Australia: deboli segnali di recupero dall’immobiliare

Il mercato immobiliare australiano mostra deboli segnali di recupero. A maggio le vendite di nuove abitazioni hanno evidenziato un aumento pari allo 0,7%, dimostrando come i tagli ai tassi di interesse disposti dalla Reserve bank of Australia abbiano apportato risultati significativi aiutando ad interrompere, perlomeno, il trend negativo degli ultimi mesi. La Housing industry association, la principale associazione dei costruttori edili del Paese, ha comunque sottolineato che le vendite di case di seconda mano è arretrata nel mese del 2%, una performance negativa solo in parte compensata da quella degli appartamenti situati all’interno di condomini, le cui vendite sono salite del 21%.

A maggio la Rba ha abbassato i tassi di 50 punti base portandoli al 3,75%. Nel primo trimestre l’inflazione era scesa all’1,6% dal 3,1% del trimestre precedente. La decisione dell’istituto centrale ha già avuto qualche effetto, come dimostra il calo del dollaro australiano, e secondo la maggior parte degli addetti ai lavori il taglio dei tassi di prestito continuerà a fornire supporto a un mercato immobiliare che resta difficile.

Gli ultimi dati relativi alle approvazioni delle costruzioni rivelano un calo del 24% su base annua ad aprile e del 37% rispetto al picco post recessione. Anche i numeri sdelle nuove costruzioni residenziali sono negativi, con un meno 26% dal 2010 e un meno 13% dal 2011. Malgrado ciò, sottolineano gli esperti, la domanda di case è ancora in crescita e se la domanda dovesse continuare ad aumentare, ciò dovrebbe riflettersi positivamente sui prezzi, che attualmente si attestano a un meno 4,5% rispetto ai livelli dell’anno precedente.

Australia: deboli segnali di recupero dall’immobiliare ultima modifica: 2012-07-05T09:32:09+00:00 da Paolo Tosatti

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