Banca d’Italia: in Sicilia deterioramento della qualità dei prestiti

Dall’insorgere della crisi la dinamica dei prestiti nei confronti di queste imprese è stata più debole di quella media del settore produttivo e la qualità del credito è notevolmente peggiorata: alla fine del 2012 circa la metà dei finanziamenti presentavano anomalie nei rimborsi. È aumentata la raccolta bancaria presso le famiglie; potrebbe avere influito una maggiore propensione al risparmio precauzionale e l’offerta di remunerazioni più elevate sui depositi con durata prestabilita e sulle emissioni obbligazionarie.

Nel 2012 i prestiti bancari alla clientela residente in Sicilia, già in rallentamento dalla seconda metà dell’anno precedente, si sono ridotti dello 0,8 per cento (erano cresciuti del 5,3 nel 2011; tav. 3.1). Il calo, sul quale hanno inciso la debolezza della domanda e condizioni di offerta ancora tese (cfr. il riquadro: L’andamento della domanda e dell’offerta di credito), ha interessato sia le famiglie consumatrici sia le imprese (fig. 3.1a), in particolare quelle di piccola dimensione (-2,0 per cento). La contrazione del credito in Sicilia è proseguita anche nei primi mesi del 2013 (-0,6 per cento a marzo, -1,4 per cento per il solo settore privato).

 

I prestiti concessi dalle banche appartenenti ai primi cinque gruppi nazionali si sono ridotti del 2,2 per cento nel 2012, mentre il tasso di crescita dei finanziamenti delle altre banche, seppure in rapida decelerazione dall’inizio dell’anno, si è mantenuto positivo (0,7 per cento; fig. 3.1b). La fase di rialzo del costo dei finanziamenti erogati in Sicilia, in atto dalla fine del 2010, è proseguita anche nel 2012; nel secondo semestre si sono osservati segnali di attenuazione. Il tasso di interesse sui prestiti a breve termine praticato alla clientela regionale è salito al 7,8 per cento a dicembre, in aumento rispetto al 7,4 della fine dell’anno precedente, ma in ripiegamento dal picco registrato a giugno (8,0 per cento). Il costo medio dei nuovi finanziamenti a medio e a lungo termine è aumentato nel primo trimestre del 2012 ed è tornato alla fine dell’anno sui livelli dell’ultimo trimestre del 2011 (4,9 per cento; tav. A22).

Il credito alle famiglie consumatrici

I prestiti alle famiglie consumatrici si sono contratti dello 0,4 per cento a dicembre 2012 (erano aumentati del 3,1 nell’anno precedente; tav. 3.2). La riduzione si è verificata sia per i mutui bancari finalizzati all’acquisto di abitazioni, che rappresentano quasi la metà dell’indebitamento complessivo delle famiglie, sia per il credito al consumo. Nella seconda parte dell’anno sono tornati a crescere i finanziamenti erogati dalle società finanziarie.

Le erogazioni di nuovi finanziamenti per l’acquisto di abitazioni hanno subito una brusca riduzione nel 2012, a poco più di 1 miliardo di euro (-53,9 per cento rispetto al 2011; fig. 3.2). In corrispondenza con la riduzione del differenziale tra il costo dei finanziamenti a tasso fisso e di quelli a tasso variabile, il peso dei primi è aumentato nel 2012 al 29,4 per cento del totale. Si è arrestata, nel corso del 2012, la tendenza all’aumento delle erogazioni di mutui di importo elevato: l’incidenza di quelli oltre i 150 mila euro, che aveva raggiunto un picco del 43,7 per cento nel 2011,

è diminuita al 36,7 per cento. Ciò potrebbe riflettere un atteggiamento più prudente da parte delle famiglie nell’acquisto della casa, la lieve flessione dei prezzi immobiliari (cfr. il riquadro: Le costruzioni e il mercato immobiliare) o, a parità di valore dell’immobile, la riduzione della percentuale media finanziata (il loan to value medio sulle nuove erogazioni è sceso dal 58,4 al 57,9 per cento).

In Sicilia, l’housing affordability index, che convenzionalmente misura la capacità della famiglia media di sostenere l’onere del mutuo per l’acquisto di un appartamento di 100 metri quadri alle condizioni prevalenti sul mercato, ha raggiunto i valori più elevati nel periodo 2010-11 (fig. 3.3). Il successivo rialzo dei tassi d’interesse ha più che compensato la lieve flessione dei prezzi immobiliari, provocando nel 2012 una discesa dell’indice. L’accessibilità della casa di proprietà attraverso un mutuo rimane in Sicilia superiore alla media nazionale e del Mezzogiorno, per effetto soprattutto dei prezzi degli immobili mediamente più bassi.

Indebitamento e vulnerabilità finanziaria delle famiglie consumatrici. – In base ai dati dell’indagine Eu-Silc (cfr. la sezione: Note metodologiche), tra il 2007 e il 2011 la quota di famiglie siciliane indebitate si è ridotta di oltre due punti percentuali passando dal 22,6 al 20,2 per cento, un valore inferiore sia alla media del Mezzogiorno sia, soprattutto, a quella italiana (rispettivamente 22,3 e 27,3 per cento; tav. a17). In Sicilia il dato risulta inferiore sia per i mutui sia per il credito al consumo; anche il numero di famiglie che hanno fatto ricorso a entrambi i tipi di indebitamento è modesto nel confronto con le altre aree del Paese. Il valore mediano del mutuo residuo per famiglia è aumentato più rapidamente che nella media nazionale e del Mezzogiorno, portandosi a circa 62 mila euro nel 2010, ultimo anno per il quale il dato è disponibile (83 mila nella media del Paese).

L’incidenza della rata del mutuo sul reddito disponibile delle famiglie indebitate si è confermata su valori superiori alla media italiana; la frequenza di quelle in arretrato di almeno un giorno sulle rate del mutuo o del credito al consumo è pari a circa il doppio rispetto all’Italia. Restano tuttavia meno diffuse le situazioni di potenziale vulnerabilità: le famiglie la cui rata del mutuo assorbe almeno il 30 per cento del reddito sono l’1,4 per cento del totale in Sicilia, a fronte del 2,5 a livello nazionale.

Considerando le caratteristiche anagrafiche, l’indebitamento è particolarmente frequente presso le famiglie in cui il capofamiglia ha un’età compresa tra i 35 e i 44 anni (oltre il 40 per cento) e presso quelle più numerose (dal 10,8 per cento delle famiglie con un solo componente a circa il 30 per cento presso quelle con almeno tre persone). La vulnerabilità finanziaria risulta più elevata soprattutto per i nuclei più giovani: il 3,6 per cento delle famiglie con capofamiglia sotto i 35 anni destinavano oltre il 30 per cento del reddito al rimborso della rata del mutuo.

Il credito alle imprese

In base ai dati della Centrale dei rischi, che comprendono le segnalazioni delle banche e degli altri intermediari finanziari, a dicembre del 2012 i prestiti al settore produttivo si sono ridotti dell’1,2 per cento su dodici mesi (erano cresciuti del 3,0 nel 2011; tav. 3.3), riflettendo da un lato la fase negativa del ciclo economico e la ridotta attività di investimento, dall’altro il persistere di un atteggiamento prudente nell’offerta di credito. La riduzione dei prestiti ha interessato i servizi e il settore delle costruzioni, sul quale pesa la perdurante debolezza del mercato immobiliare (cfr. il riquadro: Il finanziamento delle imprese della filiera immobiliare). I finanziamenti sono invece cresciuti nell’industria manifatturiera e, tra gli altri settori, per le imprese dell’agricoltura e per quelle attive nel comparto energetico (tav. A18). Al netto dei passaggi a sofferenza, il calo dei mutui è stato del 4,4 per cento (erano aumentati dell’1,7 nel 2011). Tra le altre forme di finanziamento, la contrazione dei crediti collegati alla gestione del portafoglio commerciale (anticipi su fatture e altri crediti autoliquidanti) è stata notevole (-12,8 per cento).

In base ai risultati dell’indagine della Banca d’Italia sulle imprese industriali e dei servizi, nel 2012 solo il 40 per cento delle imprese che hanno richiesto nuovi finanziamenti ha ottenuto l’intero importo, a fronte di quasi la metà nel 2011.

Un’analisi riferita a un campione di circa 8 mila società di capitale con sede in regione, mostra che nel 2012 i prestiti bancari sono diminuiti per tutte le classi di rischio delle imprese, classificate in base agli indicatori della Centrale dei bilanci (cfr. La sezione: Note metodologiche). La flessione è stata più accentuata per le imprese vulnerabili e per quelle rischiose. Per le imprese caratterizzate da condizioni di bilancio più favorevoli, l’andamento del credito è stato differenziato in base alla classe dimensionale di banca: gli intermediari appartenenti ai primi 5 gruppi bancari nazionali hanno cominciato a contrarre i finanziamenti a questa categoria di debitori dall’inizio dell’anno; il credito erogato dagli altri intermediari alle imprese più solide ha invece continuato ad aumentare fino alla prima metà del 2012, sebbene in forte rallentamento rispetto al 2011, per poi ridursi nella seconda parte dell’anno.

La qualità del credito

Tra il 2011 e il 2012 il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti vivi di inizio periodo (tasso di decadimento) è salito in Sicilia dal 2,6 al 3,2 per cento (tav. a20). Il prolungarsi della fase congiunturale avversa ha determinato un deciso peggioramento dell’indice per il settore produttivo (dal 3,5 al 4,4 per cento); per le famiglie consumatrici il tasso di decadimento è cresciuto in misura lieve (dall’1,7 all’1,8 per cento). Lo scadimento del credito ha interessato in particolare i comparti delle costruzioni e quello dei servizi; in quest’ultimo settore la rischiosità ha raggiunto

il livello più elevato dall’inizio della crisi (4,6 per cento). Per le imprese dell’industria manifatturiera l’indicatore si è invece ridotto rispetto al 2011, anno nel quale si era registrato un elevato livello di insolvenze. Il peggioramento della qualità del credito è confermato anche dalla dinamica dei finanziamenti caratterizzati da un grado di anomalia minore rispetto alle sofferenze. Tra il 2011 e il 2012 l’incidenza dei crediti scaduti, incagliati o ristrutturati sul totale dei prestiti

lordi è aumentata dal 6,8 all’ 8,9 per cento (tav. a20); anche in questo caso l’incremento ha riguardato, tra i principali settori, soprattutto le imprese. Alla fine del 2012 l’insieme di tutti i crediti deteriorati (comprese le sofferenze) rappresentava il 38,3 per cento dei finanziamenti al settore produttivo (32,7 per cento nel 2011). Gli indicatori prospettici basati sulle transizioni delle posizioni tra le diverse classi di anomalia prefigurano un ulteriore peggioramento del profilo di rischio della clientela regionale.

La rapidità con cui i prestiti alle imprese si deteriorano, già elevata, è ancora aumentata nel 2012: l’indice di deterioramento netto, calcolato come saldo tra i miglioramenti e i peggioramenti della qualità dei crediti, è passato da -6,8 a -8,5 per cento (fig. 3.4). Il peggioramento si è concentrato soprattutto nei prestiti in precedenza privi di qualsiasi anomalia (in bonis) e nel complesso è stato meno accentuato di quello registrato nel Mezzogiorno. Nonostante l’insorgere di nuove sofferenze tra i crediti alle famiglie consumatrici sia rimasto su livelli relativamente contenuti, nel 2012, in linea con la tendenza registrata nel Mezzogiorno, sono tornate a crescere in Sicilia le difficoltà di rimborso dei mutui. L’indicatore delle situazioni di anomalia, calcolato sui mutui concessi nel

corso dei tre anni precedenti a quello di riferimento, dopo il calo registrato nel biennio successivo al picco del 2009, è salito al 2,7 per cento (2,1 per cento nel 2011; fig. 3.5a), un valore superiore sia a quello del Mezzogiorno sia alla media italiana (rispettivamente 2,0 e 1,5 per cento). I mutui concessi ai debitori più giovani e agli immigrati hanno registrato un tasso di anomalia lievemente inferiore a quello medio, anche per effetto della maggiore selettività adottata dalle banche nell’erogazione dei finanziamenti nei confronti di queste categorie di prenditori. Anche l’indice di deterioramento netto, che considera l’insieme di tutti i prestiti erogati alle famiglie consumatrici, è peggiorato passando, tra la fine del 2011 e la fine del 2012, da -2,8 a -3,4 per cento. La dinamica, concentratasi in particolare nel secondo semestre dell’anno appena trascorso, ha accresciuto il divario sia con l’indice del Mezzogiorno sia con quello medio italiano (fig. 3.5b).

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Banca d’Italia: in Sicilia deterioramento della qualità dei prestiti ultima modifica: 2013-06-18T11:20:26+00:00 da Flavio Meloni

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