Banca d’Italia, lieve riduzione della contrazione del credito

Banca Italia LogoL’economia mondiale continua a far registrare una moderata crescita, con ritmi diversi in base alle principali aree. Le condizioni finanziarie nell’area dell’euro sono migliorate negli ultimi mesi, ma restano rischi rilevanti, soprattutto con riferimento all’evoluzione del quadro macroeconomico. Conseguenze negative per la crescita e per la stabilità finanziaria nell’area dell’euro potrebbero provenire da un rallentamento delle economie emergenti più accentuato del previsto o da un periodo di bassa inflazione più prolungato delle attese. Incertezze derivano inoltre dalle tensioni geopolitiche in diverse aree del mondo, in particolare dalla crisi tra Russia e Ucraina. Si è invece attenuato, senza venir meno, il rischio che l’orientamento meno accomodante della politica monetaria negli Stati Uniti possa indurre un rialzo dei tassi di interesse a medio e a lungo termine anche nell’area dell’euro. Sono alcune delle principali evidenze contenute nell’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia.

In Italia, si legge nel dossier, la ripresa ciclica si va estendendo ma resta fragile. Prosegue la fase di debolez-za del mercato immobiliare. I prezzi delle abitazioni sono ancora in diminuzione; si è arrestata la discesa di quelli degli immobili non residenziali. Sono aumentati gli investimenti di portafoglio esteri in Italia, in titoli sia pubblici sia privati. I tassi di interesse sono diminuiti su tutte le scadenze.

Nel 2013 le famiglie hanno registrato una flessione del reddito disponibile inferiore all’anno precedente; si è avuto un calo dell’indebitamento e una ripresa degli investimenti in attività finanziarie. I bassi tassi di interesse e le misure a sostegno dei mutuatari hanno contribuito a contenere la vulnerabilità delle famiglie indebitate. La quota di nuclei familiari finanziariamente fragili aumenterebbe in misura solo modesta anche in scenari macroeconomici avversi.

Benché emergano segnali positivi, le condizioni finanziarie delle imprese sono ancora deboli. Alcune aziende di grande dimensione hanno sostituito con obbligazioni parte dei loro debiti verso le banche; per quelle di minore dimensione le difficoltà di accesso al credito, i bassi livelli di liquidità e le incertezze che ancora caratterizzano la ripresa ciclica restano le maggiori fonti di rischio nei prossimi mesi.

È in corso l’esercizio di valutazione complessiva (comprehensive assessment) delle maggiori banche del-l’area dell’euro. L’esercizio, al quale partecipano 15 intermediari italiani, consentirà un confronto su basi omogenee dei bilanci bancari nei diversi paesi, contribuendo a ridurre ulteriormente la segmentazione dei mercati finanziari.

Nei primi mesi dell’anno in corso le valutazioni dei mercati sulle banche italiane sono migliorate notevolmente, avvicinandosi a quel-le degli intermediari degli altri principali paesi dell’area.

All’inizio del 2014 la contrazione del credito bancario si è lievemente ridotta. Le indagini qualitative condotte presso gli intermediari rilevano criteri di offerta più favorevoli per i prestiti alle famiglie; le condizioni di accesso al credito per le im-prese, seppur in lieve miglioramento, rimangono restrittive.

Il deterioramento della qualità del credito si è attenuato. Il flusso di nuove sof-ferenze sul complesso dei prestiti è rimasto stabile nell’ultimo trimestre del 2013; dati preliminari indicano che sarebbe diminuito nei primi tre mesi di quest’anno. Le consistenze dei prestiti deteriorati continuano tuttavia ad aumentare.

Le ingenti rettifiche di valore su prestiti contabilizzate dagli intermediari alla fine del 2013 hanno assorbito interamente la redditività operativa, ma hanno consentito un significativo aumento dei tassi di copertura. Questi sviluppi, ac-colti favorevolmente dagli investitori, possono contribuire a riavviare il mercato dei crediti deteriorati. Alcuni grandi intermediari hanno annunciato iniziative miranti a ottimizzare la gestione di questi crediti. Prosegue la flessione dei costi operativi delle banche, alla quale contribuisce la razionalizzazione della rete delle filiali.

Dalla seconda metà del 2013 le banche hanno ridotto la consistenza di titoli pubblici in portafoglio.

Sulla posizione patrimoniale delle banche italiane hanno inciso le ingenti retti-fiche di valore contabilizzate alla fine del 2013; aumenti di capitale – per circa 10 miliardi complessivi – sono stati intrapresi da diversi intermediari. La leva finanziaria resta inferiore a quella delle altre banche europee.

Per le compagnie assicurative i rischi derivanti dal prolungato periodo di bassi tassi di interesse restano contenuti, anche grazie a politiche prudenti in materia di rendimenti garantiti. I rischi principali per il settore assicurativo sono connessi con l’incertezza della ripresa economica. La solidità delle principali compagnie è in corso di valutazione da parte dell’autorità europea di settore.

Le condizioni di liquidità dei mercati finanziari italiani sono ulteriormente migliorate. L’indicatore di rischio sistemico di liquidità si colloca attorno ai valori minimi, riflettendo l’aumento degli scambi sul mercato secondario dei titoli di Stato.

Leggi il rapporto completo della Banca d’Italia

Banca d’Italia, lieve riduzione della contrazione del credito ultima modifica: 2014-05-02T16:31:18+00:00 da Redazione

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