche mediante la costituzione di società o ditte di persone, come le ditte individuali e le Snc ” Il presidente della Fiaip puntualizza inoltre come “il capitale sociale minimo deve essere sostituito da un’assicurazione obbligatoria per tutti coloro che intendono esercitare l’attività”. La stella polare dell’intera delega legislativa era costituita dall’innalzamento professionale per gli operatori del settore della mediazione creditizia, cosa che nelle prime bozze di decreto viene tralasciata. Molte le questione trattata da Fiaip in Commissione Finanze: dai requisiti di professionalità ed onorabilità dei mediatori, al regime delle incompatibilità, dall’ indipendenza da banche, ed intermediari finanziari all’obbligo di assicurazione e alla responsabilità oggettiva,  oltre alle perplessità espresse sul regime transitorio.  Nel corso dell’audizione al Senato Fiaip ha ribadito infine come vi siano ancora molte criticità nel decreto:  ad oggi non si prevede per gli agenti immobiliari la possibilità di raccogliere le richieste di finanziamento in via accessoria e strumentale all’attività immobiliare.  “Ciò sarà un boomerang per consumatori. Tutte le categorie e gli stessi istituti bancari – sottolinea Righi – hanno in più occasioni evidenziato la necessità  di garantire la possibilità per gli agenti immobiliari di intermediare in via accessoria i prodotti di credito e i mutui immobiliari, al fine di mantenere la possibilità per gli agenti immobiliari di segnalare ai propri clienti il prodotto mutuo immobiliare, senza percepire nessuna provvigione. Eliminare questa possibilità produrrebbe un inutile e dannoso aggravio dei costi alla filiera immobiliare”. Sottolineata inoltre la disponibilità  da parte della Federazione alla partecipazione attiva all’Organismo preposto alla tenuta dell’elenco dei mediatori in cui saranno presenti i rappresentanti maggiormente rappresentativi delle categorie interessate, e i membri del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Audizione Fiaip sulla riforma della professione del mediatore creditizio, Righi: “Troppi omissis nella riforma. Il decreto è incostituzionale e penalizza le agenzie immobiliari” ultima modifica: 2010-07-09T11:43:41+00:00 da Flavio Meloni

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