Banca d’Italia, accelerata dei prestiti in Campania nel 2016

Banca Italia Logo UltimoNel corso del 2016 i prestiti bancari al settore privato non finanziario della Campania hanno accelerato. L’espansione, più sostenuta per le famiglie, è proseguita anche nei primi mesi del 2017. Vi hanno contribuito l’espansione della domanda e condizioni di offerta distese. Lo rileva la Banca d’Italia nella periodica analisi dedicata alle economie delle regioni.

L’accelerazione dei prestiti è in larga parte ascrivibile alle banche appartenenti ai primi cinque gruppi nazionali, specie per la componente del credito erogato alle famiglie. Nel contempo, la dinamica dei prestiti alle imprese erogati da tali intermediari si è allineata a quella delle altre banche.

La qualità del credito
La qualità del credito a residenti in Campania mostra deboli segnali di miglioramento, peraltro non diffusi tra i principali comparti dell’economia. Nella media dei quattro trimestri del 2016, il flusso di nuovi prestiti deteriorati (tasso di deterioramento) è risultato pari al 4,0 per cento del totale dei crediti, in riduzione rispetto al 2015. Il miglioramento è principalmente attribuibile alle imprese, mentre il deterioramento dei prestiti alle famiglie si è attenuato più lievemente.

Tra le imprese, alla riduzione dei flussi di prestiti deteriorati ha contribuito in misura significativa il comparto delle costruzioni che ha tuttavia beneficiato di fattori favorevoli transitori, principalmente connessi all’accelerazione della spesa dei fondi strutturali europei. La rischiosità del comparto rimane comunque elevata. Il miglioramento ha coinvolto anche i servizi, mentre la qualità del credito alle imprese manifatturiere è peggiorata.

Il tasso di deterioramento si è ridotto negli ultimi anni in misura marcata, allineandosi al tasso di ingresso in sofferenza (tasso di decadimento) che ha risentito dell’accumulo, durante gli anni di recessione, delle altre partite deteriorate (inadempienze probabili e past due), gradualmente entrate in sofferenza. Il tasso di ingresso in sofferenza è aumentato in misura significativa per le imprese di costruzioni, a fronte di una stabilità per le quelle manifatturiere e a un lieve calo per il comparto dei servizi. Il tasso di decadimento dei prestiti alle famiglie consumatrici è inoltre rimasto sui valori dell’anno precedente.

Negli ultimi anni si è registrata in Italia un’accelerazione nell’uscita delle sofferenze dai bilanci delle banche che potrebbe aver riflesso sia l’impulso derivante dalla certificazione della qualità degli attivi bancari operata nell’ambito dell’Asset quality review sia gli effetti degli interventi normativi in materia di procedure di recupero dei crediti e di trattamento fiscale delle perdite su crediti approvati nell’agosto del 2015.

Anche in Campania l’ammontare complessivo dei prestiti in sofferenza stralciati o ceduti è cresciuto. Nel 2016, i passaggi a perdita sono stati pari al 5,7 per cento delle sofferenze; le cessioni hanno inciso per il 6,8 per cento.

L’attenuazione della dinamica delle sofferenze e la ripresa delle cessioni, insieme con un più ampio ricorso delle banche allo stralcio di posizioni giudicate non più recuperabili, ha comportato una stabilizzazione dell’incidenza delle sofferenze sul totale dei prestiti, pari al 15,4 per cento a fine 2016, valore in linea con la media del Mezzogiorno ma superiore alla media nazionale. Le differenze rispetto all’Italia sono ancora più marcate se si tiene conto del complesso dei prestiti deteriorati. A mitigare gli effetti prospettici dell’elevato peso degli attivi deteriorati sui bilanci delle banche contribuisce il graduale aumento delle rettifiche di valore, attuato a partire dal 2009. Alla fine del 2016 le rettifiche erano pari al 52,6 per cento dei prestiti deteriorati (63,3 per i prestiti in sofferenza). Nel contempo, è anche aumentata l’incidenza delle garanzie per le esposizioni deteriorate (68,2; 69,6 per cento per le sofferenze) che contribuiscono ulteriormente a ridurre eventuali perdite future.

Banca d’Italia, accelerata dei prestiti in Campania nel 2016 ultima modifica: 2017-06-15T11:26:48+00:00 da Redazione

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