Banca d’Italia, audizione di Rinaldi alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali su intermediari finanziari non bancari, mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria

{jcomments on}Nella sua relazione Rinaldi ha prima fatto un quadro della situazione analizzando il contesto di riferimento e l’inquadramento normativo, per poi evidenziare i numeri della struttura del settore: “La composizione degli intermediari finanziari non bancari è variegata; al 31 dicembre 2009 gli operatori iscritti nell’elenco generale ammontavano a 1.411 – di cui 395 società veicolo di cartolarizzazione dei crediti (SPV) – per più della metà localizzati nelle regioni Lazio e Lombardia. I soggetti iscritti risultano attivi prevalentemente nel settore della concessione dei finanziamenti, mentre residuale è il numero degli intermediari specializzati nell’attività di assunzione di partecipazioni e nell’intermediazione in cambi senza assunzione di rischi in proprio. Un cenno a parte meritano i soggetti attivi nella prestazione dei servizi di pagamento (103, di cui oltre 30 operanti nel settore del money transfer): questi, per effetto del recepimento della Payment Services Directive (PSD) devono, entro un termine stabilito dalla legge, presentare domanda di iscrizione nell’albo degli istituti di pagamento e, contestualmente, cancellarsi dall’elenco ex art. 106. A fine 2009 le finanziarie dell’elenco speciale erano 172. Nel corso del 2009 il numero di intermediari è cresciuto complessivamente di 7 unità, per effetto di 17 iscrizioni (tra cui i primi 8 “confidi 107” ai sensi della legge 326/2003 e delle relative norme applicative) e 10 cancellazioni. La parte preponderante delle società vigilate appartiene a gruppi bancari italiani (63% dell’attivo di bilancio dell’intero elenco) e svolge attività di concessione di finanziamenti (80% del numero totale) per lo più nelle forme tecniche del leasing, factoring, credito al consumo e cessione del quinto. Meno numerosi i soggetti operanti nella prestazione dei servizi di pagamento (in via transitoria), nel servicing in cartolarizzazioni, merchant banking e rilascio garanzie. Gli iscritti nell’apposita sezione dell’elenco generale ex art. 113 TUB sono oltre 19.000; nella sezione dell’elenco ex art. 155, comma 4, TUB sono presenti 753 confidi; i cambiavalute e le casse peota ammontano, rispettivamente, a 453 e 127. I mediatori creditizi sono 121.542, di cui 9.865 società; gli agenti in attività finanziaria 67.585, di cui 4.952 società”.

 

 

Successivamente la relazione si è concentrata sull’attività di controllo di Banca d’Itala: “Nei confronti degli intermediari iscritti nell’elenco speciale ex art. 107 la Banca d’Italia esercita poteri di vigilanza avendo riguardo alla sana e prudente gestione, alla stabilità complessiva, all’efficienza e alla competitività del sistema finanziario, all’osservanza della normativa in materia creditizia e finanziaria. Molto più limitati sono i poteri della Banca sugli intermediari iscritti nel solo elenco generale, essendo i controlli attualmente circoscritti alla verifica dei requisiti per l’accesso al mercato e al rispetto delle normative di settore (usura, antiriciclaggio, trasparenza). L’esperienza condotta negli anni sul settore ha dimostrato come l’architettura dei controlli previsti dalla normativa vigente sia inadeguata, anche tenendo conto della oggettiva difficoltà di presidiare un mondo caratterizzato da numerosità e varietà di soggetti. Le possibilità di intervento sugli intermediari dell’elenco generaledi fatto, l’unica azione possibileè la cancellazione dall’elenco generale ai sensi dell’art. 111 del TUB, con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze emanato su proposta dell’Istituto. Nel periodo che intercorre tra la conclusione del procedimento da parte della Banca d’Italia e la successiva emanazione del provvedimento di cancellazione da parte del Ministero non sussiste la possibilità di vietare, all’intermediario iscritto nell’elenco generale, lo svolgimento dell’attività finanziaria; non trova infatti applicazione il divieto di intraprendere nuove operazioni previsto, invece, per gli intermediari iscritti nell’elenco speciale. Inoltre, a differenza di quanto previsto per le banche e per la prevalenza dei soggetti vigilati, agli intermediari iscritti negli elenchi ex artt. 106 e 107 TUB non si applicano gli istituti specifici per la gestione delle crisi (amministrazione straordinaria e liquidazione coatta amministrativa). Il problema della graduazione degli interventi nei confronti degli intermediari finanziari potrà trovare risposta nelle disposizioni di riforma del Titolo V del TUB, attualmente in fase di consultazione presso il Ministero dell’economia e delle finanze, che prevedono la possibilità di adottare, nei confronti di tutti gli intermediari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia, provvedimenti specifici riguardanti anche la restrizione delle attività, della struttura territoriale, nonché il divieto di effettuare determinate operazioni”.

Il capo del servizio supervisione Intermediari Specializzati della Banca d’Italia ha poi illustrato nel dettaglio quali sono i  controlli in fase di iscrizione:Alla Banca d’Italia è attribuito il compito di selezionare i soggetti che intendono accedere al mercato dell’intermediazione finanziaria; l’azione dell’Istituto è declinata diversamente a seconda che le istanze degli operatori siano finalizzate all’ottenimento dell’iscrizione nell’elenco generale o nell’elenco speciale. Controlli sul possesso dei requisiti sono svolti anche in fase di iscrizione degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditiziDifficoltoso è il vaglio delle istanze presentate dai consorzi di garanzia collettiva dei fidi, dietro il cui schermo si cela a volte l’intento di prestare illecitamente garanzie nei confronti del pubblico. Nonostante la delicatezza dell’attività dei confidi, a tali soggetti – per cui non è prevista neppure l’onorabilità e la professionalità per i partecipanti al capitale e per gli esponenti aziendali – sono richiesti requisiti minimali per l’iscrizione in termini di capitale e mezzi patrimoniali. Il passaggio all’elenco speciale ex art. 107 TUB sottopone gli intermediari ad una cogente supervisione della Banca d’Italia e determina un mutamento delle caratteristiche dei controlli a cui tali società sono assoggettate. I poteri dell’Istituto in tema di vaglio dell’accesso al mercato per le figure dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria sono assai limitati; per questi soggetti l’attuale impianto normativo è strutturato sulla semplice previsione di requisiti di onorabilità, autocertificati in sede di istanza di iscrizione, e su un livello di istruzione corrispondente al diploma di scuola media superiore. Negli ultimi anni si è assistito a una diminuzione delle domande di iscrizione da parte degli aspiranti mediatori con il simmetrico aumento delle istanze presentate dagli agenti in attività finanziaria. Il fenomeno è da imputarsi ad una riallocazione dei rapporti con gli intermediari preponenti che sembra stiano preferendo, soprattutto in taluni settori come la cessione del quinto, la forma del rapporto diretto e stabile dell’agenzia. Da un lato ciò determina maggiori oneri e responsabilità per l’intermediario, dall’altro assicura un maggior controllo sulla rete dei collocatori. La Banca d’Italia guarda con favore questo sviluppo, anche perché è la figura del mediatore, in presenza di requisiti di professionalità molto tenui, quella che presenta profili di problematicità maggiori”.

Rinaldi ha poi parlato di controlli ordinari rispetto alle cosiddette “106”: “Con riferimento agli intermediari 106 le azioni di intervento intraprese nell’ultimo anno hanno riguardato prevalentemente gli intermediari operanti nei comparti dell’intermediazione finanziaria che presentavano le maggiori anomalie, quali quelli dei money broker, del rilascio di garanzie e del money transfer oltre al settore della cessione del quinto dello stipendio. Dall’inizio del 2009 ad oggi, la Banca d’Italia ha sottoposto ad ispezione 19 intermediari; per il 60% dei quali sono stati avviati i procedimenti di cancellazione. La numerosità dei soggetti iscritti impone un’attenta selezione degli interventi ispettivi per rilevare le situazioni potenzialmente più critiche. Si è peraltro osservato che l’azione ispettiva esplica i propri effetti anche al di là del singolo intervento realizzato; in altri termini, l’esistenza di una pregnante azione di controllo può indurre gli intermediari all’adozione di comportamenti ispirati a canoni di correttezza e rispetto delle norme…Gli accertamenti ispettivi hanno fatto emergere, in particolare, fenomeni di abusiva raccolta del risparmio, esercizio di attività non finanziarie in contrasto con il principio di esclusività sancito dall’art. 106 del TUB, insufficienza dei controlli sulla rete distributiva, inadeguatezza delle verifiche condotte dal collegio sindacale e violazioni della normativa in materia di trasparenza e, in alcuni casi, di usura. A conclusione delle verifiche effettuate, sia a distanza sia in loco, è stato deciso l’avvio di oltre 120 procedimenti di cancellazione e in 54 casi il procedimento di cancellazione avviato si è già concluso con l’espulsione dell’intermediario dal mercato. Per richiamare le società finanziarie al puntuale rispetto della disciplina di settore sono state inviate oltre 140 lettere di intervento e irrogate sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti di 30 soggetti prevalentemente per violazioni degli obblighi di comunicazione all’Organo di Vigilanza”.

Con riferimento alle “107” ha invece evidenziato: “Quanto alle società dell’elenco speciale, nel 2009 l’impegno della Banca d’Italia è stato altrettanto rilevante: sono stati effettuati interventi (mediante lettere formali o audizioni con gli esponenti aziendali) su 57 intermediari rappresentativi del 28% dell’intero elenco speciale in termini di totale attivo di bilancio. In particolare, sono state trasmesse 69 lettere (in 10 casi a seguito di negative risultanze ispettive) e tenute 47 audizioni (per lo più relative alla complessiva situazione tecnico-organizzativa delle società).Dal punto di vista delle aree oggetto di intervento di Vigilanza, l’attenzione si è focalizzata sui comparti che già nel 2008 denotavano i maggiori segnali di peggioramento della qualità del credito: mi riferisco agli intermediari di leasing e a quelli che erogano credito alle famiglie nelle forme tecniche del credito al consumo, cessione del quinto e carte di credito (dei sopra citati interventi, cartolari e ispettivi, il 37% e il 21% hanno riguardato, rispettivamente, società di credito al consumo e di leasing)”.

La Banca d’Italia nel corso dell’ultimo anno ha svolto controlli su alcune attività degli intermediari finanziari particolarmente rischiose, e in particolare si è monitorato:
Il comparto dei money broker: “La verifica condotta sugli operatori del settore – circa 30 soggetti del solo elenco generale – è consistita nel richiamare tali intermediari al rispetto dei loro limiti (devono operare essenzialmente come puri intermediari che provvedono, in nome e per conto del cliente, solo al collocamento sul mercato di ordini di acquisto o vendita di valute, senza acquisire in proprio alcuna posizione poiché ciò comporterebbe l’assunzione di un rischio connesso con il regolamento della transazione, ndr), specificando tra l’altro che gli iscritti unicamente nell’ elenco generale non hanno facoltà di effettuare operazioni di acquisto o vendita al di fuori delle specifiche disposizioni dettate del cliente e per importi eccedenti il limite delle disponibilità conferite. Un comportamento non conforme a tali regole determinerebbe, infatti, la responsabilità professionale dell’intermediario con conseguente assunzione di elevati rischi operativi non supportati da un’adeguata struttura organizzativa e di controllo a tutela dei terzi. L’inasprimento dei controlli sul settore ha comportato alla data odierna che sono stati cancellati o sono in via di cancellazione dall’elenco generale 13 soggetti”.

Il comparto della cessione del quinto dello stipendio o della pensione: “Fra le diverse fattispecie di credito al consumo la cessione del quinto presenta profili di elevata problematicità connessi con l’eccessiva onerosità, peraltro non giustificata dalla rischiosità creditizia del finanziamento assistito da apposite polizze assicurative, con diffuse carenze nei controlli sulla rete distributiva del prodotto e con l’adozione di prassi irregolari da parte degli operatori del settore, quale il rinnovo dei finanziamenti prima dei termini minimi previsti dalla legislazione in materia…. Nel novembre 2009 tutti gli operatori del settore – banche e intermediari finanziari – sono stati richiamati a porre in essere iniziative concrete e prassi operative pienamente rispettose delle normative di legge.All’eccessiva lunghezza della catena di vendita e alle modalità di retribuzione dei soggetti che vi intervengono, è riconducibile in parte l’elevato costo di tale tipologia di prestito. Un’altra circostanza che rende la cessione del quinto particolarmente onerosa è la prassi di non ristorare la clientela degli oneri pagati e non ancora maturati in caso di estinzione anticipata del finanziamento o di rinnovi concessi ante-tempo. A tre mesi di distanza dalla comunicazione, la Banca d’Italia ha inviato una lettera di intervento finalizzata ad acquisire da un ampio novero di operatori del settore informazioni di dettaglio sulle iniziative assunte per adeguarsi alle indicazioni fornite. Gli interventi programmati, nell’ambito della ordinaria vigilanza cartolare ed ispettiva, hanno comportato l’adozione di provvedimenti di cancellazione d’ufficio nei confronti di 4 intermediari finanziari iscritti negli elenchi generale e speciale e la predisposizione di lettere correttive di comportamenti anomali nei confronti di altri 4 operatori”.

Nella relazione si evidenziano anche criticità nel comparto del rilascio di garanzie, del credito revolving e del comparto dei money transfer.

Rinaldi ha anche parlato dei controlli sulle reti di distribuzione:La Banca d’Italia, oltre a richiedere agli intermediari finanziari un attento monitoraggio della propria rete di vendita, svolge, in parallelo, un’autonoma azione di controllo nei confronti degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, finalizzata a verificarne il mantenimento dei requisiti per l’iscrizione…. la Banca d’Italia nel 2009, dopo aver effettuato un controllo massivo sull’invio delle segnalazioni annuali di effettivo svolgimento dell’attività, ha provveduto alla cancellazione di circa 14.000 agenti non operativi. Nell’anno precedente tale controllo aveva portato alla cancellazione di oltre 11.000 soggetti; in mancanza di tale attività gli iscritti avrebbero raggiunto le 100.000 unità. Nel corso del 2009 sono stati effettuati approfondimenti sui requisiti di onorabilità dei mediatori creditizi … È stato analizzato il certificato del casellario giudiziale di oltre 430 mediatori creditizi per accertare se le condanne ivi riportate potessero o meno costituire presupposto per la perdita del requisito di onorabilità e per la successiva cancellazione dall’albo. A conclusione di tale verifica sono stati individuati circa 260 soggetti per i quali si è reso necessario avviare procedimenti di rigore; 94 procedimenti si sono già conclusi con la cancellazione dall’Albo dei mediatori creditizi”.

La, stando sempre alla relazione, effettua anche i controlli di compliance, e specificatamente a trasparenza, usura e antiriciclaggio.

In conclusione della sua relazione, Rinaldi ha posto l’accento sull’evoluzione normativa e in particolare: “È forte l’esigenza di una revisione organica del quadro regolamentare a cui si informa il sistema dell’intermediazione finanziaria, al fine del perfezionamento di un regime di vigilanza che sia efficace e proporzionato ai rischi connessi con l’operatività svolta. Viene in rilievo anche l’obiettivo di tutela del pubblico, specie in una fase di crisi in cui la richiesta di credito delle fasce marginali di clientela può tendere a concentrarsi proprio su operatori poco solidi e poco trasparenti. La legge comunitaria per il 2008 (art. 33 della legge 7 luglio 2009, n. 88) delega il Governo al recepimento della direttiva comunitaria in materia di contratti di credito ai consumatori (2008/48/UE) e fissa i criteri per un’ampia rivisitazione del quadro normativo degli operatori del mercato, compresi mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria, sottolineando in diversi punti l’importanza di garantire l’affidabilità dei soggetti attivi nel comparto. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha recentemente posto in consultazione alcuni schemi di articolato volti alla revisione della disciplina del Titolo V del Testo Unico bancario. Le proposte di modifica riguardano: la riserva di legge prevista dall’articolo 106 (che ora include diverse attività: concessione di credito, assunzione di partecipazione, intermediazione in cambi) il cui ambito verrebbe limitato alla sola concessione di credito; verrebbe altresì confermato l’obbligo di iscrizione dei servicer in operazioni di cartolarizzazione, ma non più degli SPV; la previsione di un albo unico: gli intermediari iscritti saranno assoggettati a controlli più rigorosi sia per l’accesso al mercato (sarà necessario ottenere un’autorizzazione e non più una mera iscrizione), sia nel continuo, sia nella fase d’uscita dal mercato (attraverso l’applicazione di procedure di gestione amministrata delle crisi); la previsione di deroghe per alcune tipologie di attività (micro-credito), caratterizzate da un particolare rilievo “sociale”. La vigilanza sui soggetti che esercitano tali attività verrebbe affidata a un Organismo di autoregolamentazione, nominato dal MEF e sottoposto a forme di controllo della Banca d’Italia; la revisione della disciplina dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria con l’obiettivo di aumentare la qualità professionale di tali soggetti e ridisegnare il sistema dei controlli facendo leva sull’istituzione di un nuovo organismo ad hoc, nominato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, espressione degli intermediari interessati e sottoposto alla vigilanza della Banca d’Italia. Per i mediatori è previsto il rafforzamento dell’obbligo di indipendenza da banche e intermediari e l’adozione di una forma giuridica societaria per l’esercizio dell’attività; per gli agenti in attività finanziaria, l’introduzione di forme di responsabilità dell’intermediario che si avvale del loro operato, anche riguardo ai danni causati ai clienti; l’iscrizione dei confidi “minori” in un elenco tenuto da un apposito Organismo di cui peraltro non vengono fornite ulteriori indicazioni; oltre agli attuali requisiti di iscrizione verrebbero introdotti requisiti di onorabilità degli esponenti e dei soci; l’inclusione delle società fiduciarie nell’ambito della disciplina del Titolo V TUB; l’abolizione o la ridefinizione degli altri elenchi previsti dal Titolo V. La Banca d’Italia ha fornito, come di consueto, la propria collaborazione alle competenti strutture del Ministero”.

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Banca d’Italia, audizione di Rinaldi alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali su intermediari finanziari non bancari, mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria ultima modifica: 2010-05-16T15:01:52+00:00 da Flavio Meloni

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