Banca Carige, perdita di 206 milioni nel I semestre

Banca Carige LogoIl consiglio di amministrazione di Banca Carige ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2016. L’attività del Gruppo nel periodo si è focalizzata sulla predisposizione del Piano Strategico 2016-2020, presentato al mercato lo scorso 29 giugno, e sul riesame del portafoglio crediti al fine di rafforzarne il presidio. Nel contempo il gruppo ha operato al fine di ripristinare una dinamica positiva sul fronte della raccolta da clientela e dei ricavi, con risultati incoraggianti.

I risultati di conto economico del Gruppo Carige
Il conto economico del primo semestre 2016 chiude con un risultato netto negativo per 206,1 milioni (-41,0 milioni il risultato del primo trimestre 2016), scontando rettifiche di valore nette su crediti per 344,5 milioni su posizioni creditizie già in essere a fine 2015, a fronte di un risultato positivo di 16,4 milioni di giugno 2015, che includeva una componente positiva non ricorrente per 68,1 milioni connessa alla cessione delle Compagnie Assicurative. Nel dettaglio, il margine di interesse (161,7 milioni), in un contesto di tassi in continua discesa, mostra una flessione del 5,3% per effetto della compressione dei tassi attivi solo in parte compensati dalla diminuzione del costo della raccolta. Le commissioni nette (125,6 milioni), pur attestandosi su valori inferiori rispetto al primo semestre 2015 (-3,5%), evidenziano un’inversione di trend rispetto al primo trimestre 2016 grazie soprattutto alle commissioni di gestione, in particolare nella componente risparmio gestito (+3,8 milioni) e nelle commissioni da attività commerciale (+1,2 milioni). La finanza contribuisce con un utile di 44,7 milioni (+96,7% rispetto al primo semestre 2015), riconducibile principalmente all’attività di negoziazione titoli; il dato include componenti non ricorrenti per 6,6 milioni (cessione partecipazioni detenute in CartaSì e Visa Europe). Il margine di intermediazione del primo semestre presenta, quindi, dati positivi, attestandosi a 332,0 milioni, in crescita rispetto al precedente esercizio di 8,4 milioni (+2,6%). Le rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti per cassa a clientela del primo semestre 2016 sono pari a 344,5 milioni (133,4 milioni nello stesso periodo dell’esercizio precedente) per effetto di significative rettifiche di valore, anche a seguito di una ampia verifica condotta da BCE su posizioni in essere a fine 2015, che hanno comportato l’aumento del coverage del credito deteriorato dal 42,4% di dicembre 2015 al 45,6%, sui più alti livelli del Sistema bancario italiano. Il costo del rischio di credito calcolato su basi annualizzate è pari a 344 bps (119 nel primo semestre 2015). Quale riflesso delle azioni di contenimento messe in atto, i costi operativi (269,1 milioni) calano del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, pur scontando la contabilizzazione di fattori non ricorrenti quali: 9,2 milioni di contributi annuali al Fondo Nazionale di Risoluzione, 20,8 milioni relativi ai canoni per imposte anticipate (DTA) e 22,3 milioni di risparmi sulle spese del personale, al netto dei quali la diminuzione sarebbe del 7,3%, con un cost/income che scende all’80,4% dall’87,2% dal primo semestre 2015. Le spese per il personale (143,2 milioni) calano del 5,3% rispetto al primo semestre 2015; la riduzione è del 18,1% includendo i citati benefici non ricorrenti (pari a 22,3 milioni) collegati alla definizione degli accordi sul Fondo Integrativo Pensionistico aziendale. Le altre spese amministrative ammontano a 144,8 milioni, in riduzione annua del 12,2% rispetto a dati omogenei; risultano in crescita del 10,7% rispetto al 1° semestre 2015 includendo 20,8 milioni relativi ai canoni per imposte anticipate (DTA) ex art. 11 del D.L. 59/2016 e 9,2 milioni relativi al Fondo di Risoluzione Nazionale. Il risultato lordo si attesta a -294,4 milioni (-80,1 milioni al 30 giugno 2015); al netto di recuperi di imposte sul reddito per 86,0 milioni e del risultato di pertinenza di terzi (-2,4 milioni), il risultato netto di periodo di pertinenza della Capogruppo è negativo per 206,1 milioni (+16,4 milioni a giugno 2015 che incorporava la citata componente positiva non ricorrente di 68,1 milioni connessa alla cessione delle Compagnie Assicurative)

Gli aggregati patrimoniali del Gruppo Carige
L’intermediazione registra una contrazione delle Attività Finanziarie Intermediate (AFI) rispetto a fine anno per 2,3 miliardi (a 42,9 miliardi), interamente ascrivibile alle dinamiche, anche di natura sistemica, registrate nel primo trimestre dell’anno. La raccolta diretta da clientela si attesta a 21,8 miliardi (-1,7 miliardi nei primi sei mesi dell’anno); tuttavia, nel corso del secondo trimestre 2016, il trend di deflusso si è invertito sia nella componente retail sia in quella institutional, facendo registrare all’aggregato una crescita dell’1,6% rispetto al 31 marzo 2016 (+0,5% la componente da clientela privati e imprese, pari a 16,5 miliardi). La raccolta indiretta è pari a 21,2 miliardi (-3,1% su dicembre 2015 e -1,7% su marzo 2016) e mostra una contrazione sia nel risparmio amministrato (-0,3 miliardi a 10,5 miliardi), sia nel risparmio gestito (-0,4 miliardi a 10,7 miliardi), principalmente per i fondi comuni (-0,6 miliardi a 4,8 miliardi); nel corso del secondo trimestre 2016 tale dinamica si è concentrata sul risparmio amministrato, mentre risulta stabile la componente gestita. I prodotti bancassurance proseguono il trend positivo risultando in crescita del 4,0% a 5,3 miliardi (+0,2 miliardi) rispetto a dicembre 2015. E’ proseguita nel semestre la diminuzione degli impieghi (-4,6%), soprattutto nella componente meno remunerativa con clientela institutional a breve. Gli impieghi a privati e imprese registrano una contrazione di 0,5 miliardi: il credito a privati diminuisce del 4,0% principalmente per le ordinarie scadenze dei mutui, mentre i conti correnti restano sostanzialmente stabili; in calo la componente a breve dei c/c nel comparto imprese. Nonostante la contrazione dello stock, l’andamento delle nuove erogazioni di mutui è positivo, sia a privati (+214 milioni, di cui 123 milioni nel secondo trimestre) sia a imprese (+402 milioni, distribuite in maniera sostanzialmente omogenea nei primi due trimestri dell’anno). Il portafoglio titoli governativi si attesta a 2,7 miliardi e mantiene un basso profilo di rischio in termini di dimensione (103,5% dei fondi propri contro una media di Sistema del 175,5%) e duration (2,7 anni). Gli indicatori di solidità patrimoniale si mantengono tra i più elevati del Sistema, beneficiando, tra l’altro, della riduzione delle attività ponderate per il rischio: il CET1 Ratio Phased-in, pur recependo gli effetti del rafforzamento del coverage del credito deteriorato, rimane invariato su dicembre 2015, al 12,2%2 ; Leverage Ratio Basilea 3 al 7,8%2 . Il profilo di liquidità risulta adeguato: il Liquidity Coverage Ratio (LCR) si colloca al 114% – ampiamente superiore al requisito SREP richiesto da BCE del 90% – con la cassa e le attività libere stanziabili che ammontano a 2,0 miliardi (dopo il rimborso di due titoli subordinati Lower Tier 2 avvenuto in giugno per complessivi 423 milioni nominali). Il portafoglio crediti deteriorati si attesta a 7,0 miliardi lordi con il coverage in aumento di 3,2 p.p. sul dato di dicembre 2015, al 45,6%, al di sopra della media di Sistema. Il portafoglio sofferenze si attesta a 3,7 miliardi lordi (1,4 miliardi netti) e registra un coverage stabile al 60,7% (60,4% a dicembre 2015); le inadempienze probabili ammontano a 3,1 miliardi lordi (2,2 miliardi netti) con un coverage che sale al 30,1% (24,2% a dicembre 2015).

Nel corso del mese di luglio il Gruppo ha dato avvio all’esecuzione del Piano Strategico 2016-2020 presentato al mercato lo scorso 29 giugno. In particolare si è dato inizio alla strutturazione dell’operazione di cessione di una tranche del portafoglio sofferenze, si sono avviate le attività propedeutiche all’outsourcing parziale della funzione ICT, si è dato corso alle trattative sindacali, sono proseguite le attività di razionalizzazione dei costi operativi. Inoltre, nell’ambito delle iniziative previste dal Piano Strategico, in data odierna i Consigli di Amministrazione di Banca Carige e della controllata Banca Carige Italia hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione della predetta Società controllata in Banca Carige. L’operazione, che potrà essere definitivamente deliberata una volta conclusa la prevista procedura autorizzativa nei confronti dell’Autorità di Vigilanza, avverrà nelle forme semplificate previste dalla vigente normativa per le società interamente controllate e non darà luogo ad alcun concambio. Si prevede che la stessa fusione possa essere perfezionata entro il 31 dicembre 2016, fatte salve le necessarie autorizzazioni. La fusione si inserisce – quale operazione straordinaria finalizzata ad ottenere un significativo ed indifferibile incremento di efficienza mediante la semplificazione della struttura organizzativa del Gruppo – nell’ambito delle iniziative previste dal Piano Strategico.

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Banca Carige, perdita di 206 milioni nel I semestre ultima modifica: 2016-08-07T18:36:55+00:00 da Redazione

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