Banca d’Italia, il testo dell’intervento di Ignazio Visco sulla Convenzione Onu contro la corruzione

Banca Italia LogoPubblichiamo l’intervento di Ignazio Visco sulla Convenzione Onu contro la corruzione e sull’impegno italiano nella sua attuazione:

“È con piacere che la Banca d’Italia ospita oggi la presentazione del Rapporto sull’Italia, che valuta l’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione ratificata dall’Italia nel 2009.

Come ho avuto più volte occasione di sottolineare, il tema della corruzione e in generale della criminalità economica e finanziaria vede la Banca d’Italia attenta e attivamente impegnata, nella consapevolezza degli effetti negativi che dalla sua diffusione discendono per le possibilità di sviluppo economico, il benessere collettivo, la stessa stabilità finanziaria.

Siamo impegnati su diversi fronti: quello dell’analisi economica e statistica; quello della prevenzione, attraverso l’azione dell’Unità di Informazione Finanziaria e gli interventi svolti nell’ambito dell’attività di Vigilanza; quello dell’attività di spesa (nell’affidamento di lavori e nell’acquisizione di beni e servizi); attraverso i nostri programmi di educazione finanziaria nelle scuole, che intendono anche contribuire alla formazione dei giovani alla legalità economica. La cooperazione internazionale – di cui la Convenzione ONU rappresenta un importantissimo esempio – e l’impegno che discende per i paesi dall’adesione alle convenzioni e dalla partecipazione ai gruppi di lavoro, rappresentano uno strumento fondamentale per garantire il progressivo allineamento alle “buone prassi” che emergono tra i diversi sistemi.

Il meccanismo delle peer reviews che viene utilizzato in questi contesti è assai più efficace della costruzione di graduatorie, spesso proposte anche dalle organizzazioni internazionali per la valutazione dei risultati conseguiti: consente confronti qualitativi approfonditi, la contestualizzazione delle risposte istituzionali rispetto alle caratteristiche dei diversi paesi, l’identificazione dei percorsi di adeguamento più efficaci. Con riferimento alla corruzione, per l’Italia l’adesione al Greco (il Gruppo di Stati contro la Corruzione), alla Convenzione Ocse contro la corruzione dei pubblici ufficiali stranieri (e al Working Group on Bribery che ne valuta l’attuazione) e la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sono stati passaggi fondamentali nel sollecitare negli ultimi anni l’adeguamento del nostro ordinamento e del complessivo contesto istituzionale alle migliori prassi internazionali. Le peer reviews condotte (i tre cicli di valutazione sull’applicazione della Convenzione penale sulla corruzione nell’ambito del Greco; i tre cicli di valutazione nel contesto Ocse e il Rapporto sull’Italia nel contesto della Convenzione ONU) sono state uno stimolo importante al miglioramento realizzato negli ultimi anni.

Per quanto ci riguarda più da vicino, lo stesso possiamo dire della valutazione del nostro sistema anti-riciclaggio da parte del Gafi insieme con il Fondo Monetario Internazionale, che si concluderà nei prossimi giorni con la riunione plenaria di ottobre e che ha rappresentato un’occasione di progresso sia sul piano istituzionale sia su quello dei risultati, con benefici anche sul fronte della prevenzione della corruzione.

Il Rapporto, che si riferisce all’ultimo quinquennio, offre un quadro nel complesso positivo rispetto al percorso realizzato dal nostro paese negli ultimi anni, e mi fa piacere ritrovarvi valutazioni favorevoli del ruolo svolto dalla Banca d’Italia e dalla Uif in particolare sul piano del contrasto al riciclaggio. L’emanazione, avvenuta in questi giorni, degli indicatori di anomalia per la Pubblica Amministrazione elaborati dall’Unità in collaborazione con altre Autorità costituisce un ulteriore significativo passo per accrescere il contributo nell’individuazione di flussi finanziari anomali e per la prevenzione di fenomeni di corruzione. Resta tuttavia vero che l’Italia continua a soffrire di una percezione assai negativa in materia di corruzione.

Anche se le nostre stesse analisi evidenziano i limiti degli indicatori di percezione in questo ambito (ad esempio quanto siano influenzati dal numero di notizie inerenti alla corruzione apparse nei giorni della rilevazione), essi incidono sulle scelte economiche, in particolare su quelle di investimento. Gli indicatori appena rilasciati dalla Banca Mondiale sulla governance dei paesi (World Governance Indicators), relativi al 2014, mostrano ancora, con riferimento alla componente “controllo della corruzione”, un arretramento, ancorché lieve. Anche se è presumibile che non tengano ancora conto dei più recenti interventi, questi indicatori segnalano come la valutazione del nostro sistema da parte di alcuni osservatori “privilegiati” resti tuttora negativa.

Sarà importante che ai progressi effettivi realizzati in questi anni nel contesto normativo e istituzionale, nella capacità di prevenzione e aggressione dell’illegalità e della criminalità finanziaria, e agli ulteriori interventi pure suggeriti nel Rapporto si associno, da un lato, uno sforzo di elaborazione di indicatori il più possibile ancorati a evidenze oggettive piuttosto che unicamente legati alle percezioni; dall’altro, che migliori la capacità di comunicare e valorizzare i progressi ottenuti, anche sul piano internazionale oltre che su quello interno. Le conclusioni delle recenti peer reviews potranno aiutare in questo percorso; è essenziale che si continuino a registrare risultati positivi tanto sul fronte del contrasto alla corruzione quanto su quello dell’attività di prevenzione”.

 

Banca d’Italia, il testo dell’intervento di Ignazio Visco sulla Convenzione Onu contro la corruzione ultima modifica: 2015-10-06T17:49:16+00:00 da Redazione

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