Banca del Mezzogiorno, la rete degli agenti è in difficoltà

Banca del Mezzogiorno LogoSono passati più di otto mesi da quando, rispondendo a un question time della Camera, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha dichiarato ufficialmente che erano in corso contatti per il trasferimento della proprietà della Banca del Mezzogiorno da Poste a Invitalia, agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti che agisce su mandato del governo. Nel frattempo, a metà aprile, la governance dell’Istituto voluto dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti è stata rinnovata: Luigi Calabria, già direttore finanziario di Finmeccanica e di Poste Italiane, ha preso il posto dell’ex banchiere di Barclays Pietro D’Anzi come amministratore delegato, mentre Massimiliano Cesare è stato nominato presidente in sostituzione di Massimo Sarmi, predecessore di Francesco Caio alla guida di Poste Italiane s.p.a.. Eppure né il tempo trascorso né la girandola dei vertici hanno aiutato minimamente a districare il nodo della sorte che sarà riservata all’istituto di viale America.

In questo limbo, la mancanza di certezza sul futuro è una spada di Damocle che oscilla sopra la testa di ognuno dei quasi 300 dipendenti della Banca del Mezzogiorno. Ancora più precaria, però, sembra essere la situazione dei 150 agenti che compongono la rete commerciale dell’istituto. “Ci chiediamo che fine faremo”. A confidarsi con SimplyBiz è un agente della banca che preferisce mantenere l’anonimato. Stando a quanto riferisce la nostra fonte, sembrerebbe che da più di due mesi l’attività di erogazione dei prestiti sia quasi completamente ferma. E visto che gli agenti e i promotori non hanno uno stipendio fisso ma lavorano a provvigione, è lecito chiedersi come questi possano “pagare le bollette”, considerato che la loro unica fonte di reddito risulterebbe pesantemente compromessa.

Il nuovo vertice dell’istituto avrebbe infatti modificato, sempre stando alla nostra fonte, le deleghe sui crediti, alzando le soglie e diminuendo le autonomie, fino ad annullarle in alcuni casi. In precedenza, ad esempio, le strutture operative potevano autorizzare finanziamenti alle imprese per un valore superiore a un milione di euro e mutui fino a 300.000 euro, mentre oggi sembrerebbe che queste soglie siano state portate rispettivamente a 250.000 e 25.000 euro. “Si tratta di cifre irrisorie, che rendono estremamente complicato, se non impossibile, lavorare e sopra le quali le erogazioni devono essere autorizzate prima dal comitato crediti e poi il consiglio di amministrazione”, continua la fonte interna.

Se le testimonianze da noi raccolte risultassero rispondenti al vero, l’attività creditizia della banca sarebbe di molto rallentata. Nel 2014 la Banca del Mezzogiorno ha raggiunto un utile di 37,6 milioni, pari al 20 per cento del totale degli utili di Poste e quasi doppio rispetto a quello previsto dal piano industriale, con erogazioni che hanno toccato il valore di 1,3 miliardi. “Adesso però andiamo a rilento”, ci rivela la fonte. “In due mesi il comitato crediti si è riunito solo tre volte e ha dovuto deliberare su centinaia di pratiche in arretrato relative al segmento retail. In molti casi i nostri clienti hanno presentato reclami per i ritardi accumulati e alcuni hanno preferito rinunciare definitivamente alla richiesta di finanziamento”.

Ancora peggiore è la situazione relativa al segmento imprese: “Nei tre comitati crediti che si sono tenuti negli ultimi mesi, su una trentina di operazioni discusse la stragrande maggioranza è stata declinata. Tutto ciò nonostante siano state presentate centinaia di richieste e vi siano pratiche in sospeso per centinaia di milioni”.

Stando ai numeri resi noti dall’istituto, al 31 marzo è stato comunque realizzato un utile netto di 12,5 milioni di euro, superiore ai 9,1 milioni di euro dell’analogo periodo del 2014.

SimplyBiz ha provato a contattare la banca per chiedere conferma dei dati raccolti, senza però ottenere risposta. Rimaniamo comunque disponibili a ospitare qualsiasi commento o precisazione da parte da Banca del Mezzogiorno o di Poste Italiane, qualora queste dichiarazioni non corrispondessero al vero.

Banca del Mezzogiorno, la rete degli agenti è in difficoltà ultima modifica: 2015-06-26T17:42:20+00:00 da Paolo Tosatti

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