Banca d’Italia: il 10% delle famiglie italiane possiede quasi il 50% della ricchezza

Banca Italia LogoNel 2012 il reddito familiare annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato in media pari a 30.380 euro, circa 2.500 euro al mese. Tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare ha subito in media un calo di circa il 7,3%. Attualmente la ricchezza netta presenta una concentrazione maggiore di quella del reddito: il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% dell’intera ricchezza netta delle famiglie italiane. Sono alcune delle principali evidenze che emergono dall’ultimo supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane.

Secondo l’indagine sul 2012 è proseguita la crescita delle famiglie formate da un solo componente (28,3 per cento, contro il 24,9 per cento nel 2010; erano il 16,1 per cento nel 1991); sono diminuite, per contro, le coppie con e senza figli. È aumentata la quota di nuclei familiari con capofamiglia nato all’estero (9,4 per cento contro l’8,6 per cento del 2010; nel 1991 erano l’1,1 per cento).

Tra il 2010 e il 2012 le condizioni economiche dichiarate dalle famiglie intervistate sono peggiorate, risentendo anche di valutazioni soggettive sull’andamento del mercato immobiliare, più negative di quelle osservate nelle transazioni effettive. La percezione da parte degli intervistati di un marcato calo del valore degli immobili si è riflessa su importanti componenti figurative del reddito, in particolare sul valore degli affitti che i proprietari stimano di poter ottenere nell’ipotesi in cui decidano di concedere in locazione la propria abitazione.

Tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio è calato in termini nominali del 7,3 per cento, quello equivalente del 6; la ricchezza media è diminuita del 6,9 per cento.  L’interpretazione di queste variazioni richiede tuttavia una certa cautela: gli intervalli di confidenza delle stime sono relativamente ampi; la valutazione negativa dell’andamento di alcune componenti del reddito e della ricchezza è stata presumibilmente accentuata dal basso livello del clima di fiducia delle famiglie e dalle condizioni del mercato del lavoro nel momento in cui sono state condotte le interviste rispetto al periodo di riferimento dell’indagine.

Il reddito equivalente, una misura pro-capite che tiene conto della dimensione e della struttura demografica della famiglia, è stato in media pari a circa 17.800 euro (1.500 euro al mese). L’indicatore è superiore per gli individui laureati (circa 2.350 euro al mese), i dirigenti (2.700 euro) e per gli imprenditori (2.550 euro), mentre gli operai, i residenti nel Mezzogiorno e i nati all’estero presentano valori medi inferiori (rispettivamente pari a circa 1.200, 1.100 e 950 euro al mese). In una posizione intermedia si collocano gli impiegati (1.900 euro), gli altri lavoratori autonomi (1.700 euro) e i pensionati (1.700 euro). Il profilo per età mostra un andamento prima crescente (dai 1.250 euro al mese per i soggetti fino a 18 anni ai 1.800 euro per gli individui di età compresa tra i 55 e i 64 anni) e poi lievemente decrescente (circa 1.700 euro al mese per gli individui più anziani).

Tra il 2010 e il 2012 il deterioramento delle condizioni economiche, in termini di reddito equivalente fatta cento la media generale, è stato più accentuato per i lavoratori  indipendenti (il cui indice passa da 144 a 138 per cento della media) rispetto a quello dei dipendenti e delle persone in condizione non professionale (entrambi stabili intorno rispettivamente a circa 109 e 91). Solo l’indice relativo ai pensionati sale da circa 108 a 114. La flessione ha riguardato tutte le classi di età ad eccezione degli anziani, per i quali l’indice passa da 106 a 114.

Leggi il supplemento al bollettino

Banca d’Italia: il 10% delle famiglie italiane possiede quasi il 50% della ricchezza ultima modifica: 2014-01-27T17:07:54+00:00 da Redazione

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