Banca d’Italia: mercato immobiliare recupera rispetto al 2009

Nel secondo trimestre del 2010 la quota di agenti immobiliari che hanno venduto almeno un immobile è aumentata del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E il numero di case vendute è aumentato di poco meno del 2%. Tuttavia le compravendite hanno subito una flessione rispetto al primo trimestre del 2010, scendendo dal 71% al 67,1%.

I prezzi
La quota di agenti che segnalano una diminuzione dei prezzi nel secondo trimestre del 2010 è scesa al 37,9% dal 42,6% dell’inchiesta precedente; a fronte di un’incidenza ancora esigua delle indicazioni di rialzo (1,5%) è aumentata quella dei giudizi di stabilità, al 60,6% dal 55,8%.Nel complesso, il saldo negativo tra le percentuali di risposte “in aumento” e “in diminuzione” si è ridotto (-36,4% contro -41% nel primo trimestre del 2010). Questo andamento caratterizza tutte le aree geografiche del paese, risultando più pronunciato nelle regioni del Sud e nelle Isole, dove l’incidenza dei giudizi di aumento è salita al 4% mentre era pressoché nulla nel primo trimestre.

Trattative e tempi di vendita

Nel secondo trimestre del 2010 il margine di riduzione dei prezzi di vendita si è stabilizzato sull’11,5%, a fronte del 12,2% di un anno fa. Si è ampliato il divario tra aree urbane e quelle non urbane, dove il margine ha segnato una riduzione rispetto alla rilevazione precedente. I tempi che intercorrono tra il conferimento dell’incarico e la vendita effettiva si sono lievemente allungati, da 6,4 mesi del primo a 5,7 mesi del secondo trimestre, continuando a risultare mediamente più contenuti nei centri di maggiori dimensioni.

Modalità di finanziamento degli acquisti
La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario è ritornata al 70%, dopo la flessione al 66% nella rilevazione precedente. Il rialzo è stato più pronunciato nelle aree non urbane, dove più forte era stato il calo nel primo trimestre. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell’immobile è salito al 73,2%, contro il 70,8% del primo trimestre, il valorepiù alta dall’inizio dell’inchiesta, all’inizio del 2009.

Incarichi a vendere
Continua a salire il saldo tra le risposte che segnalano l’aumento o la diminuzione congiunturale delle giacenze di incarichi a vendere (19,3% dal precedente 17,2%). Segna invece una leggera flessione il saldo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei nuovi incarichi (12,4% dal 14,8%). L’assenza di proposte di acquisto a fronte di richieste del venditore ritenute troppo elevate si conferma la causa principale della cessazione degli incarichi, ma viene indicata da una quota di agenti, pari al 62,9% dal 64,2% della rilevazione precedente.

Le prospettive del mercato
Le valutazioni sulle prospettive a breve del mercato nazionale, pur in lieve peggioramento rispetto alla rilevazione precedente, mostrano un pessimismo assai più contenuto rispetto a quanto riscontrato nell’estate dello scorso anno. Il saldo negativo tra giudizi di miglioramento e di peggioramento si è attestato intorno al 20%, da -35% dell’anno precedente, e l’incidenza dei giudizi di stazionarietà è pari al 63,1%, rispetto al 55,2% del 2009. Per i prossimi due anni il quadro si conferma improntato a ottimismo, pur con segnali di moderazione delle aspettative: le prospettive sono giudicate positive dal 56,9% delle agenzie, contro il 60,4% dell’inchiesta precedente, e in peggioramento dal 17,2%, rispetto al precedente il 14,5%.

Banca d’Italia: mercato immobiliare recupera rispetto al 2009 ultima modifica: 2010-09-17T07:52:32+00:00 da Flavio Meloni

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