Autoriciclaggio, l’intervento di Claudio Clemente (Banca d’Italia) in commissione Finanze al Senato

Banca Italia LogoNel 2014 sono state 74.000 le segnalazioni di operazioni sospette ai fini antiriciclaggio. Circa metà di queste segnalazioni, negli ultimi anni, è stato ritenuto dagli organi investigativi meritevole di interesse e di ulteriori approfondimenti in funzione dell’accertamento di reati. Partendo da questi dati, durante il suo intervento  in commissione Finanze del Senato per l’audizione sul disegno di legge sulla voluntary disclosure, Claudio Clemente, direttore dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia ha evidenziato come “la mancata punibilità penale dell’autoriciclaggio determina non solo un’asimmetria formale tra l’oggetto degli adempimenti di prevenzione e quello della repressione penale del riciclaggio, ma anche un disallineamento sostanziale tra l’azione preventiva e quella repressiva, che può inficiarne la necessaria complementarità”.

“La collaborazione volontaria non ha impatto, e non deve averlo, sui presidi di prevenzione previsti dal dlgs 231/2007 – ha aggiunto Clemente secondo quanto riferisce il sito di Assinews. “Non vanno infatti dimenticate le linee indicate dal Gruppo di azione finanziaria internazionale (Gafi) secondo le quali i programmi di regolarizzazione fiscale devono essere compatibili con l’effettiva applicazione di misure preventive antiriciclaggio. Non possono ammettere esenzioni, né totali né parziali, dall’osservanza dei presidi antiriciclaggio; devono assicurare la necessaria cooperazione fra tutte le autorità interessate e lo scambio di informazioni nei procedimenti investigativi e giudiziari”.

Per quanto riguarda l’introduzione del reato di autoriciclaggio, l’impianto introdotto alla Camera e ora all’esame del Senato supera il giudizio dell’Uif.

“Sul piano della proporzionalità della sanzione – ha continuato Clemente – la proposta di pene per l’autoriciclaggio inferiori a quelle per il riciclaggio appare in linea di principio adeguata, tenuto conto che la sanzione per l’autoriciclaggio si cumula con quella prevista per il delitto presupposto. Una soluzione del genere era prevista anche dalla proposta formulata dal Gruppo di studio sull’autoriciclaggio presso il ministero della Giustizia, coordinato da Francesco Greco e al quale ha partecipato anche la Uif”.

In ogni caso le critiche non mancano, soprattutto per quanto attiene il perimetro della condotta, che per l’Uif non è perfettamente sovrapponibile ai comportamenti penalmente perseguiti dai reati di riciclaggio e di impiego e per la “significativa asimmetria che si crea con il reato di riciclaggio dalla scelta del termine concreto sull’identificazione della provenienza delittuosa dei proventi”. Inoltre su alcuni aspetti la nuova fattispecie di reato risulta ridondante: “Nella definizione della condotta di autoriciclaggio, accanto all’attività economica e finanziaria sono indicate le attività imprenditoriali e speculative, le quali possono essere considerate ricomprese nell’accezione di attività economica”.

 

Autoriciclaggio, l’intervento di Claudio Clemente (Banca d’Italia) in commissione Finanze al Senato ultima modifica: 2014-11-27T11:39:33+00:00 da Redazione

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