Banca d’Italia, Bollettino economico: misure Bce favoriranno miglioramento delle condizioni creditizie

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Il costo del credito è sceso, in modo significativo per le famiglie. Per queste ultime la crescita dei prestiti resta solida, mentre è negativa per le imprese, rispecchiando – sulla base dei sondaggi – soprattutto la debolezza della domanda di finanziamenti. Secondo le banche, le misure adottate in settembre dal Consiglio direttivo della Bce concorreranno a favorire un miglioramento delle condizioni creditizie”. Così la Banca d’Italia sintetizza la situazione di mutui e prestiti nel Bollettino economico di gennaio, pubblicato oggi e contenente informazioni sull’andamento dell’economia italiana inquadrata nel contesto economico internazionale e dell’area dell’euro e previsioni nel medio termine.

I tassi di mutui e prestiti, le decisioni della Bce

A novembre i prestiti alle società non finanziarie e alle famiglie nell’area dell’euro sono cresciuti rispettivamente dell’1% e del 3,9% sui tre mesi in ragione d’anno”, si legge nel Bollettino economico di Bankitalia. La dinamica del credito alle imprese è stata più sostenuta in Francia e in Germania, più debole in Spagna e in Italia. Tra agosto e novembre il costo dei nuovi prestiti alle società non finanziarie si è mantenuto stabile, all’1,5%, mentre quello dei nuovi mutui alle famiglie è sceso di circa 10 punti base, sempre all’1,5%. La dispersione dei tassi di interesse tra paesi è rimasta contenuta.

Nella riunione del 12 dicembre il Consiglio direttivo della Bce ha confermato l’orientamento di politica monetaria introdotto a settembre: i tassi ufficiali rimarranno su valori pari o inferiori a quelli attuali finché le prospettive dell’inflazione non avranno stabilmente raggiunto un livello prossimo al 2% per cento; gli acquisti netti nell’ambito del programma ampliato di acquisto di attività finanziarie (Expanded asset purchase programme, App), pari a 20 miliardi al mese da novembre, proseguiranno finché necessario; il reinvestimento del capitale rimborsato sui titoli in scadenza continuerà per un periodo di tempo prolungato dopo l’avvio del rialzo dei tassi ufficiali.

Le previsioni su condizioni monetarie e finanziarie

Lo scenario presuppone condizioni monetarie e finanziarie molto accomodanti – stima la Banca d’ItaliaSecondo le attese desumibili dalle quotazioni di mercato, il tasso di interesse a breve termine resterebbe negativo nell’orizzonte di previsione; il rendimento dei titoli di Stato italiani decennali sarebbe dell’1,6% nel 2020, dell’1,9% nel 2021 e del 2,2% nel 2022. I tassi di interesse a medio-lungo termine si manterrebbero nell’intero triennio su livelli inferiori a quelli medi del biennio 2018-19; il calo rispecchia sia quello dei premi per il rischio sovrano, scesi di circa 120 punti base a partire dallo scorso giugno, sia l’orientamento più accomodante della politica monetaria. Il costo medio del credito alle imprese (1,6%) rimarrebbe contenuto per tutto l’orizzonte di previsione”.
Le previsioni tengono conto della manovra di finanza pubblica approvata alla fine di dicembre. Il quadro programmatico del Governo incorpora un forte aumento degli investimenti pubblici, pari a circa 20 punti percentuali cumulati nel complesso del triennio. In conformità con i principi guida sottostanti alle proiezioni dell’Eurosistema, precisa Bankitalia, lo scenario non include gli aumenti delle imposte indirette nel periodo 2021-22 previsti dalle clausole di salvaguardia, né misure alternative di recupero del conseguente mancato gettito.

Il tasso di interesse a tre mesi sul mercato interbancario (Euribor), pari a -0,4% nel 2019, salirà leggermente nel triennio di previsione.