Banca Carige, al 31 marzo risultato netto negativo per 45,3 milioni

Banca Carige LogoIl consiglio di amministrazione di Banca Carige ha approvato i risultati al 31 marzo 2015.

In un contesto macroeconomico ancora incerto, seppur in miglioramento, la gestione del primo trimestre dell’esercizio 2015, si legge in una nota, ha dato l’avvio alla seconda fase del turnaround del Gruppo, incentrata, oltre che sull’esecuzione delle operazioni straordinarie già deliberate, sul rilancio dell’attività commerciale.

Il trimestre, pur riflettendo l’intensa opera di mitigazione dei profili di rischio realizzata nel corso del 2014, che ha penalizzato in particolare il margine di interesse e il contributo dell’attività di trading, evidenzia i primi segnali di inversione di tendenza nei volumi intermediati dell’attività commerciale tradizionale e nelle principali voci di conto economico.

In particolare, gli impieghi a clientela (corporate e retail) sono tornati a crescere dello 0,4% a 22,1 miliardi (-4,7% la variazione annua su dato riesposto), grazie al positivo apporto delle aree fuori Liguria; dal punto di vista settoriale, la crescita degli impieghi nel segmento corporate si è concentrata sulle aziende manifatturiere a discapito del settore edilizio. Ad oggi sono stati inoltre deliberati (o sono in corso di delibera) oltre 600 milioni di nuovi finanziamenti.

La raccolta complessiva da clientela mostra una sostanziale tenuta su base trimestrale (-0,4% a 39,9 miliardi) e il riposizionamento sui comparti a maggior valore dei fondi comuni (+8,0%) e dei prodotti bancario-assicurativi (+4,1%), incentivati dallo sviluppo commerciale e dalla ripresa dei mercati finanziari.

La componente core dei conti correnti e dei depositi a risparmio (14,4 miliardi) conferma la sua stabilità attestandosi sostanzialmente sugli stessi valori di fine 2014, mentre la raccolta obbligazionaria risente di minori emissioni effettuate nel periodo, nel corso del quale si sono privilegiate altre forme tecniche di raccolta indiretta a maggior valore; quest’ultima, pari a 21,5 miliardi, ha registrato infatti una crescita del 2,8% su base trimestrale, riflettendo il positivo andamento del risparmio gestito (+6,1%), sia nella componente fondi comuni (+8,0%), sia nella componente prodotti assicurativi (+4,1%).

Anche sul fronte economico si rilevano significativi segnali di inversione di tendenza, innanzitutto del margine di interesse che si attesta a 77,3 milioni (+6,5% sul quarto trimestre 2014), in linea con le previsioni di Piano e guidato dal calo del costo della raccolta.

Il costo del rischio, pari a 35 bps nel trimestre – 77,2 milioni le rettifiche su crediti per cassa – risulta in progressiva normalizzazione e in linea con le previsioni di Piano. I coverage delle sofferenze (58,6% e 61,3% includendo i write off) e dei crediti in bonis (1,2% al netto dei pronti contro termine con controparti istituzionali) rimangono stabili sui più elevati livelli delle principali banche regionali italiane.

La rischiosità del credito risulta, inoltre, attenuata a seguito della messa in sicurezza di parte del portafoglio crediti deteriorati – per un ammontare complessivo di oltre 500 milioni – mediante la definizione di accordi di ristrutturazione di posizioni presenti tra le inadempienze probabili. Significativo anche il contenimento dei costi operativi (-6,7% annuo a 136,9 milioni) guidato dalla strutturale riduzione delle spese per il personale (-7,0% a 84,9 milioni) conseguente alla definizione degli esodi incentivati (158 le relative uscite negli ultimi sei mesi) e dalle altre misure di revisione della struttura retributiva, definite con l’accordo sindacale del 30 settembre 2014.

Le commissioni nette risultano sostanzialmente stabili rispetto al primo trimestre 2014 (-0,8% a 59,5 milioni): cresce la componente legata al risparmio gestito mentre diminuiscono i recuperi spese sui conti correnti e le commissioni per servizi di pagamento (-8,4% a 28,7 milioni). La voce commissioni non include, peraltro, quelle derivanti dalla distribuzione dei prodotti bancario assicurativi delle Compagnie controllate (+14,4% a 5,8 milioni), oggetto di elisione nel processo di consolidamento, che viceversa emergeranno ad esito della cessione dello stesso Gruppo.

L’apporto della gestione finanziaria risente delle politiche di derisking attuate e si attesta a 4,7 milioni, inferiore rispetto ai trimestri precedenti che incorporavano gli effetti positivi derivanti dallo smobilizzo del portafoglio titoli disponibili per la vendita (pari a 2,8 miliardi al 31 marzo 2015; -54,4% rispetto ai dati riesposti del dicembre 2013).

Il risultato netto di pertinenza della Capogruppo è negativo per 45,3 milioni (+17,0 milioni al 31 marzo 2014) e sconta la valutazione ex IFRS 5 del Gruppo Assicurativo in via di dismissione, negativa per complessivi 18,5 milioni (di cui 12,0 milioni attengono alla variazione del trimestre della riserva da valutazione su attività finanziarie disponibili per la vendita); al netto di tale posta il risultato è pari a -26,8 milioni.

Tale riserva, positiva per 80,5 milioni a fine marzo, nel momento in cui sarà perfezionato il closing delle Compagnie assicurative confluirà nel conto economico con un impatto pari al valore aggiornato della stessa alla data di riferimento della cessione. Il profilo di liquidità si mantiene adeguato con 2 miliardi di attività libere a fine trimestre (2,4 miliardi ad oggi); i ratio NSFR e LCR sono stimati rispettivamente pari al 105% e al 106%, includendo gli effetti del closing delle Compagnie assicurative. Il ratio LCR è significativamente superiore al limiti regolamentari e sono entrambi destinati a migliorare ulteriormente a seguito
dell’aumento di capitale e delle altre operazioni straordinarie in via di esecuzione.

Il CET1 ratio p.f. al 31/3/2015 si attesta all’8,4%, includendo gli effetti dell’imminente cessione delle Compagnie Assicurative; considerando gli effetti del prossimo aumento di capitale in via di esecuzione, il CET1 ratio salirà al 12,3%, significativamente al di sopra dei limiti regolamentari e del CET1 ratio dell’11,5% che la BCE ha richiesto venga raggiunto entro la fine del prossimo mese di luglio.

Nei primi mesi dell’anno è continuata la razionalizzazione della rete con la chiusura di ulteriori 15 filiali (36 le filiali chiuse nel 2014), in linea con il target 2015 previsto dal Piano Industriale 2015- 2019 approvato lo scorso 19 marzo 2015. Sono state, inoltre, avviate le prime iniziative di messa a terra del Piano in termini, sia di efficientamento di costi e processi, sia di efficacia commerciale tramite l’implementazione del nuovo modello distributivo (Hub&Spoke). Eseguito l’aumento di capitale dedicato al riacquisto delle partecipazioni di minoranza. È stato eseguito l’aumento di capitale sociale a pagamento, con esclusione del diritto di opzione, deliberato dall’Assemblea straordinaria del 23 aprile 2015, per un controvalore complessivo di Euro 15.822.885,75.

Sono state quindi emesse numero 226.364.603 nuove azioni ordinarie di Banca Carige aventi godimento regolare e le medesime caratteristiche di quelle in circolazione alla data di emissione, liberate:

(i) per numero 136.744.506 azioni ordinarie, mediante conferimento in data 7 maggio 2015, da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, della partecipazione dalla stessa detenuta nella Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A., pari a numero 10.230 azioni ordinarie corrispondenti al 10% del capitale sociale;

(ii) per numero 89.620.097 azioni ordinarie, mediante conferimento in data 8 maggio 2015, da parte della Fondazione Agostino de Mari Cassa di Risparmio di Savona, della partecipazione dalla stessa detenuta nella Cassa di Risparmio di Savona S.p.A., pari a numero 8.760.929 azioni ordinarie corrispondenti al 4,1% del capitale sociale. Nella seduta odierna il Consiglio di Amministrazione ha effettuato le verifiche di cui agli artt. 2343 quater, primo comma, e 2440, quinto comma, del Codice Civile, potendosi così procedere all’iscrizione nel registro delle imprese del nuovo capitale sociale di Banca Carige, dopo tali conferimenti, pari a Euro 2.580.818.989,13, diviso in n. 10.396.471.978 azioni prive dell’indicazione del valore nominale, di cui n. 10.393.917.760 azioni ordinarie e n. 2.554.218 azioni
di risparmio convertibili.

Banca Carige, ad esito di detto aumento di capitale, detiene l’intero capitale sociale della Cassa di Risparmio di Savona S.p.A. e della Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A. Raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio In esecuzione della deliberazione assunta dall’Assemblea straordinaria del 23 aprile 2015, avente ad oggetto il raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio Banca Carige nel rapporto di n. 1 nuova azione ordinaria ogni n. 100 azioni ordinarie esistenti e di n. 1 nuova azione di risparmio ogni n. 100 azioni di risparmio esistenti, il 18 maggio 2015 si procederà al raggruppamento:

– delle n. 10.393.917.760 azioni ordinarie esistenti, prive dell’indicazione del valore nominale, godimento regolare (ISIN IT0003211601), cedola n. 19, in n. 103.939.177 nuove azioni ordinarie, prive dell’indicazione del valore nominale, godimento regolare (ISIN IT0005108763), cedola n. 1, previo annullamento di n. 60 azioni ordinarie detenute da Banca Carige;

– delle n. 2.554.218 azioni di risparmio esistenti, prive dell’indicazione del valore nominale, godimento regolare (ISIN IT0003308878 per le azioni di risparmio al portatore e ISIN IT0003308902 per le azioni di risparmio nominative), cedola n. 18, in n. 25.542 nuove azioni di risparmio, prive dell’indicazione del valore nominale, godimento regolare (ISIN IT0005108771 per le azioni di risparmio al portatore e ISIN IT0005108540 per le azioni di risparmio nominative), cedola n. 1, previo annullamento di n. 18 azioni di risparmio sulla base della rinuncia manifestata da Equita SIM S.p.A., intermediario incaricato da Banca Carige ad
effettuare un servizio di quadratura.

Ad esito del raggruppamento il capitale sociale pari a Euro 2.580.818.989,13 rimarrà invariato e sarà diviso in n. 103.964.719 azioni prive dell’indicazione del valore nominale, di cui n. 103.939.177 azioni ordinarie e n. 25.542 azioni di risparmio convertibili. Il raggruppamento avverrà, presso Monte Titoli S.p.A. ed a cura degli intermediari depositari, mediante emissione delle nuove azioni raggruppate in sostituzione delle azioni esistenti.

Al fine di facilitare le operazioni di raggruppamento e di monetizzare le frazioni che dovessero emergere dalle stesse, Banca Carige ha conferito incarico a Equita SIM S.p.A. affinché, dal 18 maggio 2015 e fino al 22 maggio 2015 dietro richiesta dell’intermediario, si renda controparte per l’acquisto o la vendita delle frazioni delle nuove azioni raggruppate mancanti o eccedenti l’entità minima necessaria per consentire agli azionisti di detenere un numero intero di azioni. Tramite Monte Titoli S.p.A., saranno date istruzioni agli intermediari depositari, affinché sia garantito ai titolari di un numero di azioni ordinarie o di risparmio esistenti inferiore a n. 100, che ne facciano richiesta, di ricevere n. 1 nuova azione, rispettivamente ordinaria o di risparmio, contro pagamento del relativo controvalore.

Tali frazioni saranno liquidate, senza aggravio di spese, bolli o commissioni, in base ai prezzi ufficiali delle azioni ordinarie e di risparmio Banca Carige, rilevati sul Mercato Telematico Azionario il 15 maggio 2015; prezzi che saranno comunicati a Monte Titoli S.p.A. e agli intermediari depositari il 18 maggio 2015. Per quanto riguarda i possessori di azioni ordinarie non dematerializzate, si segnala che le operazioni di raggruppamento potranno essere effettuate esclusivamente previa consegna fisica dei certificati azionari ad un intermediario autorizzato per la loro immissione nel sistema di gestione accentrata presso Monte Titoli S.p.A. in regime di dematerializzazione. Pertanto, a tal fine, i possessori di azioni ordinarie non dematerializzate sono invitati a presentare quanto prima i certificati azionari presso un intermediario autorizzato.

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Banca Carige, al 31 marzo risultato netto negativo per 45,3 milioni ultima modifica: 2015-05-13T10:28:42+00:00 da Redazione

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