Banca Carige, risultato negativo per 328,8 milioni nei primi nove mesi dell’anno

Banca Carige LogoIl consiglio di amministrazione di Banca Carige ha approvato il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2014, illustrato dall’ad Piero Luigi Montani.

Nei primi nove mesi dell’esercizio, spiega una nota, la gestione del Gruppo è stata indirizzata alle realizzazione delle misure di messa in sicurezza ed efficientamento individuate dal Piano Strategico come prioritarie per consentire la focalizzazione su un rinnovato impulso commerciale, nella prospettiva del ritorno ad una gestione in condizioni di redditività. Gli interventi di rafforzamento già conclusi nell’esercizio consentono di affermare l’adeguatezza patrimoniale del Gruppo, come anche evidenziato dall’esito dell’Asset Quality Review: il CET1 ratio al 30/9/2014 è pari al 9,4%, superiore al minimo regolamentare (7,0%). Parallelamente al rafforzamento patrimoniale, è proseguita l’intensa opera di mitigazione dei profili di rischio finanziario e creditizio iniziata nell’ultimo trimestre dello scorso esercizio, tramite: contabilizzate rettifiche di valore su crediti verso clientela per 319,9 milioni (386,1 milioni nei primi nove mesi del 2013), corrispondenti ad un costo del rischio annualizzato di 182 bps (417 bps riportati nel 2013); oltre alla dinamica dei primi nove mesi dell’anno, le rettifiche includono in larga parte i maggiori accantonamenti individuati in sede di credit file review sui portafogli interessati dall’AQR; – la politica di prudente valutazione del portafoglio crediti si è tradotta in un incremento dei livelli di coverage ratio, sui più elevati livelli del Sistema delle banche regionali: 37,9% sul totale deteriorato (36,0% a dicembre 2013) e 57,5% sulle sofferenze (56,3% a dicembre 2013); considerando anche i write-off, il coverage ratio dei crediti deteriorati sale al 40,1%, quello delle sofferenze al 60,6%; – la contestuale riduzione delle attività ponderate per il rischio (RWA) da 23,1 a 21,8 miliardi. – la graduale riduzione del portafoglio titoli bancario (da 7,2 miliardi al 30/9/2013 a 2,8 miliardi al 30/9/2014 al netto della quota detenuta in Banca d’Italia) e della sua vita media residua, drasticamente calata (da 6 a circa 2 anni nello stesso periodo); – integrale restituzione in via anticipata del prestito LTRO (di iniziali 7 miliardi); La supplementare dotazione di capitale di 813,4 milioni richiesta a seguito dell’esercizio di Comprehensive Assessment nello Stress Test con scenario avverso condotto dalla Banca Centrale Europea (BCE) determinerà un ulteriore miglioramento del CET1 ratio. L’accordo di cessione delle Compagnie Assicurative raggiunto con Apollo Management Holdings L.P. ad un prezzo di 310 milioni costituisce la prima misura idonea a fronteggiare lo shortfall di capitale rilevato dalla BCE in esito all’esercizio di Comprehensive Assessment.

È progredita inoltre la seconda fase del Piano, relativa all'”efficientamento della macchina operativa”, sulle seguenti principali linee di intervento: – razionalizzazione della rete delle filiali, completata al 50% circa nei termini previsti dal Piano, con la chiusura di 35 sportelli; – chiusura della trattativa sindacale per la definizione dei circa 600 esodi incentivati previsti dal Piano e l’integrale revisione della struttura retributiva; – definizione della nuova struttura oganizzativa della Direzione Centrale e completamento del management team con l’inserimento delle figure professionali del General Counsel e del Chief Commercial Officer.

Quest’ultimo ruolo è particolarmente significativo per l’attuazione della terza fase del Piano, che intende fornire “nuovo impulso commerciale” al Gruppo: verterà sull’attivazione di un nuovo approccio con la messa a terra del modello “hub & spoke” per il presidio del territorio e la trasformazione digitale.

Nei primi nove mesi dell’anno la gestione del Gruppo risente del contesto e degli interventi attuativi del Piano Le incertezze legate al contesto macroeconomico e l’intensità degli interventi realizzati in attuazione del Piano si sono riflesse sulla gestione del Gruppo dei primi nove mesi dell’anno, anche mediante la contabilizzazione di effetti non ricorrenti, che hanno determinato la chiusura del periodo con un risultato negativo pari a 328,8 milioni; al netto di tali voci one-off, i nove mesi avrebbero chiuso con un risultato negativo pari a 50 milioni 3 dopo aver recepito in larga misura gli aggiustamenti emersi dall’AQR riferibili al credit file review. Il risparmio complessivamente raccolto (AFI), pari a 49,8 miliardi, nei nove mesi aumenta del 4,1% (+2,4% annuo): nell’ambito della raccolta diretta (26,6 miliardi; +6,0% nei nove mesi, +2,8% annuo), la componente “core” (conti correnti e depositi), nonostante il contesto sfavorevole, cresce del 6,7% (a 15,1 miliardi; +9,2% nell’anno). La riapertura dei programmi di emissioni obbligazionarie destinate alla clientela ha permesso di collocare ad oggi circa 340 milioni. La raccolta indiretta (23,3 miliardi) cresce dell’1,9% nei nove mesi (+2,0% nell’anno) grazie alla positiva performance del risparmio gestito (11,3 miliardi, +7,7% nei nove mesi e +7,9% annuo). Prosegue la forte spinta sul collocamento di prodotti da parte della rete: la raccolta netta dei fondi comuni nei nove mesi è pari a 606,0 milioni e i prodotti bancario-assicurativi ammontano a 537,5 milioni (454,3 milioni i volumi collocati nei primi nove mesi del 2013, +18,3%), entrambi sostenuti dalla dinamica dei mercati finanziari.

Le incertezze del contesto macroeconomico e una sempre più mirata politica creditizia si sono invece riflesse nel rallentamento degli impieghi4 (25,9 miliardi; -6,1% nei nove mesi e -5,8% annuo). Escludendo la componente istituzionale, costituita essenzialmente da pronti contro termine e buoni fruttiferi postali, l’aggregato registra un calo del 4,1% nei nove mesi (-5,5% annuo); al suo interno i crediti verso le imprese registrano una flessione più marcata (-7,1% nei nove mesi e -11,3% nell’anno) rispetto ai crediti ai privati (-3,5% nei nove mesi e -5,0% nell’anno). I crediti deteriorati crescono nell’anno dell’8,5% a 6,2 miliardi. La flessione dei volumi intermediati e la sostanziale stabilità degli spread medi, che permangono ai minimi storici, si sono riflesse sull’andamento del margine d’interesse dei nove mesi (314 milioni; – 10,6% rispetto ai nove mesi del 2013); la minore redditività è riconducibile principalmente alla ricomposizione del portafoglio titoli effettuata per migliorare il profilo di liquidità e di rischio (-40 milioni) e alla politica di riqualificazione del portafoglio crediti (-21 milioni circa dovuti all’incremento delle sofferenze di circa 670 milioni del 2013), proseguita nel 2014. Lo spread commerciale puntuale mostra un lieve ampliamento da inizio anno consolidandosi sui livelli del trimestre precedente. Le commissioni nette (188,8 milioni) nel confronto annuo (-7,6%; -15,5 milioni) risentono in parte della debolezza dei volumi intermediati (-6,4 milioni le commissioni da finanziamenti concessi) e in parte dei minori introiti in relazione alla cessione della Società di Gestione del Risparmio perfezionata in data 30 dicembre 2013. La dinamica dell’aggregato nel terzo trimestre (62,2 milioni) si mantiene sostanzialmente in linea con i primi due trimestri dell’anno. Nei nove mesi il risultato della finanza è pari a 106,9 milioni e riflette il contributo derivante dallo smobilizzo di parte del portafoglio titoli AFS, proseguito nel terzo trimestre, coerentemente con l’obiettivo di mitigazione del profilo di rischio finanziario. I costi operativi (496,8 milioni) al netto delle componenti non ricorrenti, che nei nove mesi dell’anno derivano prevalentemente dagli interventi in attuazione del Piano, registrano un incremento contenuto (+1,8%; da 421,5 milioni a 429,2 milioni).

Le spese di personale aumentano nell’anno per effetto degli oneri relativi agli esodi incentivati e della revisione della struttura retributiva (56,7 milioni), che a regime apporteranno un beneficio atteso di circa 50 milioni lordi annui. Infine, il conto economico ha registrato rettifiche di valore su crediti verso clientela per 319,9 milioni (386,1 milioni nei primi nove mesi del 2013), corrispondenti ad un costo del rischio annualizzato di 182 bps (417 bps riportati nel 2013). Le rettifiche, oltre alla dinamica dei primi nove mesi dell’anno, includono in larga parte (192,1 milioni al lordo delle riprese di valore) i maggiori accantonamenti individuati in sede di credit file review (215,6 milioni) sui portafogli interessati dall’AQR. Il risultato del comparto assicurativo, in via di dismissione, risente della valutazione ai sensi dell’IFRS 5 al minore tra il valore di bilancio e il fair value, dedotti i costi di vendita, che ha comportato un effetto negativo pari a 208,4 milioni, parzialmente mitigato dagli utili conseguiti nel periodo dalle compagnie pari a complessivi 45,2 milioni. Nel corso del terzo trimestre è stato integralmente rimborsato in via anticipata l’LTRO residuo (5 miliardi sui 7 iniziali). Il funding gap è sceso a 0,8 miliardi netti (1,8 miliardi a dicembre 2013) e le riserve liquide ammontano a 3,7 miliardi. Il Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2014 del Gruppo Banca CARIGE sarà reso disponibile nei termini e con le modalità previste dalla legge e, in particolare presso la sede sociale della Banca e sul sito internet www.gruppocarige.it/investor relations/bilanci.

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Banca Carige, risultato negativo per 328,8 milioni nei primi nove mesi dell’anno ultima modifica: 2014-11-12T11:34:04+00:00 da Redazione

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