Banca d’Italia, i punti salienti del documento in consultazione pubblica sulla trasparenza delle operazioni bancarie e finanziarie

Dalla relazione illustrativa si evince che il provvedimento della Banca d’Italia si è reso necessario per integrare il documento originale con i provvedimenti concernenti le Guide pratiche e l’indicatore sintetico di costo dell’Isc del conto corrente destinato ai consumatori ed è entrato pienamente in vigore il 3 ottobre 2009; così come sono state recepite nel provvedimento le tre direttive europee: sui servizi di pagamento (direttiva 2007/64/CE), sul credito ai consumatori (direttiva 2008/48/CE), sugli istituti di moneta elettronica (direttiva 2009/110/CE).

In particolare alcuni degli interventi sono stati diretti ad aggiornare le Disposizioni hanno tenuto conto delle modifiche introdotte dal D.lgs. n. 141 del 13 agosto 2010, che ha innovato profondamente la disciplina degli intermediari finanziari non bancari e degli altri soggetti operanti nel settore. Si è quindi reso necessario: i) sostituire i riferimenti contenuti nelle Disposizioni agli intermediari iscritti nell’elenco speciale (previsto dal previgente articolo 107 TUB) con richiami a intermediari iscritti nell’albo unico (ora disciplinato dall’articolo 106 TUB); ii) eliminare la sezione relativa all’attività di cambiavalute (sezione IX).

Con questo documento sono state recepite anche le modifiche apportate nel corso del 2012 dal legislatore per disciplinare la commercializzazione di polizze assicurative e conti correnti insieme a un finanziamento. Poiché la commercializzazione congiunta di più contratti è presa in considerazione dalle Disposizioni a fini di trasparenza (ad es. per il calcolo del TAEG), si è ritenuto opportuno richiamare i limiti e le condizioni stabiliti dalle nuove norme di legge (cfr. sezioni II, VII e XI).

Le modifiche hanno aggiornato anche le disposizioni che riguardano la Cessione di quote del salario, dello stipendio o della pensione. Il legislatore è recentemente intervenuto per estendere l’applicazione della disciplina sul credito ai consumatori a tutti i finanziamenti effettuati dietro cessione di quote dello stipendio o salario o pensione (CQSP), compresi quelli prima esclusi (ad esempio, perché di importo superiore a 75.000 euro); la legge richiede, inoltre, ai finanziatori che intendano avvalersi di soggetti terzi per la distribuzione di rivolgersi esclusivamente a banche, intermediari finanziari, Poste italiane S.p.A., ivi comprese le rispettive strutture distributive, agenti in attività finanziaria o mediatori creditizi. Alla Banca d’Italia è rimesso il compito di adottare disposizioni attuative su una serie di profili che riguardano la trasparenza e la correttezza nella commercializzazione di contratti di CQSP. Per dare attuazione a questa normativa, la sezione VII-bis: contenere i costi a carico dei consumatori (richieste dall’articolo 6-bis, comma 3, lett. d, D.P.R. n. 180/1950): la questione – che investe il funzionamento del mercato della CQSP -verrà affrontata in un secondo momento, anche tenendo conto di eventuali iniziative che gli operatori interessati porranno in essere, secondo quanto previsto dalla stessa legge.

La disciplina sulla trasparenza e sulla correttezza dei comportamenti si applica ai mediatori creditizi e ai confidi previsti dall’articolo 112 del TUB, tenendo conto delle specificità della loro attività (articolo 13 della delibera CICR 4 marzo 2003, come modificata). Alla Banca d’Italia è rimesso il compito di individuare le disposizioni applicabili a questi operatori.

In particolare le norme applicabili ai mediatori creditizi vengono individuate attraverso riferimenti puntuali alle altre pertinenti sezioni delle Disposizioni; specifiche regole vengono dettate solo per gli aspetti che richiedono un adattamento alle peculiarità dell’attività svolta dai mediatori.

La disciplina tiene conto della circostanza che i profili di trasparenza rilevanti per i mediatori creditizi sono due e riguardano: 1) la trasparenza del servizio di mediazione; 2) la trasparenza dei servizi bancari e finanziari prospettati dal mediatore al cliente.

In continuità con quanto previsto sinora dal provvedimento dell’UIC del 2005 (che verrà abrogato), si è ritenuto:

1) sotto il primo profilo, di estendere ai servizi forniti dal mediatore creditizio gli strumenti di trasparenza previsti dalle Disposizioni (con limitati adattamenti);

2) per quanto riguarda l’attività consistente nel consigliare alla clientela servizi bancari e finanziari, di applicare ai mediatori obblighi analoghi a quelli previsti dalle Disposizioni per l’offerta fuori sede, in modo da assicurare che il consumatore possa avere accesso a informazioni complete e chiare già nel momento in cui un prodotto gli viene prospettato.

Per i servizi forniti dal mediatore creditizio (punto 1), l’attività di mediazione viene individuata attraverso un richiamo alla definizione contenuta nella legge: messa in relazione, anche attraverso attività di consulenza, di banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma (articolo 128-sexies del TUB); ne consegue che gli adempimenti di trasparenza comprendono ogni aspetto dell’attività svolta dal mediatore, ivi comprese, ad esempio, le eventuali commissioni richieste al cliente per la consulenza prestata.

Le disposizioni richiamate sono quelle di carattere generale (sezione I) nonché quelle relative alla pubblicità e all’informativa precontrattuale (sezione II), ai contratti (sezione III, escluso ovviamente il conto di base), alle tecniche di comunicazione a distanza (sezione V) e ai controlli (sezione X). Non trattandosi di un rapporto di durata che ha uno svolgimento nel tempo, non si applicano invece al servizio di mediazione creditizia le norme sulle comunicazioni in corso di rapporto, a eccezione della richiesta di documentazione su singole operazioni (sezione IV, paragrafo 4); non si applicano nemmeno le deroghe all’obbligo della forma scritta del contratto per le ragioni esposte nella Relazione sull’analisi di impatto (paragrafo 4.4).

L’attività del mediatore creditizio consistente nel consigliare alla clientela servizi bancari e finanziari (punto 2) è assimilabile all’offerta fuori sede, quando esiste una convenzione tra il mediatore e la banca o l’intermediario; in questo caso si prevede quindi l’applicazione della medesima disciplina, ossia del paragrafo 4 della sezione II. In assenza di convenzione, l’obiettivo di assicurare comunque al cliente una corretta informazione precontrattuale viene perseguito imponendo al mediatore creditizio di consegnare al cliente il foglio informativo e, se prevista, la Guida pratica. Analoghi obblighi vengono stabiliti per l’ipotesi in cui il mediatore creditizio – a prescindere dall’eventuale esistenza di accordi con il finanziatore – proceda alla raccolta di richieste di finanziamento sottoscritte dai clienti per il successivo inoltro all’intermediario erogante. Si prevede inoltre che i mediatori creditizi, quando si avvalgono di tecniche di comunicazione a distanza per consigliare ai clienti specifici prodotti bancari o finanziari o effettuare la raccolta di richieste di finanziamento, inviino al cliente il foglio informativo e, se prevista, la Guida, ovvero il loro indirizzo web diretto.

Per completezza, si richiama poi la disciplina sul credito ai consumatori (sezione VII), che qualifica espressamente i mediatori creditizi come “intermediari del credito” e prevede specifici obblighi di trasparenza e correttezza per il caso in cui il mediatore intervenga nella commercializzazione di un contratto di credito ai consumatori (ad esempio, il mediatore deve comunicare al finanziatore eventuali compensi percepiti dal consumatore, ai fini del calcolo del TAEG, ai sensi dell’articolo 125-novies, comma 3, del TUB).

Ai mediatori vengono applicate regole di carattere organizzativo volte a garantire il rispetto della disciplina di trasparenza e la correttezza dei comportamenti; si tratta tuttavia di regole semplificate rispetto a quelle previste in via generale dalla sezione XI:

La delibera del CICR del 4 marzo 2003 (articolo 13, comma 2-bis) prevede che la Banca d’Italia individui le disposizioni applicabili ai confidi minori iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 112 del TUB, tenendo conto delle specificità dell’attività svolta e del carattere accessorio delle garanzie prestate rispetto ai finanziamenti (i quali sono invece assoggettati in toto alla disciplina sulla trasparenza e sulla correttezza dei comportamenti).

Muovendosi lungo questa linea, il documento in consultazione dichiara applicabili ai confidi minori, oltre alle disposizioni di carattere generale (sezione I), le seguenti.

a)        informativa precontrattuale. Le regole generali (sezione II) si applicano con alcune precisazioni:

-nella copia del contratto idonea per la stipula la commissione dovuta a fronte della garanzia può essere quantificata nell’ammontare massimo e minimo, in attesa della conclusione dell’istruttoria da parte del finanziatore. Questa disposizione tiene in considerazione la circostanza che nella prassi operativa il costo della garanzia è ancorato a elementi quali l’importo e la durata del finanziamento garantito e, pertanto, non può essere definito nel suo esatto ammontare prima della conclusione dell’istruttoria da parte dell’intermediario che eroga il finanziamento;

-anche per i contratti di garanzia è possibile subordinare la consegna al cliente di una bozza personalizzata di contratto al pagamento delle spese di istruttoria;

-viene escluso l’obbligo di redigere il documento di sintesi precontrattuale: questa semplificazione è motivata dalla struttura particolarmente semplice del contratto di garanzia, la cui unica condizione economica consiste generalmente nella commissione dovuta per la garanzia. E’ comunque necessario che il contratto riporti in maniera chiara ed evidenziata il costo della garanzia;

-va messa a disposizione dei clienti la sola Guida pratica sull’accesso all’ABF;

-le previsioni relative al TAEG non riguardano direttamente i confidi, ma vengono osservate dall’intermediario che eroga il finanziamento.

b)        Comunicazioni in corso di rapporto. Ai confidi si applica la normativa generale contenuta nella sezione IV. Nel caso dei rapporti di garanzia intrattenuti dai confidi, tuttavia, le uniche informazioni che possono variare in corso di rapporto sono generalmente quelle relative alle condizioni economiche: le comunicazioni possono essere quindi omesse nei casi di assenza di variazioni delle condizioni contrattuali rispetto alla comunicazione precedente (cfr. supra, paragrafo 4.3) e quando le condizioni contrattuali non possono subire alcuna modifica in corso di rapporto, a condizione che il corrispettivo a carico del cliente sia versato in un’unica soluzione subito dopo la stipula del contratto. Resta fermo, ovviamente, il diritto del cliente di ricevere le comunicazioni periodiche dall’intermediario finanziatore, le quali contengono informazioni rilevanti per lo svolgimento del rapporto di garanzia (es. l’ammontare dell’esposizione garantita: cfr. sezione IV, paragrafo 3.1, nota 1, delle Disposizioni).

c)         Le altre disposizioni dichiarate applicabili ai confidi sono quelle relative ai contratti (sezione III), alle tecniche di comunicazione a distanza (sezione V), ai controlli (sezione X) e alla trattazione dei reclami della clientela (sezione XI, paragrafo 3).

Si fa rinvio, per ulteriori considerazioni, alla Relazione sull’analisi di impatto (paragrafo 4.3, sub b1).

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Banca d’Italia, i punti salienti del documento in consultazione pubblica sulla trasparenza delle operazioni bancarie e finanziarie ultima modifica: 2013-06-26T22:30:05+00:00 da Flavio Meloni

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