La banca deve rispondere degli illeciti compiuti dai suoi promotori finanziari: nuova vittoria di Konsumer

konsumer, logoLa giurisprudenza continua a riconoscere la responsabilità di banche e istituti finanziari circa gli illeciti compiuti dai loro promotori finanziari. Una posizione da anni sostenuta da Konsumer, associazione per la tutela dei consumatori, confermata da un’altra sentenza, la n. 345, emanata dal Tribunale di Parma l’11 maggio 2020, uniformandosi a un orientamento ormai consolidato in materia.
 
“Il giudice – spiega una nota di Konsumer – ha condannato un promotore finanziario e l’istituto di credito per il quale questi svolgeva le proprie mansioni, al pagamento della somma di 99.777,21 euro, oltre interessi e spese legali, arrivando a più di 110.000 euro. La sentenza è relativa alla vicenda di due coniugi di Erice (TP), oggi residenti a Parma,convinti dal cognato della moglie, promotore finanziario di Fideuram Intesa San Paolo Private Banking, ad effettuare investimenti per suo tramite e a versare, prima 89.777,21 euro, poi ancora 10.000 euro. per la complessiva somma di99.777,21 euro. Queste somme, a dire del promotore, erano destinate all’acquisto di Btp, presentati come titoli sicurissimi e privi di rischi. I due coniugi, trasferitisi per motivi di lavoro a Parma con i figli, avevano, però, visto sparire il loro intero capitale, per questo avevano deciso di rivolgersi a Konsumer, assistiti dall’avvocato Giovanni Franchi, legale dell’associazione e Presidente della sezione Emilia-Romagna”.
 
L’avvocato, dopo aver attivato per loro senza successo la mediazione obbligatoria, ha promosso una causa civile davanti al Tribunale di Parma. “Il giudice – prosegue la nota – in seguito a un’istruttoria piuttosto breve in cui ha convocato per un interrogatorio formaleil promotore, che però non si è presentato, si è pronunciato in favore dei sue investitori, che sono così in procinto di recuperare, grazie a Konsumer, i loro risparmi. Il Tribunale ha ritenuto ricorrere la fattispecie prevista dall’art. 31 Tuf che prevede la responsabilità solidale dell’intermediario per danni arrecati a terzi dal promotore finanziario, chiarendo nella sentenza che è del tutto indifferente il fatto che quest’ultimo sia un parente di uno dei truffati”.
 
“Si tratta di una sentenza importantissima, che conferma l’orientamento già espresso dal Tribunale in altre decisioni – ha commentato l’avvocato Franchi -. Un orientamento giurisprudenziale per il quale gli istituti di credito non possono sottrarsi alla responsabilità per gli illeciti commessi da soggetti ai quali hanno affidato l’incarico di reperire clienti per la loro attività d’intermediazione. È necessario che le banche prestino maggiore attenzione nell’affidare l’incarico di svolgere l’attività di intermediazione finanziaria, perché spesso la gente investe nei prodotti finanziari la quasi totalità dei propri risparmi. Lo stesso principio è stato posto a fondamento delle citazioni, già notificate, per coloro che hanno effettuato investimenti con i promotori finanziari Giampaolo Belli e Antonella Lambri, due promotori di cui si è parlato molto a Parma per gli illeciti da loro commessi ai danni dei clienti.E non ha alcuna importanza che alcuni, come quelli che hanno avuto rapporti con la Lambri, anziché perderci ci abbiano guadagnato. Dei comportamenti illeciti del promotore risponde sempre l’istituto che ha conferito l’incarico, così da dover assolvere tutti gli impegni assunti da quest’ultimo”.